domenica 18 novembre 2018

PREMIO BOLOGNA IN LETTERE PER OPERE EDITE E INEDITE DI POESIA QUINTA EDIZIONE – 2019

Carissimi amici ed amiche del blog
vi segnalo un concorso letterario e vi invito a leggere bene le modalità richieste del bando.

Nel concorso  sono previste diverse sezioni per racconti e poesie, editi ed inediti, inoltre la scadenza è  fissata per 15 gennaio 2019, quindi niente scuse, avete tutto il tempo per elaborare un buon testo!

Partecipate e fatelo in tanti/e.
In bocca alla penna e appuntamento alla prossima segnalazione.
Bye bye


PREMIO BOLOGNA IN LETTERE 
PER OPERE EDITE E INEDITE DI POESIA 
QUINTA EDIZIONE – 2019 

“Premio Bologna in Lettere” per Poesia Contemporanea edita e inedita


La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 15/01/2019.

Al fine di agevolare i lavori delle giurie e per non causare eventuali disguidi si raccomanda  agli autori di non concentrare l’invio degli elaborati negli ultimi giorni disponibili. Le valutazioni dei testi inediti avvengono in forma anonima. I giudizi delle giurie sono insindacabili e inappellabili.

 NOTA BENE 

 Tutte le email con richieste d’iscrizione per poter essere accettate dovranno contenere 
la seguente dichiarazione: 
L’autore, con la presente dichiara di aver preso visione e di approvare in tutti i suoi punti il bando del concorso e le modalità di partecipazione. Nel caso di partecipazione alle Sezioni B e C, dichiara inoltre che l’opera è inedita (viene considerata inedita un’opera non pubblicata in forma cartacea). 
L’opera può essere presentata contemporaneamente ad altri concorsi, ma nell’eventualità di altri premi e riconoscimenti, non può essere pubblicata (né in volume monografico, né in antologie) fino alla comunicazione ufficiale degli esiti del Concorso (per la Sezione B, che prevede come premio la pubblicazione, l’opera non può essere pubblicata, 
nemmeno in parte, pena l’esclusione). L’autore garantisce, sotto la propria responsabilità, la 2 liceità dei testi dichiarando che l’opera è di sua esclusiva creazione e non lede diritti d’autore altrui, sollevando l’organizzazione del Concorso da qualsiasi responsabilità. L’autore consente l’autorizzazione al trattamento dei propri dati personali (D.L. N°196/2003). Il trattamento dei dati è comunque relativo al solo Premio e ai comunicati informativi sulle attività culturali e artistiche del Festival. 
 Per partecipazioni multiple (a più sezioni) è obbligatorio inviare una email per ogni 
sezione a cui si intende partecipare.
SEZIONI IN CONCORSO 
Il Premio è diviso in 5 sezioni 
Sezione A – Opere edite 
Sezione B – Raccolte inedite 
Sezione C – Poesie singole inedite 
Sezione D – Poesia orale 
Sezione E – Poesia visiva & Asemic Writing 
ELABORATI AMMESSI 
SEZIONE A (Opere edite) 
Poemi, poemetti, sillogi, raccolte di poesia editi dal 2014 al 2018. Sono ammessi testi in altre 
lingue (o in dialetto) purché corredati di traduzione in italiano. 
SEZIONE B (Raccolte inedite) 
Poemi, poemetti, sillogi, raccolte di poesia inediti. Sono ammessi testi in altre lingue (o in dialetto) 
purché corredati di traduzione in italiano. 
SEZIONE C (Poesie singole inedite) 
Da un minimo di 1 a un massimo di 3 poesie inedite. Sono ammessi testi in altre lingue (o in 
dialetto) purché corredati di traduzione in italiano. 
SEZIONE D (Poesia orale) 
Un file audio, in formato Mp3, della durata massima di 3 minuti. Sono ammessi pezzi di sola voce, 
privi di accompagnamenti musicali e/o r
SEZIONE E (Poesia Visiva & Asemic Writing) 
Da 1 a 3 opere, in formato JPG, ad alta risoluzione. 
 3 
CONDIZIONI 
SEZIONE A (Opere edite) 
Ad ogni autore e/o editore vengono richiesti un file in formato word o in formato pdf e 1 copia 
cartacea dell’opera. 
SEZIONE B (Raccolte inedite) 
Ad ogni autore viene richiesto un unico file anonimo in formato word o in formato pdf. I testi 
dovranno essere inediti. Per inediti si intende mai pubblicati in forma cartacea. Testi apparsi solo in 
rete sono da considerarsi inediti. Limite minimo 30 pagine – Limite massimo 50/60 pagine. 
SEZIONE C (Poesie singole inedite) 
Ad ogni autore viene richiesto un unico file anonimo in formato word o in formato pdf. I testi 
dovranno essere inediti. Per inediti si intende mai pubblicati in forma cartacea. Testi apparsi solo in 
rete sono da considerarsi inediti. Limite massimo N° 3 poesie singole. Lunghezza massima 
consentita 50 versi (per ogni singola poesia). 
SEZIONE D (Poesia orale) 
Ad ogni autore viene richiesto un unico file audio in formato Mp3. Il testo può essere sia edito che 
inedito. Limite massimo di durata 3 minuti. 
SEZIONE E (Poesia Visiva & Asemic Writing) 
Ad ogni autore viene richiesto un file formato JPG in alta risoluzione per ognuna delle opere 
inviate. 
MODALITÀ DI INVIO 
(per partecipazioni multiple è obbligatorio inviare una email per ogni sezione a cui si intende 
partecipare)

