mercoledì 30 gennaio 2019

Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

Eleanor Oliphant sta benissimo

di

Gail Honeyman

Recensione di Maria Lucia Ferlisi


Eleanor Elephant ha 30 anni, una laurea in lettere, vive in una casa popolare e da circa 10 anni lavora nello stesso ufficio. Ogni mercoledì riceve la telefonata dalla madre e chiacchiera con lei per 15 minuti, ma non le piace parlare con lei, ogni volta la rende inquieta e agitata.
La sua unica compagnia è la solitudine, insieme con i rituali dei gesti ripetitivi. Non cura il suo aspetto e non fa nulla per piacere agli altri, nemmeno sul posto di lavoro. Ma "Eleanor Oliphant sta bene, anzi benissimo".
Questa è la sua vita, non ne ha conosciute altre. Sul posto di lavoro non parla con nessuno, non socializza nemmeno durante la pausa pranzo, preferisce consumare un sandwich e leggere il "Daily Telegraph"perché all'interno contiene le più belle parole crociate.
Il cibo per lei è soltanto un nutrimento essenziale per la sopravvivenza, un "mangime economico", giustamente equilibrato. La sera dopo aver letto una mezz'ora, va a letto alle 22.
Il fine settimana è diverso, compra una pizza margherita dal solito pizzaiolo vicino casa, del Chianti e due bottiglie di vodka sempre della stessa marca, si scola tutte e due le bottiglie, poi cade sul letto completamente sbronza.
Lei è felice, ammesso che conosca il vero significato della parola. Non conosce l'amore, ha vissuto sempre in case famiglie e ha vaghi ricordi della vita passata con la madre. Ha vissuto con un ragazzo che la picchiava continuamente, dopo averle rotto varie ossa, ha deciso di lasciarlo. Adesso è infatuato di un cantante locale. Lo segue, lo pedina, s' intromette nella sua casa.


La sua vita viene stravolta dopo uno scambio di battute con un collega di lavoro che si ostina ad invitarla fuori, Raymond è gentile con lei, per lei è una novità, non sa come comportarsi. Insieme soccorrono una persona anziana che verrà ricoverata in ospedale, Eleanor si trova di fronte al calore di una famiglia, di cui non ricorda il tepore e i comportamenti. 

È come una bambina che assiste a bocca aperta allo svolgersi della sua vita, fino ad arrivare a stravolgerla per ricostruirla.

La protagonista è strana, asociale, stravagante, ma ci innamoriamo del personaggio.

Un romanzo delicato e tragico,  scritto in prima persona, ci parla del disagio sociale di Eleanor.
L'autrice  Galy Honeyman conosce bene l'animo devastato e lo propone ai lettori attraverso tutti gli aspetti, con una scrittura straordinaria, intima e diaristica. 

 Il ritmo è lento, come il processo di consapevolezza del proprio io, della propria esistenza e delle cicatrici che hanno reso Eleanor quello che è, non solo nel viso, ma nel suo essere. 

Eleanor non sta bene, e nemmeno benissimo, lo sa, ma finge di esserlo; tenere chiuso dentro di sé il passato è necessario, evita un'inutile ulteriore sofferenza.
Eleanor non vuole ricordare, non vuole aprire le sue ferite, non vuole soffrire.
L'incontro con Raymond le apre un mondo nuovo, una nuova consapevolezza s'impadronisce di lei, sempre dettagliatamente e con cura l'autrice ci mostra il passato della protagonista.

Raymond prende per mano Eleanor, con dolcezza e pazienza per condurla nella vita reale. Le fa conoscere altre persone, altri modi possibili di vita. Tocca a lei, a lei sola, guardare la cicatrice e decidere se guarirla o continuare nella finzione di un mondo bevuto e anestetico. 

Tocca a lei percorrere la via verso la rinascita.

Un consiglio: non fermatevi alle prime pagine, so che l'inizio è noioso e lento, ma continuate la lettura del romanzo, la trama vi coinvolgerà e anche voi avrete voglia di conoscere le ferite di Eleanor.


Scheda Libro
Autore: Gail Honeyman
Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 344
Sinossi
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

lunedì 28 gennaio 2019

CONCORSO LETTERARIO LA PAURA FA 90 RIGHE

Carissimi amici ed amiche, scrittori e scrittrici
se tra voi c'è chi ama scrivere storie horror alzi la mano e si prepari per il concorso che vi suggerisco!

La paura fa 90 righe". Troppo poco per scrivere una storia paurosa? no, sono certa che siete abili ad intrecciare una storia che terrà la giuria col fiato sospeso...
Allora pronti? Sangue e coltelli, suspense e terrore e il racconto è pronto per partecipare alla VII edizione del concorso. In bocca alla pennaaaaa!





