domenica 24 gennaio 2016

Il poeta delle buone cose di pessimo gusto

Quando ero ragazza, molti anni fa, amavo la poesia più che la narrativa. Nel mio diario segreto, dove la scrittura era minuscola, tanto che a volte nemmeno io,a distanza di tempo, riuscivo a capire cosa avessi scritto, vi inserivo tante poesie, queste scritte in modo leggibile, tanto se qualcuno le avesse lette mi sentivo tranquilla, ma le emozioni no, anche se avevo un lucchetto, la paura che uno dei miei fratelli potesse leggere qualche stralcio mi faceva escogitare mille trucchi, compreso anche la scrittura al contrario.(breve divagazione) Adesso si sono invertite le parti, amo più la narrativa e leggo sempre meno poesia. Certo cambiano gli stati d'animo, forse sono rimasta ancorata a certi generi e fatico ad accettare le successive evoluzioni poetiche come i "Poeti Novi". Ho amato la poesia ermetica tanto che ho letto le poesie di quasi tutti gli autori. A chi di noi non è rimasto nel cuore Montale, Ungaretti, Saba, Quasimodo, per citarne solo qualcuno. La parole che racchiudevano molti significati che potevano essere compresi solo da chi comprendeva la vera poesia, quasi come una casta elevata, frasi che racchiudevano pensieri potenti: " si sta come d'autunno sull'albero le foglie", per citarne a memoria una, ma quante altre.... Forse molti di voi che leggeranno questo post sorrideranno pensando all'incubo della scuola e degli esami di maturità dove un poeta ermetico è segnato sempre come probabile. Tuttavia nonostante l'amore per i poeti ermetici, c'è un poeta che è rimasto sempre nel mio cuore, anche se sono passati quasi 40 anni, non ho mai cambiato opinione su ciò che scriveva, ed ancora adesso mi rispecchia. Sto parlando di Guido Gozzano, si, il poeta di "Signorina Felicità", qui il vostro sorriso si è trasformato in rigorosa risata, ne sono consapevole. Siamo davvero in pochi ad amarlo sia durante il percorso scolastico che dopo, viene archiviato e dimenticato. Ebbene io no, amo le parole che scriveva, queste poesie cantilenanti, con le facile rime, ma ciò che mi piace di più è che lui rappresenta il poeta "delle piccole cose di pessimo gusto". Le sue rime "dimesse" che si contrapponevano a quelle aulicanti e al mondo borghese del sommo poeta D'Annunzio. Il poeta della quotidinaità che parla di ciò che la poesia non è abituata a fare, parla del farmacista, del gatto, del pappagallo, di donne senza cipria e belletto, di efelidi, di caffè tostato.... Addirittura ne avevo imparato a memoria diverse, altri tempi! Non continuo, non voglio certo fare un saggio su Gozzano, vi lascio invece qualche riga di una delle poesie più famosa, spero che possiate apprezzarla rileggendola con occhi diversi. FLM. ******************************************************************************************************************************************* L'AMICA DI NONNA SPERANZA************************* Loreto impagliato ed il busto d'Alfieri, di Napoleone i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto), il caminetto un po' tetro, le scatole senza confetti, i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro, un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, gli oggetti col monito, salve, ricordo, le noci di cocco, Venezia ritratta a musaici, gli acquarelli un po' scialbi, le stampe, i cofani, gli albi dipinti d'anemoni arcaici, le tele di Massimo d'Azeglio, le miniature, i dagherottìpi: figure sognanti in perplessità, il gran lampadario vetusto che pende a mezzo il salone e immilla nel quarzo le buone cose di pessimo gusto, il cùcu dell'ore che canta, le sedie parate a damasco chèrmisi... rinasco, rinasco del mille ottocento cinquanta! II. I fratellini alla sala quest'oggi non possono accedere che cauti (hanno tolte le fodere ai mobili. È giorno di gala). Ma quelli v'irrompono in frotta. È giunta, è giunta in vacanza la grande sorella Speranza con la compagna Carlotta. Ha diciassett'anni la Nonna! Carlotta quasi lo stesso: da poco hanno avuto il permesso d'aggiungere un cerchio alla gonna, il cerchio ampissimo increspa la gonna a rose turchine. Più snella da la crinoline emerge la vita di vespa. Entrambe hanno uno scialle ad arancie a fiori a uccelli a ghirlande; divisi i capelli in due bande scendenti a mezzo le guance. Han fatto l'esame più egregio di tutta la classe. Che affanno passato terribile! Hanno lasciato per sempre il collegio. Silenzio, bambini! Le amiche - bambini, fate pian piano! - le amiche provano al piano un fascio di musiche antiche. Motivi un poco artefatti nel secentismo fronzuto di Arcangelo del Leùto e d'Alessandro Scarlatti. Innamorati dispersi, gementi il core e l'augello, languori del Giordanello in dolci bruttissimi versi: ... ...caro mio ben credimi almen! senza di te languisce il cor! Il tuo fedel sospira ognor, cessa crudel tanto rigor! ... Carlotta canta. Speranza suona. Dolce e fiorita si schiude alla breve romanza di mille promesse la vita. O musica. Lieve sussurro! E già nell'animo ascoso d'ognuna sorride lo sposo promesso: il Principe Azzurro, lo sposo dei sogni sognati... O margherite in collegio sfogliate per sortilegio sui teneri versi del Prati!

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Lettrice accanita, scrittrice irregolare, gestisco un blog, una pagina ed un gruppo sempre con lo stesso nome: La Lettrice di carta. Amo i personaggi femminili e maschili tormentati, quelli che hanno un passato duro da raccontare, ma da buona lettrice non disdegno altri generi letterari. Non credo che possa esserci un libro brutto, ogni romanzo troverà sempre il suo lettore a cui la storia piacerà. Il mio romanzo preferito: Storia di una capinera di G. Verga.