SEZIONE A (Opere edite) 
(doppio invio sia telematico che cartaceo)
INVIO TELEMATICO
Formato elettronico come allegato pdf o word all’indirizzo concorsi@bolognainlettere.it con 
oggetto “Premio Bologna in Lettere – sezione A”. L’elaborato dovrà essere inviato entro il 
15/01/2019. Allo scopo di agevolare le procedure di registrazione è obbligatorio allegare copia 
della ricevuta del versamento. Il corpo della email dovrà comunque contenere nome, cognome, data 
e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico, titolo dell’opera e dichiarazione di 
accettazione delle norme. 4 
INVIO CARTACEO
N° 1 copia dell’opera da inviare, per posta ordinaria (posta 4 pro o piego di libri; non effettuare 
spedizioni a mezzo raccomandata), a Comitato Bologna in Lettere C/O, Enzo Campi, Centro 
Postale Operativo, Sezione Videocodifica, Via Piccard 14, 42124 Reggio Emilia 

SEZIONE B (Raccolte inedite) 
INVIO TELEMATICO
Formato elettronico come allegato word o pdf all’indirizzo concorsi@bolognainlettere.it con 
oggetto “Premio Bologna in Lettere – sezione B”. Gli elaborati dovranno essere inviati, in un unico 
file anonimo entro il 15/01/2019. Allo scopo di agevolare le procedure di registrazione è 
obbligatorio allegare copia della ricevuta del versamento. Il corpo della email dovrà comunque 
contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico.
QUOTE D’ISCRIZIONE 
A parziale copertura delle spese di gestione il Premio prevede quote d’iscrizione così distribuite 
Sezione A – Opera edita – 10 euro 
Sezione B – Raccolte inedite – 15 euro 
Sezione C – Poesie singole inedite – 15 euro 
Sezione D – Poesia orale – 15 euro 
Sezione E – Poesia visiva & Asemic writing – 15 euro 
 La partecipazione a 2 sezioni prevede una tassa d’iscrizione complessiva di 20 euro. La 
partecipazione a 3 sezioni prevede una tassa d’iscrizione complessiva di 30 euro. La partecipazione 
a 4 sezioni prevede una tassa d’iscrizione complessiva di 35 euro. La partecipazione a 5 sezioni 
prevede una tassa d’iscrizione di 40 euro. 
Gli editori che intendono iscrivere più opere possono contattare direttamente la segreteria del 
Premio che illustrerà le modalità agevolate di partecipazione. 
 I versamenti sono da effettuare esclusivamente a mezzo bonifico a favore di 
BOLOGNA IN LETTERE – B.I.L. 
Banca: UNICREDIT SPA – BOLOGNA VIA BELLARIA
Codice Iban: IT24O0200802461000103539948
Codice BIC/SWIFT: UNCRITM1PN1

Per maggiori informazioni:
 328 194 9252 – info@bolognainlettere.it

martedì 13 novembre 2018

Amara Libertà di Maria Lucia Ferlisi

Carissimi lettori e lettrici

il mio romanzo Amara Libertà, ad un mese dall'uscita, ha già ricevuto due splendide recensioni sul sito di Cultura al Femminile e altre due recensioni su Amazon.

Sono soddisfatta, nelle presentazioni il pubblico è sempre partecipe ed attento e i riscontri verbali di chi l'ha già letto mi riempiono di gioia.

Gioia che voglio condividere con voi, pubblico del blog Lettrice di Carta, un pubblico numeroso, attento e partecipe.

Vi posto commenti e recensioni.

Recensioni da Amazon



Storia potente, sanguigna, ambientata nella Sicilia all'alba dell'Unità d'Italia, narrata con una scrittura vigorosa ed essenziale che rende bene lo spirito dei tempi e dei luoghi. Personaggi espressivi, realistici, percorsi da violenze e passioni, che più siciliani non si potrebbe, ma proprio per questo credibili e affascinanti. Decisamente buona la lingua, padroneggiata sempre con assoluta sicurezza. Un buon lavoro che fa venire curiosità e voglia di procedere nella narrazione per inoltrarsi negli snodi più drammatici della vicenda, già dalle prime pagine.

È davvero una brava scrittrice Lucia Ferlisi.La sua abilità nel delineare caratteri e situazioni è notevole come notevole è la sua sensibilità nel narrare.È la storia di una donna,questo romanzo .Ma è anche la storia di un' Italia che sta per unirsi mentre la disgregazione del tessuto sociale imperversa ancora nella Sicilia del 1860.Lettura avvincente,interessante e profonda.Brava.
https://www.amazon.it/Amara-libert%C3%A0-Maria-Lucia-Ferlisi/dp/8893432307/ref=sr_1_4?s=books&ie=UTF8&qid=1542097330&sr=1-4&keywords=amara+libert%C3%A0

Stralci dalle due recensioni su Cultura al Femminile
 Scritto in maniera scorrevole, ogni tanto l’autrice ci omaggia di qualche termine della parlata siciliana nonché di scorci di vita di paese con le sue tradizioni che sembrano piccole tessere colorate in un mosaico in nero e grigio per la drammaticità della storia.
Sì, perché la vicenda di Angela è di quelle che spingerebbero a prendere a bastonate tutti. E a lasciare su di loro un segno indelebile… c’è un solo personaggio che ho amato e che mi ha commossa. Tutti gli altri, ipocriti e senza umanità, meritano di vivere le loro miserie!
Quando si legge un libro del genere, non lo si può dimenticare, lascia un segno e desideri solo abbracciare la protagonista e ripagarla di tutto ciò che ha sofferto.

Io sono solita affermare che la validità di un romanzo si misura sulla capacita di calamitare l’attenzione del lettore:se riesce difficile staccarci dalla pagina,il romanzo è quasi di sicuro notevole.
E un’opera notevole è quella della nostra Lucia Ferlisi che con grande sensibilità ci ha presi per mano e riportati indietro in un passato presente.

https://www.culturalfemminile.com/?s=amara+libert%C3%A0

lunedì 12 novembre 2018

Lunga vita al re di Olivia Hessen


Carissimi lettori e lettrici

una cara amica scrittrice e blogger Olivia Hessen, tra i mille sogni che le frullano nella giovane testa,  riesce a trovare il tempo per scrivere, 
In tutte le librerie on line è appena uscito il suo ultimo romanzo romantico con sfondo LGBT. 