CONCORSO LETTERARIO
LA PAURA FA 90 RIGHE
Edizione 2019

L’associazione culturale FIPILI HORROR FESTIVAL, con sede a Livorno, indice il suo nuovo bando di concorso per racconti brevi denominato “La paura fa 90 righe”, la cui fase finale si svolgerà durante l’ottava edizione della manifestazione, che si terrà a Livorno nel mese di aprile 2019.
Tema del concorso: LA PAURA
Tipo di testo: RACCONTO BREVE
Il tema può essere sviluppato in tutte le sue accezioni e sfumature
(Horror, Giallo, Thriller, Fantascienza, Noir…). 
I racconti dovranno svilupparsi entro e non oltre 90 righe di testo.
Il titolo del racconto è escluso dal conteggio delle 90 righe.
I racconti dovranno essere inediti e in lingua italiana.

 Restrizioni: grandezza del font 12 punti – tipo di font “ Times New Roman”– interlinea 1,5 – margini 
predefiniti (Super: 2.5 cm, Infer: 2 cm, Sx: 2 cm, Dx: 2 cm) 90 RIGHE DI TESTO MAX.
Ogni partecipante potrà concorrere con una sola opera.
Sono escluse dal concorso le opere che hanno già partecipato alle precedenti edizioni del concorso.
La scadenza per l’invio delle opere è fissata al 3 MARZO 2019 compreso (farà fede la data di invio della 
mail contenente l’opera).
L’organizzazione del Festival nominerà una giuria di esperti del settore incaricata di giudicare le opere 
partecipanti al concorso, designare i vincitori e assegnare i premi. Le decisioni della giuria sono 
inappellabili. Sarà facoltà dell’organizzazione, a suo insindacabile giudizio, attribuire menzioni o 
riconoscimenti speciali ad opere ritenute particolarmente meritorie. 
I premi per i primi tre racconti classificati sono:
 1° Premio - 400 euro e targa personalizzata
 2° Premio - 200 euro e targa personalizzata
 3° Premio - 100 euro e targa personalizzata
I premi dovranno essere ritirati esclusivamente dal vincitore/vincitrice o da un suo delegato; in caso di 
impossibilità a presentarsi fisicamente, i premi in denaro non saranno assegnati. 
L’iscrizione al concorso comporta un contributo (quota associativa relativa all’evento) di 15 euro, che 
darà diritto ad ogni scrittore partecipante, ad un pass gratuito valido per tutte le giornate del festival 
(alcuni eventi potranno essere esclusi dall’abbonamento).
Per partecipare è necessario inviare l’elaborato in un file in formato .pdf esclusivamente via posta 
elettronica all’indirizzo: fipilihorrorfestival@gmail.com
La mail dovrà riportare nell’oggetto la dicitura “la paura fa 90 righe” e nel corpo si dovrà specificare 
autore e titolo dell’opera.
Il file contenente l’opera deve riportare in alto nel testo SOLO il nome dell’opera e non quello dell’autore. 
In questo modo si avrà la certezza che le opere perverranno ai giurati in forma totalmente anonima.
Per completare correttamente l’iscrizione al concorso ogni autore dovrà compilare e firmare la scheda di 
iscrizione / liberatoria (riportata di seguito al bando) e versare la quota di partecipazione. 
La scheda di iscrizione / liberatoria debitamente compilata e firmata deve essere inviata tramite mail 
sempre all’indirizzo fipilihorrorfestival@gmail.com nella stessa mail con cui si invia l’opera.
In alternativa la scheda può essere spedita in busta chiusa all’indirizzo di posta ordinaria:
Alessio Porquier c/o Baroni Vernici Viale Petrarca n° 22 - 57124 Livorno
(La spedizione del materiale è a carico dell’autore e l’organizzazione non si assume la responnsabilità per 
eventuali furti, danneggiamenti o smarrimenti.)
Il contributo di 15 euro dovrà conferirsi contestualmente all’invio dell’opera.
Per versare la quota è necessario collegarsi al sito www.fipilihorrorfestival.it accedere alla sezione 
“concorsi” e seguire le istruzioni per il pagamento.
E’ possibile effettuare pagamento online tramite piattaforma paypal, o bonifico bancario. Eventuali altre 
modalità di pagamento, come ad esempio la consegna a mano della quota, dovranno essere 
preventivamente concordate con la segreteria del concorso scrivendo all’indirizzo mail 
fipilihorrorfestival@gmail.com.
In caso di mancata selezione dell’opera alla fase finale, la quota non verrà in nessun caso restituita.
Una percentuale della quota di partecipazione delle opere iscritte verrà trattenuta dall’organizzazione e 
versata a fine anno ad una associazione benefica.
Una volta accertato il corretto invio dell’opera, della scheda di iscrizione e del versamento della quota gli 
autori verranno avvisati tramite mail personale della corretta iscrizione al concorso.
Le opere selezionate alla fase finale saranno comunicate entro la fine del mese di marzo 2019, tramite 
mail personale agli autori, sul sito internet: www.fipilihorrorfestival.it e sulla pagina facebook FIPILI 
Horror Festival.

