Amore maledetto, un racconto in 200 parole

Buongiorno donne e uomini del web
vi posto un mio racconto breve, con il quale ho partecipato ad un concorso, c'era l'obbligo delle 200 parole e parlare d'amore. Vi assicuro che scrivere un racconto che abbia senso usando così poche parole non è facile, il risultato non è tra i miei migliori scritti, ma a me piace comunque. 

Amore maledetto

     Chi può morire per un amore contrastato al giorno  d’ oggi? Io!
Si, sono morto, stecchito! Con me c’è anche Asha, sembra addormentata, le labbra leggermente socchiuse, quasi un impercettibile sorriso. Mi sono innamorato del suo viso dolce, gli occhi neri vellutati, i lunghi capelli corvini raccolti in una treccia. Non avevo tenuto conto che lei era indiana.
Maledizione, sarebbe stato meglio, almeno sarei ancora vivo.
E’ colpa mia, se a Suzzara ci sono tante donne indiane? Sono così belle, affascinanti ed enigmatiche; le ho sempre immaginate simili a leggiadre farfalle con quelle vesti e veli dai colori sgargianti.
Poi, non potevo certo domandare al mio cuore: “Scusi, lei è indiana? Musulmana, magari? Allora, no, grazie, non posso innamorarmi”.
Invece ci siamo innamorati! Un amore pulito, tra ragazzi coetanei.
Il nostro amore non è stato accettato dalla sua famiglia, per la verità nemmeno dalla mia.
Il proverbio “Mogli e buoi dei paesi tuoi” mi è stato ripetuto all’infinito; certo non potevano diseredarmi…sono figlio d’operai.
Suo padre ha risolto la questione velocemente: ha impugnato il coltello sforacchiandoci per bene tutto il corpo.
Adesso siamo stesi per terra, ma non saremo sepolti insieme, lei in India, io a Suzzara, nemmeno nella morte uniti.





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