Olivia scrive da quando era una ragazzina che amava, per la verità è un amore senza fine, la cioccolata, e ha realizzato il sogno cimentandosi in storie di amore fra lo stesso sesso.

Certo, una scrittura di nicchia, ma vi inviterei a leggere i suoi racconti per la delicatezza con la quale affronta la trama, senza mai essere volgare, e non potrebbe essere altrimenti.. l'amore quello vero è sempre tale!

Vi propongo un piccolo estratto dal romanzo:

Lunga vita al re di Olivia Hessen

Justin sospirò, stringendo le mani sul bordo del parapetto di legno.
Alle sue spalle languiva l’Inghilterra, davanti a sé si presentava la superba Francia e dentro di lui si agitavano mille dubbi e sentimenti contrastanti.
Raphael era entusiasta all’idea di raggiungere la Romania e di scoprire la verità sul suo antenato, Vlad di Draculia il famoso sovrano di tutti i vampiri, mentre invece lui era incerto se quel viaggio fosse la cosa giusta da fare.
Anche se fino a quel momento non aveva detto nulla, per non rovinare quel momento così importante per il suo compagno.
Se Vlad di Draculia era davvero collegato a Raphael, perché non si era mai manifestato a lui?
E dire che di occasioni ne aveva avute, Raphael era una personalità molto importante nel grande Commonwealth.
Justin sospirò.
Magari una qualche maledizione ancestrale gravitava sulla città di Bistrita?
Forse era in corso una guerra, un complotto...
O ancora qualcosa di così oscuro che persino lui, il Conte Sinclair, ne ignorava l’esistenza?
Purtroppo quelle erano domande destinate a restare senza risposta per ancora molto tempo, almeno fino al loro arrivo in Romania.
Domande su domande, considerò Justin.
Era tutto così, tutto sospeso da quando assieme a Raphael e ai suoi amici aveva posto la parola fine sulla Black Chess e sulla vita di suo padre Andrew Sinclair, anche se materialmente era stata sua madre ad ucciderlo.
E tuttavia, nonostante la più pericolosa organizzazione criminale mai costituita ai danni del Commonwealth fosse solo un brutto ricordo, nonostante tutti i cambiamenti positivi avvenuti dopo la fine della lunga guerra, qualcosa continuava a tormentarlo.


POTETE TROVARLO  su:
-Streetlib(formato epub e kindle)
-Kobostore
-Amazon
-IBS


CONTATTI
-https://olivialascrittrice.blogspot.it/
-https://www.goodreads.com/author/show/15196191.Olivia_Hessen
-https://www.wattpad.com/user/OllyHess

mercoledì 7 novembre 2018

Le memorie di una gatta di Lodovica San Guedoro

Le memorie di una gatta

di 
Lodovica San Guedoro

recensione di
Maria Lucia Ferlisi

Lodovica San Guedoro nella consueta maniera aristocratica ed elegante ci narra le memorie di una gatta. 

Una gatta matura di 15 anni che sente l'esigenza di scrivere la sua vita, ma sa che adesso è un denominatore comune iniziare a scrivere dopo i 40 anni, forse perché la maturità è giunta al culmine o forse perché ci si allontana dalla giovinezza e l'esigenza di fissare su carta i pensieri che hanno attraversato la nostra vita si fa più forte.
Chi comincia a scrivere a quaranta, chi a cinquanta, chi a sessanta, chi a settanta, chi a ottanta.Perciò oggi si assiste ad un fenomeno nuovo e degno di nota nella Storia della Letteratura: a scoprire di aver tanto da raccontare sono le persone mature e con i capelli brizzolati, preferibilmente le casalinghe dopo i quarant'anni, quando contemporaneamente sono rimaste sole in casa e la loro saggezza è aumentata fino a traboccare e, per così dire, non riescono più a tenerla per sé e devono vuotare per forza il sacco.E non sono anch'io una donna? Non sono anch'io un'esponente del bel sesso? Cos'ho meno di loro?...Ho fatto figli anch'io, li ho cresciuti, li ho mandati a scuola, a lavorare ... E ormai sono libera, libera di riflettere e di vivere per me stessa. Non so perché – e non me ne vanto, ci sto solo pensando su in questo momento – ma a noi è sempre venuto spontaneo muovere molto la lingua, far fluire le parole, a noi è sempre venuto più facile aprirci e parlare. E' un'arte, questa, che abbiamo sempre posseduta, ma che oggi può fruttare, come si dice, il quattrino.

La nostra gatta è viziata, ama i cuscini dalle righine d'oro, morbidi e vellutati, ama il cibo naturale carne macinata e latte biologico. La sua vita sonnecchia al ritmo della padroncina di cui desidera l'interesse esclusivo. Ne attira l'attenzione regalandole lucertole e topi, ma non sono graditi, l'unico amore è la letteratura. Forse è questa la motivazione alla scrittura?
La gatta è sorniona, gli occhi dolci, spirito d'avventura che la porta ad esplorare di notte i luoghi circostanti, i boschi e la valle dei Grilli. Ne ascolta il silenzio, ne aspira il profumo, raccoglie la felicità degli incontri con la volpe e la civetta. Apprezza anche Pio il nuovo arrivato, più giovane di lei, ma l'amore dei suoi padroni rimane e la difendono dalle angherie giovanili del gatto Pio.
..a Pietrafitta c'era una chiesa. Era un'elegante chiesetta toscana di pietra squadrata, dai canti mirabilmente dritti e netti, preceduta da un'ampia, amabile scalinata di gradini bassi bassi, che – colgo qui l'occasione per esprimere la mia personale lode all'architetto – si salivano e si scendevano, senza dovere fastidiosamente zoppicare.Quante belle ore non ho trascorso, anche insieme a Pio, sulle calde pietre di quella scalinata, come anche su quelle del sagrato! Perfino in inverno poteva essere estate, sotto quel piccolo, semplice e raffinato portico, ci si poteva cuocere nel sole, circondati da una pace voluttuosa! A dire la Messa in questa chiesetta, veniva appositamente il prete di La Piazza.