CONTATTI
Sito internet : www.fipilihorrorfestival.it
Facebook: Fi Pi Li Horror Festival
Mail: fipilihorrorfestival@gmail.com
Direzione tecnica - Ciro Di Dato 3287372627 
Direzione artistica – Alessio Porquier 3395781493

sabato 26 gennaio 2019

Il giorno della memoria

Carissime amiche ed amici del blog
come tanti, voglio ricordare il giorno della memoria con un post di qualche anno fa.

Un giorno della memoria ancora più tristi, perché abbiamo la consapevolezza che la storia non insegna nulla.Ancora una volta il vento dell'odio sta scivolando dentro i cuori di molti, il razzismo, lo sprezzo, ne sono testimoni i tanti episodi in tutto il mondo in cui si alzano muri per "difendere" un territorio che dovrebbe essere luogo di accoglienza, come i nostri avi hanno avuto.

Muri, barriere, diritti negati e morti, tanti,  nell'indifferenza di molti. Ho paura di questo clima, non mi piace.
Mi chiedo  perché l'uomo sente questo bisogno di odiare, come se fosse una parte del DNA.
Mi chiedo perché non siamo in grado di accogliere ed ascoltare.
Mi chiedo perché lasciamo morire persone...
Non trovo risposte e questo mi spaventa... La banalità del male è sempre in agguato... 





Alcuni anni fa sono andata a visitare il campo di concentramento di Auschwitz. Quando varchi i cancelli senti i brividi che ti percorrono la schiena, con quella scritta: "Il lavoro rende liberi".... liberi di morire. Ho percorso le strade che portano ai campi, ai forni crematori, in completo silenzio, come un silente omaggio a tutte le vittime che hanno perso la vita in questo luogo macabro. 
In alcuni angoli si erano formati gruppi di preghiera autonomi, mi sono aggregata ed ho pregato con loro, non ho capito la loro lingua, ma sentivo il bisogno di farlo. Ciò che mi ha sconvolto di più in questa visita di memoria, non sono stati i forni crematori ne le migliaia di foto appese lungo i corridoi, ma le enormi vetrine dove erano esposti gli oggetti personali di tutte le persone che sono state trucidate all'interno del campo. 
La teca delle valigie, di tutte le dimensioni grandi e piccole, con i loro nomi scritti su un pezzo di cartone e incollati sopra, la grande vetrina con tutti gli oggetti da barba, quella con gli occhiali, un'altra con le scarpe, quella con tutti i pettini e infine quella con tutti i capelli tagliati ai detenuti del campo. Sono rimasta in quella enorme stanza per molto tempo, ho cercato di leggere tutti i nomi incollati nelle valigie di cartone, ho guardato infine tutti i capelli, trecce lunghe che erano appartenute a donne, ma vi erano anche piccole treccine di bambine. 
Tutta la quotidianità dei prigionieri che erano passati per quei campi era racchiusa in quelle vetrine, la loro vita, parte di se stessi di cui venivano spogliati.
Quanta tristezza, quanto dolore.
La banalità del male, come ha scritto sapientemente Anna Arendt nel suo saggio filosofico, è racchiusa tutta in quei campi e noi abbiamo il triste compito di ricordarlo sempre affinché la storia non si ripeta.
Qualche giorno dopo a casa ho scritto queste brevi righe. Non ho scattato foto mi sembrava di violare quelle anime.
(Le foto le ho prese dal web)







Auschwitz
Una piccola valigia di cartone marrone, logora, incollato, in fondo sul lato destro, un pezzo di carta ingiallito, con scritto a mano, in bella grafia, con inchiostro nero, nome, cognome ed anno di nascita: Helen Berger 1937.
Cerco di immaginarti Helen, bambina dalle trecce scure, dagli occhi castani e le efelidi sul naso. Giochi nel cortile della tua casa con la corda. Dalla finestra la tua mamma ti guarda e ti saluta con un cenno di mano. Ricambi il saluto con un sorriso e continui a saltellare felice.
Spensierata nella tua ignara infanzia.
Indossi una gonna grigia a pieghe che svolazza ad ogni saltello, una camicia bianca ed una giacca di lana cotta grigia bordata di nero. Sul petto la tua mamma ti ha cucito una stella a cinque punte, ne sei orgogliosa, ti fa sentire grande , tutti la indossano, anche te.
Qualcuno ha rubato la tua fanciullezza. Non diventerai una bella signorina che si affaccia sorridente alla finestra per salutare il fidanzato. Non indosserai il velo da sposa. Non urlerai dal dolore partorendo tuo figlio.
Sei  una valigia con un nome.
Sei una treccia tagliata in mezzo a tante.
Sei un vestito raccolto e buttato nel mucchio.
Sei  cenere al vento.


mercoledì 23 gennaio 2019

Fabio Volo- Le prime luci del mattino

Carissime amiche ed amici lettori di carta
una mia collega, che ama leggere molto, mi ha consigliato un libro di Fabio Volo, l'ho guardata sbarrando gli occhi, pensando contemporaneamente, un libro di questo scrittore non l'ho voglio proprio leggere, mi rifiuto.

Lei ha insistito, "leggilo Lucia, è diverso dai suoi soliti libri, ha scritto un libro che sa leggere i pensieri più intimi delle donne".
Mi dispiaceva dirle di no, non sono una snob dei libri, quindi mi sono detta perché no?

Vale la pena leggerlo? Io direi di si, con qualche perplessità, ma il mio giudizio è buono.

Leggete la recensione e poi ditemi voi  cosa ne pensate di F.Volo.
Un abbraccio amiche ed amici virtuali


Le prime luci del mattino 
di 
Fabio Volo

Elena attraverso le pagine del suo diario segreto esprime l'insoddisfazione della sua vita matrimoniale che si trascina nel silenzio.
Ormai lei ed il marito Paolo sono solo due estranei che si ritrovano nello stesso tetto per mangiare e dormire. Ma non è questo ciò che sognava. Non è la vita che voleva. Lo guarda, cerca di stabilire un contatto, ma lui come sempre rimane muto, si gira dall'altra parte o va via.
La sua cara amica Carla vive lontano e si sentono soltanto per telefono l'unico vero amico è il suo diario, e vi scrive le emozioni più intime che si intrecciano con la quotidianità della vita.

Sa di meritare molto di più, ma il coraggio di spezzare le catene di un matrimonio che appare  felice agli occhi degli altri non è facile. Ti senti addosso l'insopportabile responsabilità di un portare avanti un qualcosa che si è già rotto, un vaso incrinato, sostenuto da una colla che ormai non tiene più. 

Elena, come ogni donna, ha diritto alla felicità, deve solo trovare il coraggio di vivere senza finzione, senza continuare la commedia di amare un uomo, quando l'amore è ormai finito da tempo.

Adesso vede anche chi gli sta attorno, non ha più occhi solo per lui, conosce Alberto, un collega, ne nasce un'attrazione totale. La sua vita adesso è interrotta da questo momenti rubati. 
Ma è amore? E lui l'ama come vorrebbe lei, come lei sogna?

Domande che solo la vita può dare, ma Fabio volo con incredibile conoscenza dell'animo femminile cerca di darci delle risposte attraverso la figura di Elena, personaggio ben delineato, azzeccato e reale. Una storia che arriva al cuore femminile, ed è questo il segreto di Fabio Volo, una scrittura semplice, immediata, senza fronzoli letterari, ed entra con fermezza nelle scelte delle lettrici.
L'unica pecca aver scelto la scena di sesso a tre, stile 50 sfumature,  toglie l'impostazione intimistica e dolorosa delle inquietudine di questa donna così vera e reale che troviamo in tutto il romanzo. 


SINOSSI
Elena non è soddisfatta della sua vita. Il suo matrimonio si trascina stancamente, senza passione né curiosità. Suo marito è diventato ormai come un fratello: "Non viviamo insieme, insieme ammazziamo il tempo. Abbiamo stupidamente pensato che due infelicità unite potessero dar vita a una felicità". Ha sempre deciso in anticipo come doveva essere la sua vita: la scuola da fare, l'università, l'uomo da sposare... perfino il colore del divano. È diventata moglie prima di diventare donna. Finché un giorno sente che qualcosa inizia a scricchiolare. La passione e il desiderio si affacciano nella sua quotidianità, costringendola a mettersi in discussione. Elena si rende conto che un altro modo di vivere è possibile. Forse lei si merita di più, forse anche lei si merita la felicità. Basta solo trovare il coraggio di provare, di buttarsi, magari di sbagliare. "Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io". Un libro sincero e intenso, capace di affrontare i sentimenti senza trucchi o giri di parole, e di portarci faccia a faccia con le nostre emozioni più vere.

SCHEDA LIBRO
TITOLO: LE PRIME LUCI DEL MATTINO
AUTORE: FABIO VOLO
PAGINE: 224
CASA EDITRICE: MONDADORI







lunedì 21 gennaio 2019

Amara Libertà





Il mio romanzo AMARA LIBERTA' segnalato sul blog
Tutta colpa dei libri:

http://tuttacolpadeilibri.blogspot.com/search/label/Maria%20Lucia%20Ferlisi

venerdì 18 gennaio 2019

Collana Policromia - PubMe -

Carissimi amici ed amiche di Carta
eccomi ancora  qui con voi per un altro consiglio di lettura.
Vi segnalo la collana Policromia che attraverso l'abile lettura di Emanuela Navone pone nel mondo letterario libri che danno voce a storie diverse, storie di gente comune che deve affrontare le difficoltà della vita, degli stereotipi e delle disuguanglianze. 
Mi ha inviato la segnalazione di tre nuove uscite che passo volentieri a voi scatenate/i lettori.