L'autrice, con questa storia sospesa tra fiaba e narrazione, c'incanta con la scrittura sempre attenta precisa ed elegante.

Memorie di una gatta è una sorta di metafora della vita dell'autrice,e  non poteva che scegliere di essere una gatta sinuosa, leggera, scattante, dolce, curiosa...

Ed ecco come andarono le cose, quella volta. Lo stesso pomeriggio, dopo aver perlustrato la casa, girellando nella stanza-giardino, in cerca di un comodo cantuccio, scorsi un'allegra e invitante macchia di sole su uno dei due letti. Tornava a proposito: ci saltai dentro e, in men che non si dica, cullata dalle voci dei miei genitori e dei miei nonni, che prendevano il caffè in cucina, mi appisolai (quasi) beata.
Non posso dire quanto dormìi. So però che, ad un certo punto, sognai di trovarmi nella Valle dei Grilli.Spinta da un intenso desiderio, mi stavo arrampicando su una possente quercia ... Nel bosco regnava una pace profonda e segreta. Improvvisamente, le mie orecchie si riempirono d'un fragore, simile a quello di un tuono. Alzai, spaventata, lo sguardo al cielo: sembrava raso azzurro. Il rumore si allontanò e svanì, lasciandomi smarrita. Ripresi ad arrampicarmi. Ma non ero ancora arrivata alla chioma dell'albero, che il frastuono si ripeté. Questa volta, però, capìi che veniva da un camion. Feci errare lo sguardo intorno: c'erano solo alberi!Comunque fosse, saltai su un grosso ramo e, malgrado dal bosco emanasse ormai una sinistra insidia, continuai a salire.


La gatta ama passeggiare nei boschi, ama fare nuovi incontri, Lodovica Gatta o Gatta Lodovica, chi è l'autrice e chi è la gatta. Nella memoria, sospesa tra le righe, silenziosa e arguta si nasconde la penna graffiante dell'autrice che, con intima e carezzevole voce, sinuosamente parla della sua vita, come all'interno di una favola tra boschi e castelli, tra righe verdine e righine d'oro, si allarga la storia, si snoda e ci avviluppa, dalla nascita fino all'età adulta.


A noi lettori la capacità di leggerla tra gatte, gattini, gatti rossi, volpi, civette,e lucertole, bassotti, pipistrelli, tra pittori, archeologi e tipografi...Le memorie di Gatta Lodovica.

http://www.felixkrulleditore.de/memorie.htm








lunedì 5 novembre 2018

Piccole Storie della Grande Mantova di Antonio Maurizio Cirigliano

Piccole Storie della Grande Mantova 
di 
Antonio Maurizio Cirigliano

recensione di Maria Lucia Ferlisi

Antonio Maurizio Cirigliano è un poeta e scrittore, ama passeggiare per la città di Mantova, città d'arte, e città che l'ha accolto in questo piccolo microcosmo di provincia.

Antonio ama Mantova, e da quando è arrivato, ha avuto la voglia di conoscere questa città non solo come luogo dei Gonzaga, ma come luogo di persone e storie.

Nelle sue passeggiate quotidiane, in compagnia di Alba, la splendida bestiola salvata dal randagismo,   ha osservato, chiesto e domandato avviando conversazioni con persone qualunque che vivono la città come lui.

Antonio ascolta le storie e le fa sue, e le storie diventano piccole gocce di vita quotidiana nel suo libro dedicato ai Mantovani.

Mantova si trasforma in un piccolo cuore pulsante di gioia, di dolore, di saggezza, di estrosità, ma soprattutto di vita QUOTIDIANA.

Aziz con la sua storia dolorosa d'immigrazione e di terra araba bruciante e forte.

Aurora giovanissima con tanta voglia di sentire la libertà tra i capelli e la ruota del luna park a cui s'aggrappa come se fosse il suo lasciapassare per  la felicità.

Mara che ama gli animali e salva i randagi per accudirli e dargli calore e affetto familiare insieme con Antonio Maurizio.

Carla che ama i gatti.

Vito che arriva dal sud.

Luciano barbiere di Porto Catena...

Piccole gocce di vita cittadina con persone conosciute e sconosciute che pulsano all'unisono tra loro nella città dei Gonzaga.

Antonio Maurizio Cirigliano con un taglio giornalistico ha raccolto nel suo romanzo breve storie di vita vissute, ricche di emozioni e vita, quella vera.

Il romanzo, corredato da splendide foto, è racchiuso in una splendida copertina con pagine ben curate  dalla piccola casa editrice mantovana il Cartiglio di Monica Bianchi e rende il contenuto del romanzo ancora più prezioso.
Sinossi
 I racconti di Antonio Maurizio Cirigliano appaiono come Ritratti, spaccati di vita in cui il taglio giornalistico rimanda quasi al Verismo e al Naturalismo francese di metà Ottocento. Per gli scrittori naturalisti la letteratura deve fotografare oggettivamente la realtà sociale e umana, rappresentandone rigorosamente le classi, comprese quelle più umili, in ogni aspetto anche sgradevole; gli autori devono comportarsi come gli scienziati analizzando gli aspetti concreti della vita. Nei veristi convive il desiderio di far conoscere al lettore il proprio punto di vista, pur non svelando opinioni personali nella scrittura. In Piccole storie della Grande Mantova i ritratti sono vere e proprie fotografie in cui traspare in ogni caso la capacità di Cirigliano entrare in contatto empatico con ciò che descrive. Tratta, infatti, storie di gente normale che caratterizzano Mantova (ma potrebbero essere ambientate in altre città dei nostri giorni) alternando storie drammatiche a storie più leggere e solari. Per la sottile vena intimista ha inserito, alcune sue immagini in bianco e nero – senza intrusione del colore – proprio per sottolinearne l’aspetto verista. E in bianco e nero, su fondo blu è pure la foglia in copertina che appare un po’ secca e imperfetta. Come le Vite descritte nel volume.

martedì 30 ottobre 2018

Sciamanesimo femminile: blog di E_R

Carissimi amici ed amiche lettori e lettrici
nel mondo virtuale si possono trovare delle belle persone e condividere i loro pensieri, in quell'esatto momento di conoscenza reciproca comprendi che le distanze non contano, la stima è uguale. 

Sono cambiati i metodi, una volta erano carta e penna, adesso le ultra velocissime e-mail. Tra tante altre eccovi E_R, una ragazza che dedica il suo tempo all'esplorazione femminile, alla genesi del matriarcato e alla conoscenza dello sciamanesimo femminile e del femminismo.

Il suo blog culturale è una piccola fonte di studio dove potrete chiarirvi le idee e parola magica:conoscere, chi siamo e chi siamo state. Per questo ho deciso di intervistarla per capire meglio il messaggio che vuole trasmettere attraverso il suo blog. 

Un blog che mi ha riportato indietro nel tempo, al femminismo degli anni settanta, alla grande partecipazione femminile e ai gruppi di auto-aiuto in cui si svisceravano i problemi e si condividevano.
Temi che sono stati abbandonati, ma non del tutto. Ci sono ancora  donne, della nuova generazione, che continuano il lavoro di trasmissione del sapere che si trasmette da secoli.. come E_R.
Dalle dee alle streghe, dalla madre terra alle sciamane, dalle nostre ave alle femministe... Ma soprattutto conoscenza di sé

Un duende che penetra nei nostri cuori e nelle menti quasi come un codice genetico e allora quando lo senti scorre nelle vene non puoi che gridarlo.

Una conoscenza quella dello sciamanesimo antica, la magia del sangue e il suo intrinseco potere e il cerchio delle donne che come un abbraccio protegge, cura, allevia, guarisce...La Luna, i rituali, le preghiere, le danze e al centro sempre lei..la donna, la madre, la dea, creatrice e procreatrice..

Un blog di nicchia, una piccola perla nel mare del web. Allora donne e uomini approcciamoci al blog e scopriamo insieme la madre terra, il femmineo, lo sciamanesino e il femminismo e il matriarcato. Dalla conoscenza e soltanto da essa possiamo trarre spunto per la giusta riflessione e condivisione delle tematiche esposte.

N°1: Chi è E_R e "chi" è il blog, si diversificano o sono un tutt'uno? 

Risposta: Grazie per questa domanda, posso risponderti che si diversificano sfumandosi ma sono anche tutt'uno, E_R è sia il blog, sia l'autrice dei libri, sia la donna creativa che realizza manufatti sacri e femminili, sia altro ancora più intimo, altro non scritto.

N°2: Perché questa scelta identificativa femminile, e in quali aspetti ti differenzi dal femminismo, se per te esiste una differenza. 

Risposta: Esistono delle differenze tra la pratica e le pratiche del femminismo, tra le diverse teorie del femminismo e i matriarcati nei loro sviluppi effettivi, il femminismo se riuscisse a raggiungere quello che auspica ovvero il riconoscimento delle differenze senza mettere gradi ad esse, diventerebbe matriarcato.
Le differenze non sono necessariamente un freno però, ogni differenza è spunto per un quadro, da dipingere a più mani.
La scelta verso il femminile del blog, è stata una scelta di auto coscienza, maturata anche grazie alla vicinanza con movimenti femministi radicali, ma non solo in virtù di questi, centra anche il mio percorso di vita e quello delle mie Antenate, prima tra tutte mia Nonna, in aggiunta spesso si sente dire la frase: "io sono cresciut@ in una famiglia matriarcale" senza effettivamente sapere cosa fosse il matriarcato, per cui fare chiarezza su di esso ognuna con la sua voce dettata dall'esperienza diretta, che sia essa negli scavi archeologici, negli studi sulla linguistica, ascoltando quello che chiamo Istinto Madre o Atavico, o in altri ambiti (antropologia, psicologia etc...) è bene. 
Il matriarcato non è parità, la parità pensata all'interno di una cultura dove c'è un potere prevede sempre gradi, quindi è un livellamento, il matriarcato riconosceva le differenze di tutte le creature e quindi anche tra i sessi, sapendo che il principio e la fine delle cose era femminea, in natura è quella che spesso chiamo e definisco Dea (la si chiama anche Grande Madre) colei che fa morire per far rinascere nella stagione successiva, quindi principio e fine sono sue attitudini, per estensione sono attitudini del femmineo. 
Inoltre la scelta identificativa era necessaria a ripartire da me, dal femminino, che non viene mai definito da culture oppressive come sono quelle di stampo misogino, insomma è stata sia un auto-cura che un bisogno, di scavo e ricostruzione, di ritrovarsi nella storia soppressa dalle società patriarcali, per cui non è nato solo per me, ma non nego che mi fa stare bene.

N°3: Hai vissuto il femminismo anni 70? Se si, vuoi parlare della tua esperienza? 