Sinossi
Vi è mai capitato d’immigrare? Di attraversare un mare mosso in un gommone zeppo di persone e con mafiosi pronti a sparare? Avete trovato da mangiare, un lavoro, una casa nella nazione raggiunta? E se i vostri ormoni sbocciano come dei popcorn...? Elty, un ragazzo albanese diciassettenne, ne sa qualcosa. In questo suo affascinante romanzo, basato in una storia vera, il protagonista racconta le sue avventure, dal momento della sua partenza dall’Albania e i successivi due anni in Italia.
Titolo: C’era una volta un clandestino
Autore: Eltjon Bida
Genere: Narrativa
Editore: Policromia (PubMe)
471 pagine
Prezzo edizione digitale: 19,00 euro
Prezzo edizione cartacea: 4,99 euro
ISBN: 978-8833-661-93-3
Data di uscita: 25 dicembre 2018


Sinossi

Questa è la storia di un uomo, un padre e un marito, con un carattere non comune, non sempre facile, ma curioso del perché di ogni cosa, forse anche per quella deformazione professionale di un chimico di laboratorio: egli vive intensamente la sua vita tra moglie, figlie, nipoti, lavoro e la passione per le motociclette. Malato da qualche decennio, dentro e fuori dagli ospedali, più e più volte con la vita appesa a un filo , il protagonista consuma pian piano le sue nove vite, come le nove vite di quei gatti che ammira e che non a caso fanno parte del suo quotidiano; intanto porta avanti una sua riflessione personale sul senso della vita, e sul modo di affrontare l’arrivo inevitabile della morte. Per anni pensa e medita, “impara a vivere”, fin quando sente che è arrivato il 
momento in cui può accettare di morire.

 Titolo: Con il casco azzurro verniciato
a spruzzo
Autore: Alessandra Giorgi
Genere: Narrativa
Editore: Policromia (PubMe)
80 pagine
Prezzo edizione digitale: 12,00 euro
Prezzo edizione cartacea: 2,99 euro
ISBN: 978-8833-661-96-4
Data di uscita: 25 dicembre 2018


Sinossi

 Nina è una giovane donna che, nel tentativo di sfuggire ai propri demoni interiori, decide di allontanarsi dal paesino siculo in cui ha apaticamente vissuto sin dall’infanzia. Grazie all’amicizia instaurata con Diego, un coetaneo segnato da un passato infelice, scopre una realtà differente da quella riscontrata in precedenza, che la spinge a trovare il coraggio di far sentire la propria voce nella lotta contro le discriminazioni sessuali e condividere, insieme alla famiglia, un peso troppo pesante da sorreggere: la propria omosessualità. La nuova vita della giovane, divisa tra il lavoro ai tavoli di un ristorante giapponese e le sedute di psicoterapia, viene stravolta dall’amore travagliato per la coetanea Adele, disinibita e sfuggente, e dall’incontro con Giacomo, un uomo con forti difficoltà relazionali conosciuto in sala d’attesa, che la mette al corrente del suo inquietante progetto: recarsi in Giappone, ad Aokigahara, nei meandri dell’inquietante Foresta dei suicidi. Nonostante le difficoltà iniziali e i continui diverbi causati da punti di vista del tutto differenti, Nina riesce a instaurare un rapporto confidenziale con l’uomo, il quale, grazie alla fiduciosa insistenza della sua nuova amica, comincia a considerare la possibilità di vedere la propria vita con occhi nuovi, fino a decidere di concedersi un’ultima opportunità. Le ingarbugliate vicende dei personaggi si intrecciano nel cuore pulsante della capitale romana; sfondo di tormenti, confessioni, solitudini e soluzioni apparentemente introvabili.

Titolo: Lasciami entrare nel tuo inferno
Autore: Giusy Pullara
Genere: Narrativa
Editore: Policromia (PubMe)
206 pagine
Prezzo edizione digitale: 15,00 euro
Prezzo edizione cartacea: 4,99 euro
ISBN: 978-8833-662-02-2
Data di uscita: 9 gennaio 2018


Non vi resta che dare fiducia agli emergenti e scegliere il romanzo che vi interessa maggiormente.
Buona Lettura


LIBRI EX LIBRIS FIUNT

Carissime amiche ed amici
oggi voglio farvi conoscere una nuova book blogger: Rachele. 

Rachele ha un blog veramente carinissimo, creato da lei, si chiama:LIBRI EX LIBRIS FIUNT.