Risposta: Non ho vissuto il femminismo degli anni 70, ci aggiungo che mi dispiace perché lo ritengo una fucina di creatività femminile quell'ondata, mia Madre faceva parte del movimento degli anni 70, ne condivideva molte riflessioni e auspici, ho frequentato gruppi femministi in adolescenza che provenivano dal femminismo degli anni 70, e ne ho appreso anche molto per la mia formazione, in aggiunta ho letto molto delle protagoniste etero, bisessuali e lesbiche del femminismo di quegli anni, quindi per me sono stati anni pur non essendo ancora nata, di grande ispirazione, mi sarebbe piaciuto viverli non te lo nego, sarei nata poco dopo comunque, poco dopo il 77.

N°4: E_R ti senti più dea, madre natura, sciamana o femminista, quale parte prevale in te? 

Risposta: Ti devo rispondere tutte, per me non esiste qualcosa che prevale, rifiuto nell'Anima come le altre creature della Dea, ogni gerarchia, in Natura sebbene vengano da una cultura attribuite ad essa delle scale verticali, per me non esistono e non esistevano nemmeno nei matriarcati, infatti nell'antichità la Sciamana era la pratica femminea più diffusa, vogliamo dire il mestiere femminile più antico? anche detta in questo modo calza perfettamente, e la donna era considerata estensione in Terra della Dea della Vegetazione, o meglio della Dea di tutte le cose, non vi erano divisioni nette come ci sono oggi, ma c'erano vasi comunicanti, sono femminista certamente, sono una Sciamana anche come altre Sorelle lo sono, sono una Madre benevola, sono una Madre mortifera, l'aspetto della morte sulla natura non è separato da quello della vita, insomma cerco di attingere ad una sorgente universale e facendo questo vedo il fluire più che il prevalere, in aggiunta colgo da tutto e in tal senso acquisisco Sapienza.

N°5: Hai già scritto tre libri sulle tematiche femminee, sul matriarcato e lo sciamanesimo, vuoi sintetizzare in modo chiaro e sintetico il messaggio che vuoi trasmettere alle giovani donne? 

Risposta: In estrema sintesi cerco di consigliare alle donne di avere fiducia in loro stesse dicendo che non è il patriarcato che ci definisce, ovviamente neanche io definisco, ma so che siamo passate dall'essere Dee all'essere schiave di un sistema oppressivo che ci toglie la voce, la dignità, la libertà, la bellezza dei passaggi e la creatività, io sono semplicemente una donna che si rende canale di condivisione e che vuole ritrovare partendo da se che non significa partire dalla singolarità di un identità che anzi sto smantellando l'identità, visto che questa viene costruita socialmente (è materia per l'antropologia questa) significa piuttosto rendermi coppa, nei matriarcati accompagnavamo, non insegnavamo ne imponevamo, le persone devono sperimentare per comprendere con l'Anima quindi accompagnare non è qualcosa di invasivo, questo tento di fare a chi sceglie di leggermi, e lo faccio senza presunzioni ma avendo accumulato esperienze importanti e condividendole e restando aperta alla condivisione e alla Sapienza io stessa, e per farlo ho iniziato un percorso che deve svolgersi verso la collettività perché la Sorellanza era in passato il nucleo fondante dell'ispirazione femminile, il separatismo lo ha inventato il matriarcato ad esempio (Sacerdotesse, Sciamane, Streghe erano donne di sapienza che tra loro condividevano), io porto qualcosa, in modo diretto, spesso mostrando la rabbia teorizzata e vissuta da femministe come Audre Lorde (che stimo particolarmente), da Rosanna Fiocchetto che ha fatto uno splendido lavoro sulla Dea e sulla vita delle Amazzoni anche lei, ma mostro anche altri lati perché tutte noi siamo diversi aspetti di un unità non minimizzabile, ma espansiva, questi sono i miei libri, poesie, inni, forme di cura e auto guarigione interiore, dove la Dea si Manifesta, lo fa con rabbia, con gioia, interrogandosi, essendo curiosa, proponendo, giocando, vivendo insomma. Infine parlano di rottura e proposizione, non sono la prima che trova correlazioni tra paganesimi, matriarcati e politica femminista, e in molte sosteniamo che la storia sia stata riscritta, collocando di volta in volta il femminile in ruoli utilitaristici alla costruzione misogina, i miei libri cercano di liberarla da tale costruzione avendo un approccio specifico che è quello Sciamanico che è solo Femminile. 

N°6: Matriarcato e Patriarcato, una lotta che ha portato alla vittoria del maschile e con esso il patriarcato, vuoi tornare alle origini o preferiresti un mondo fatto di parità e diritti uguali e senza distinzione alcuna.

Risposta: Penso anche io che ci sia stata una lotta, all'origine di questa trasformazione, del paradigma di società, il patriarcato ha volutamente nelle sue diverse ondate tentato di realizzare l'esatto opposto di quello che era il matriarcato, ma questo ha portato a squilibri impensabili per quelle che vennero definite come società cooperative, e anche per l'intero pianeta, i matriarcati non avevano il "potere delle Madri", la traduzione accettata dalle femministe e dalle studiose degli stessi è: "prima le Madri" perché di fatto il principio in Natura è quello femminile ma questo non si colloca su una scala verticale (tipica delle fallocrazie) ma su una linea di riconoscimento delle differenze che però devono cooperare per un equilibrio.
Le distinzioni ci vogliono, proprio pochi giorni pensavo alle frasi delle culture politiche delle sinistre, io sono molto critica con i poteri come detto, perché li ritengo una costruzione sociale attribuibile a specifiche culture, appunto quelle patriarcali, per cui sono critica con le destre, con i populismi e con le sinistre, uno slogan dei tempi passati era: "siamo tutti uguali", non è vero, ogni persona è differente dall'altra, ogni Anima(le) è differente dall'altro anche della sua stessa specie, la Natura dice varietà e differenza ma non dice discriminazione, ne parla di livellamenti, per cui la parità disconoscendo le differenze è un livellamento, e quando c'è un potere tale livellamento va a spregio di chi sta in basso, e nei patriarcati chi sta in basso è il femminino, non per scelta ma per condizione voluta dalla costruzione (anche questa sociale e culturale) dei generi. Almeno però le sinistre parlavano seppur maldestramente e forse senza interrogarsi troppo, di uguaglianza, le destre parlano sempre e solo di gerarchie e di basso e alto con dicotomie inconciliabili.