È una ragazza giovanissima con la passione per i libri ed anche lei, come tante di noi, ha sentito l'esigenza di creare un angolo tutto suo per parlare del suo mondo incantato, un mondo lastricato di libri, con le case fatte di libri e gli alberi che come frutti danno libri...
Amo quei libri che profumano di nuove avventure, mi piace la sensazione della carta sotto le dita ma non disdegno nemmeno un libro in formato digitale.
Il mio motto è: se una mela al giorno toglie il medico di torno, un libro fa molto ma molto di più!

Fa piacere sapere che tante ragazze amino ancora leggere libri, per questo vi invito a seguire il  blog letterario di Rachele:
https://libriexlibrisfiunt.blogspot.com/

P.S.
Il nuovo banner del mio blog è stato creato da lei, non è bellissimo? Grazie Rachele!!!

lunedì 14 gennaio 2019

Cinzia Palmacci

Carissimi amici ed amiche
nella presentazione odierna di Cinzia Palmacci, ho dimenticato d'inserire l'altro saggio scritto da lei sul tema delle profezie: Rivelazioni sugli ultimi tempi.

Un saggio che vuole essere d'ammonimento in merito all'Apocalisse e al ritorno del Cristo tra noi.

Vi allego la sinossi e alcuni link delle recensioni che l'autrice ha ricevuto in merito.


Sinossi

Il libro si intitola "Rivelazioni sugli ultimi tempi" e vuole essere un umile contributo alla presa di coscienza che siamo giunti ai tempi descritti dall'Apocalisse di San Giovanni: quelli della Grande Tribolazione e della Parusia finale, quando Gesù Cristo tornerà per separare i buoni dai cattivi, il grano dalla zizzania. Il lavoro svolto in questo libro si prefigge un duplice obiettivo: quello di ammonire sugli eventi futuri, e quello di cronaca degli accadimenti eventualmente già avvenuti, così da poter avere un concreto riscontro circa la veridicità delle profezie più suggestive. Scrivere questo libro è stato un'avventura affascinante e insolita, perché non capita spesso di scrivere qualcosa su di un argomento quale le profezie, e stupirsi giorno per giorno al dipanarsi del tempo profetico, tentando di fermarlo sulla carta. Alla luce del terremoto dell'Aquila del 2009, e dei recenti e dolorosi fatti che hanno coinvolto l'Umbria e le Marche, queste rivelazioni si stanno svolgendo sotto i nostri occhi giorno dopo giorno. Ed altri fatti gravi dovranno succedere: cataclismi e terremoti tremendi sconvolgeranno gli Stati Uniti e tutto il mondo sarà scosso. Gli scandali politici ed ecclesiastici sono giunti ormai ad un "punto di non ritorno", quando tutto dovrà essere spazzato via per ricapitolare il mondo intero conducendolo su un nuovo sentiero di giustizia, pace e prosperità per tutti i popoli. Spero che la lettura di questo testo dia le stesse emozioni al lettore, almeno quanto quelle che ha regalato a me. Buona lettura.

I mille volti del male di Cinzia Palmacci


Carissimi amici ed amiche di carta

dopo un po' di silenzio dovuto alla sistemazione della grafica del blog, eccomi qui per segnalarvi una nuova autrice e blogger: Cinzia Palmacci

Nel suo blog Cinzia affronta temi di attualità, cercando di coglierne il lato più vero, senza distorsioni politiche, inoltre affronta anche un tema a me molto caro gli Angeli.

 Vi consiglio di andare a visitarlo sono certa che vi piacerà.


Cinzia Palmacci  ha scritto due saggi il primo s'intitola: I mille volti del male.

L'autrice affronta un tema forte e spinoso: le sette sataniche . Parla anche degli esorcisti e della loro quotidiana e silenziosa lotta contro il male.  


SINOSSI “I MILLE VOLTI DEL MALE”

Questo libro vuole essere un tributo a padre Gabriele Amorth, Presidente degli esorcisti scomparso a 91 anni nel 2016 dopo un'intensa ed infaticabile attività di esorcista, ma anche a tutti gli esorcisti che quotidianamente combattono una battaglia impari contro il demonio a beneficio delle tante anime tormentate. Inoltre può essere un valido supporto atto a fornire, secondo un’ottica d’insieme, un’idea della preoccupante e dilagante ascesa del fenomeno delle sette sataniche e psichiche, indicando gli strumenti atti a riconoscere e combattere la possessione diabolica sia mediante l'apporto della scienza medica che dal punto di vista teologico e spirituale. Il testo è diviso in due parti: nella I parte viene affrontato il tema dell’azione malefica del diavolo nell’opera preziosa degli esorcisti della Chiesa Cattolica attraverso l’analisi di casi concreti; nella II parte si affronta la normativa italiana in tema di sette sataniche e psico sette. Questa parte del testo è particolarmente interessante perché spiega quali possano essere i campanelli d’allarme che avvertono di un pericolo di plagio e manipolazione mentale ad opera di gruppi settari legati a pratiche occultistiche. Un focus particolare è dedicato al mondo giovanile spesso inerme di fronte al pericolo rappresentato dalla rete. In continuo aumento è il numero di giovani e giovanissimi che cadono nel “gioco” ingannevole di Pokemon Go, ed altre forme di svago virtuale che possono sfociare in derive pericolose di autolesionismo, e condurre perfino alla morte delle vittime. Il tema del giovane come target ideale delle insidie celate dalla rete viene affrontato con particolare attenzione. Inoltre questa seconda parte fornisce tutta una serie di strumenti quali indirizzi e numeri utili di esperti e sacerdoti esorcisti per ricevere un aiuto concreto, nonché strumenti spirituali quali preghiere di liberazione e di protezione per un aiuto ed un conforto immediati. 
Si ringrazia la dottoressa Lorita Tinelli psicologa forense e clinica e presidente del CESAP per il gentile contributo attraverso i suoi studi ed esperienze liberamente reperibili sui siti cesap.net/loritatinelli.it.  

venerdì 4 gennaio 2019

Help

Carissimi amici ed amiche del blog
vi scrivo per dei consigli, come vedete ho cambiato immagine, ancora non sono del tutto soddisfatta, cerco di fare da sola e non sono quella che si definisce un'informatica, mi arrabatto come si può.
Voi cosa ne dite?
Vi piace di più quest'immagine o preferite quella di prima?
accetto suggerimenti ed aiuti!
Avevo provato altre foto, solo che risultano strette e si vede del colore.
By da Lucia





Gioiosa in GIALLO 2019


Carissimi/e amici ed amiche di Carta, 
vi scrivo per segnalarvi un bel concorso dedicato a chi tra voi ama i gialli, i noir ed i thriller. 

La città di Gioiosa Marea organizza  la seconda edizione del book festival che si svolgerà nel mese di maggio, come lo scorso anno, e quest'anno ha deciso di abbinare anche un concorso letterario, in cui verrà proclamato un vincitore tra i cinque finalisti. 

Naturalmente deve essere un giallo e ambientato in Italia. Potete scegliere tra le innumerevoli bellissime città italiane per creare la vostra storia. Un tranquillo paese o una caotica città, decidete voi e poi iniziate a narrare... 

La quota è di 15 euro, la presentazione degli elaborati è fissata per il 15 febbraio.

Niente scuse avete tutto il tempo per scrivere un bel racconto giallo, sono solo 20 cartelle. Armatevi di penna e fogli bianche ed iniziate il racconto.

A me il compito di augurarvi un grande in bocca alla PENNA!!!

GIOIOSA IN GIALLO 2019

L’associazione ProGioiosa.com in collaborazione con Edizioni Il Foglio, bandisce la prima 
edizione del concorso letterario “Gioiosa in Giallo” per il miglior racconto giallo, thriller e noir.
Ecco i parametri da rispettare.
1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei
2) Le opere devono essere scritte in lingua italiana e ambientate in Italia
3) Le opere devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure sul web
4) La lunghezza massima delle opere partecipanti deve essere di 20 cartelle dattiloscritte. Ogni 
cartella va intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2.000 battute a cartella.
5) Ogni autore può partecipare con un solo elaborato.
6) I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno, al seguente indirizzo: Via 
Carlo Alberto 6 98063 Gioiosa Marea (ME) entro e non oltre il 15 Febbraio 2019. 
Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata al seguente indirizzo di posta 
elettronica: gioiosabookfestival@gmail.com
7) Per spese di segreteria è richiesta una quota di euro 15,00 (quindici) da inviare sul conto corrente
IBAN IT56Z3608105138263990363996 intesta a Ottaviano Antonino
8) Ogni racconto deve riportare in calce tutti i dati dell’autore: nome, cognome, residenza, recapito 
telefonico, indirizzo e-mail
9) Gli elaborati non saranno restituiti.
10) Una pre-giuria esaminerà i racconti partecipanti. I cinque finalisti saranno resi noti online e con 
comunicazione ai partecipanti. Il vincitore sarà proclamato durante il Gioiosa Book Festival. Il premio 
va ritirato personalmente o per delega. 
11) I 5 racconti finalisti saranno premiati durante la seconda edizione del Gioiosa book festival, che 
si terrà a Gioiosa Marea (ME) nel mese di Maggio 2019. Verrà premiato il miglior racconto 
ambientato a Gioiosa Marea e sarà conferito un premio speciale dell’Assessore alla Pubblica 
istruzione. I racconti finalisti saranno pubblicati in un’antologia edita dalle Edizioni Il Foglio.
Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio a questo recapito: 
gioiosabookfestival@gmail.com

mercoledì 2 gennaio 2019

Elisa Trapani

Carissimi amici ed amiche, lettori e lettrici di Carta
il primo post del nuovo anno lo dedico ad una donna del passato, poco conosciuta e tanto dimenticata.