I matriarcati prevedevano la parità intesa come riconoscimento delle differenze e valorizzazione delle stesse senza prevalenze ne di maschi ne di femmine ma sapendo che principio e termine sono sulla Dea Terra e nell'Universo, femminili. Tornare alle origini significherebbe riallacciare il filo spezzato dell'evoluzione, che si è fermata con l'imposizione dei patriarcati, se si va a studiare il matriarcato basandosi sul lavoro di tantissime donne che hanno effettuato scavi, hanno trovato reperti e manufatti ma non solo, si scopre l'alto grado di evoluzione di queste Civiltà, i primi patriarcati erano invece molto grossolani, decisamente rozzi e la violenza inoltre è qualcosa di involuto se presuppone il piegare l'altr@ da se alle proprie volontà, per cui la vera evoluzione non sta nei patriarcati ed è bene ricordarlo alle donne che necessitano di risvegliarsi ognuna con il suo proprio percorso dell'Anima

Ti ringrazio Maria Lucia per questa tua intervista, e per avermi ospitata tra le pagine del tuo blog.

Sono io che ringrazio te, per aver risvegliato ciò che ero. Un abbraccio di sorellanza. Invito invece tutti i lettori a visitare il tuo blog.

Di seguito tutti i link del blog e per l'acquisto dei libri scritti da E_R sull'argomento per un vostro personale approfondimento:

http://www.lulu.com/shop/http://www.lulu.com/shop/e-r/sciamanesimo-femminile-un-tratto-di-strada-tra-matriarcato-femminismo-e-conoscenza-di-se/ebook/product-23784367.html







lunedì 29 ottobre 2018

Premio letterario internazionale “Donna” XXX Edizione

Carissimi amici ed amiche che amate scrivere, ho scelto questo concorso e vi  suggerisco la partecipazione per due motivi.
È dedicato alle alle donne.
Non è richiesto nessun contributo economico per la partecipazione.

L'elaborato deve essere inviato entro il 1 dicembre, mentre la premiazione avverrà il 9 marzo.
Forza e coraggio avete un mese per scrivere un bel racconto con protagonista una donna.
In bocca alla penna....


Premio letterario internazionale “Donna”

 XXXI Edizione

Il premio è suddiviso in tre sezioni:
A. Prosa adulti;
B. Poesia adulti;
C. Prosa e poesia giovani (dai 14 ai 20 anni).
A. PROSA: i partecipanti potranno inviare un unico racconto, della lunghezza rigorosamente non 
superiore a 7 cartelle editoriali (30 righe per 60 battute), mai pubblicato (vedasi sopra), né 
premiato o segnalato, in 5 copie.
B. POESIA: fino a un massimo di due poesie non superiori a 35 versi ciascuna, mai pubblicate
(vedasi sopra) né premiate o segnalate, in 5 copie.
C. GIOVANI: valgono le medesime indicazioni di cui sopra.
È consentito partecipare a più sezioni contemporaneamente, mantenendo i limiti individuati.
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE: 
I testi dovranno essere redatti inserendo il numero di pagina, in carattere Times New Roman 12
nero giustificato, interlinea 1,5, e inviati in 5 copie (spillate se estese su più pagine) prive di 
qualsiasi firma, citazione, dedica o appendice che possa farne riconoscere l’autore.
DIVERSAMENTE EDITATI, SARANNO CESTINATI.
Occorrerà quindi allegare la scheda di partecipazione predisposta dalla Direzione; la stessa non 
andrà inserita in una busta chiusa bensì lasciata a vista insieme ai testi. I plichi privi di tale scheda 
non saranno presi in considerazione-
La spedizione (semplice, NON RACCOMANDATA) avverrà con l’indicazione della sezione sulla 
busta esterna accanto all’indirizzo. 
INDIRIZZO DI SPEDIZIONE:
La spedizione dovrà avvenire non raccomandata (diversamente non sarà ritirata) al seguente 
indirizzo: C.I.F./Premio letterario Internazionale “Donna”, Via Brodolini 26, 72015 Fasano 
(BR).
N.B. Solo per i residenti all’estero è consentito l’invio dei testi rigorosamente in formato PDF,
via posta elettronica all’indirizzo: info@premioletterariodonna.it, accompagnati dalla 
dichiarazione richiesta e dai dati personali nella medesima mail.
SCADENZA: saranno ritenuti validi i testi inviati entro e non oltre il giorno 1/12/2018.
VINCITORI ED ESITI: saranno avvisati telefonicamente e/o via email solo i vincitori e i 
segnalati. Quanti desidereranno conoscerli, potranno visitare il sito www.premioletterariodonna.it
nei giorni successivi alla premiazione. Non sono previsti attestati di partecipazione.
PREMI: Per i primi tre classificati della sezione Adulti sono previste targhe ed eventuali assegni 
offerti dall’Amministrazione comunale di Fasano, oltre al premio di Sala (targa), assegnato dal 
pubblico. Targhe per la sezione giovani.
N.B.: La presenza dei vincitori alla serata di premiazione è condizione necessaria per il 
conferimento del premio.
I testi saranno valutati da 

venerdì 26 ottobre 2018

Aurum Inferno Operaio di Paolo Bertulessi




Carissime amiche ed amici del blog
oggi vi presento il nuovo romanzo AURUM INFERNO OPERAIO di un emergente: Paolo Bertulessi.
Una storia che ha tutte le caratteristiche per essere intrigante. Leggete la sinossi e già sarete curiosi di scoprire la vita di Rossella, la protagonista.