Voglio farvi conoscere un'autrice dal valore pari a Liala e Lucia Peverelli,  che in pochi conoscono e ricordano: Elisa Trapani. 

Anche lei come tanta altre autrici, rimane nell'oblio, non viene citata in nessun testo letterario come tante altre, colpevoli solo di essere donne e per questo il mondo letterario si sente autorizzato a bistrattarle e dimenticarle. 

Sono tante ed è questo il motivo che mi porta a ricordarle in questa piccola rubrica che mi auguro possiate apprezzare e magari anche voi rispolverare autrici della vostra regione per conoscerLe, apprezzarLe e riportarLe alla ribalta.

Elisa Trapani fu scrittrice e giornalista,  nacque a Marsala il 2/5/1906, frequentò la scuola e  si diplomò come maestra, nonostante la contrarietà della famiglia che non prevedeva l'istruzione della figlia femmina. 
Nel 1925 la famiglia si trasferisce al Nord, a Milano, e dopo qualche anno si sposa. 

Nel 1927 inizia la sua avventura letteraria. Collabora con molte riviste femminili come "Grazia", "Annabella", "Novella", "Gioia", "Marie Claire", "Intimità", scrive anche per alcuni giornali, dove firma diversi racconti a puntate: "IL corriere dei piccoli", "Il monello" e "Balilla". 


La sua produzione letteraria fu notevole, scrisse oltre duemila racconti e una settantina  di romanzi.
È anche lei un'autrice di romanzi rosa apprezzata dal pubblico femminile al pari di Liala e Luciana Peverelli, anche lei, come loro, ritenuta una penna minore, ma apprezzata e amata dalle tante lettrici.
Ha ricevuto la medaglia d'oro per i suoi 40 anni nel giornalismo, consegnata dall'allora Presidente Sandro Pertini.


Il tratto della sua scrittura è delicatissimo nelle narrazioni brevi, pertinente il tono, soprattutto nelle pagine umoristiche scritte per ragazze e ragazzi dove l’intento pedagogico non soffoca la narrazione: basti citare le Sette favole di animaliLe Fate hanno messo il telefono e Matematica e poesia.
Numerosi i suoi romanzi: il primo volume vede la luce nel 1936 col titolo, poco ortodosso per i canoni della letteratura rosa, di Denaro batte amore 3 a 0 (casa editrice Abc Torino); a questo seguono, tra gli altri, Come l’acqua (Mondadori, 1945), Delirio (Rizzoli, 1946), Terza liceo (Cappelli, 1952), Un uomo bussa alla porta (Mursia, 1969), Quella notte (1972),Quasi una fiaba (1973), Il segreto di Viola (1974), entrambi editi da Mondadori, e Adorata dagli uomini (Salani, 1976). 

L’anno successivo pubblica sempre, con Salani, uno dei romanzi più riusciti La sposa del sud, che “può essere considerato una vera e propria cartina di tornasole, una sorta di fil rose che lega l’autrice al genere in questione e agli archetipi o topoi del suo immaginario…” come scrive Davide Torrecchia.



Ebbe una vita tranquilla, tra lavoro e famiglia, morì nel 1989, il suo ultimo romanzo è stato: Bionda straniera, scritto all'età di 80 anni.

«Non partirai, stasera, non è possibile — disse lei, fra due baci. — Rimarrò con te —, rispose Massimo, piano». Lei è la bionda e schiva Rosella Doria, lui il suo amore tormentato, un giovane insegnante milanese che si trasferisce in una piccola città siciliana. Sono i protagonisti de La sposa del sud (Salani, 1977), uno dei romanzi della maturità di Elisa Trapani (1906-1989), scrittrice originaria di Marsala, narratrice dal tocco delicato, assai prolifica e abile a giocare con gli stereotipi del genere sentimentale. Alla quale ora la città d’origine ha deciso di tributare un omaggio, intitolandole una via.
Vi invito a leggere anche le fonti da dove ho tratto le notizie su Elisa Trapani, autrice sconosciuta.

Leggiamo i suoi romanzi, cerchiamoli nei mercatini, rovistiamo nel baule delle nostre nonne, andiamo nelle biblioteche e riportiamo in luce la scrittura gentile e delicata di Elisa Trapani.


Fonti:
http://www.toponomasticafemminile.com/index.php?option=com_content&view=article&id=9083&Itemid=9197&jjj=1546417519356#Trapani


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Lettrice accanita, scrittrice irregolare, gestisco un blog, una pagina ed un gruppo sempre con lo stesso nome: La Lettrice di carta. Amo i personaggi femminili e maschili tormentati, quelli che hanno un passato duro da raccontare, ma da buona lettrice non disdegno altri generi letterari. Non credo che possa esserci un libro brutto, ogni romanzo troverà sempre il suo lettore a cui la storia piacerà. Il mio romanzo preferito: Storia di una capinera di G. Verga.