Scheda libro:
Autore: Paolo Bertulessi
Titolo: Aurum
Casa Editrice: Pav Edizioni
Pagine: 268

SINOSSI:
Mani d’oro e oro tra le mani: può una professione arrivare a possedere l’anima di una persona, specialmente quando è l’oro la nobile materia prima con la quale si lavora? In questo romanzo sembrerebbe di sì.
Rossella, la protagonista, nasce alla fine degli anni ‘70 e subisce una vita infantile fatta di violenze e soprusi per mano di sua madre, una donna devastata dall’alcol e dalla gelosia nei suoi confronti, in uno scenario di povertà e degrado umano nella campagna della provincia vicentina.
Dopo essere stata rinchiusa in una fabbrica orafa ancora adolescente, cresce nutrendosi soltanto di lavoro e dovere, senza affetto e privata di ogni suo diritto a crescere serena.
L’impatto con la vita di fabbrica è per lei inizialmente traumatico, ma con il passare del tempo dimostrerà talento e arriverà persino ad amare il proprio lavoro, anche perché la sua vita privata si rivelerà sentimentalmente un fallimento.
Piacente e onesta, ma non priva di determinazione, lotterà sempre con i fantasmi del passato e con la sua esistenza.
Passando, suo malgrado, da una realtà lavorativa all’altra, conoscerà il lato peggiore dell’umanità, fino a giungere nella fabbrica più aberrante che mai aveva visto, gestita da una coppia di inetti senza scrupoli.
Ciò nonostante continuerà ad amare il proprio lavoro, ancor più visceralmente quando conoscerà la signora Venero, una abile e geniale procacciatrice d’affari ricca di carisma che intravede in lei una potenziale artefice del suo personale e misterioso progetto; i gioielli che nasceranno grazie all’abilità delle sue mani non saranno semplici gioielli, ma creature con un preciso significato che sembreranno prendere vita.
Quel quotidiano squallore della vita operaia verrà poco a poco lenito da momenti di introspezione onirica al limite del delirio. 
Sofferenza, ricerca disperata di un lavoro fisso, amore morboso per il lavoro, solitudine, perversione, stati allucinatori: questi gli ingredienti che comporranno la mistura di eventi che porterà Rossella verso una deriva ignota e inquietante assieme al suo adorato e lucente metallo giallo.  

lunedì 22 ottobre 2018

Amara Libertà di Maria Lucia Ferlisi

Carissimi amici ed amiche lettrice del blog
questa volta la promozione di un romanzo è tutta dedicata a me!  Nelle librerie è arrivato il mio secondo romanzo:
  Amara Libertà.

È una storia ambientata nella seconda metà dell'ottocento, ma la vita di Angela è sempre attuale, ieri come oggi, devi lottare per i suoi sogni e ogni lotta porta dolore e rabbia, devi imparare presto a combattere contro i giudizi altrui, in una società che non accetta una donna libera...ieri come oggi... 

La vicenda narrativa prende corpo a cominciare dal giorno in cui, davanti all'Ufficiale di stato civile, impone alla figlia neonata, in un gesto di sfida, il nome di Unità.

La storia si arriccia sugli stretti stereotipi di ruolo e sulle convenzioni sociali e morali di allora. 
Angela è un demone e non può e non vuole diventare un angelo del focolare. Non può essere figlia ubbidiente, e neanche una buona moglie o madre.
La sua vicenda la porta ad agire fuori dalla norma. 
È nata donna in una cultura arretrata che la considera solo un corpo per l'uomo e la maternità....


Il romanzo potete prenotarlo in tutte le librerie e anche online. A Mantova è già presente in molte librerie proprio sugli scaffali, il sogno di tutti gli scrittori emergenti...

Link per l'acquisto:


Scheda Libro
Titolo: AMARA Libertà
Autore: MARIA LUCIA FERLISI
Casa Editrice: Augh! Edizioni per Alter Ego
Pagine: 116
Costo: 13,00

Quarta di copertina
Sullo sfondo di una Sicilia immobile e impenetrabile, si svolge la storia di Angela, una ragazza che sogna di evadere da quella terra ottusa e rigida per vivere la propria esistenza senza l’imposizione di un matrimonio e il dovere di mettere al mondo dei figli. La giovane è combattiva e fiera, non vuole restare impigliata nella rete di un mondo cristallizzato in regole e pregiudizi e cercherà di sottrarsi a un destino già scritto. Una donna non può sognare l’indipendenza né amare liberamente; la protagonista lo capirà a sue spese, quando incontrerà Corrado e Pietro, due uomini differenti ma che in modi diversi la calpesteranno. Per Angela la libertà avrà un sapore amaro, ma lei non sarà più sola ad affrontare le sfide della vita.

L’autrice:
Maria Lucia Ferlisi è nata a Marsala (TP), ma si è trasferita a Mantova nel 1973. Laureata in Scienze della Comunicazione, vive a Grazie di Curtatone e lavora presso il Comune di Mantova. 

È autrice del blog “La lettrice di carta”. 
Collabora con il sito “Cultura al femminile”. 
Ha vinto e ha partecipato a diversi concorsi letterari. 
Ha pubblicato Un leggero caldo vento di scirocco (Leucotea, 2015), finalista alla vii edizione del Premio Artistico Nazionale “Sirmione Lugana 2016”.

giovedì 18 ottobre 2018

L'ultimo sorriso di Alfonso Pistilli

L'ultimo sorriso 
di
Alfonso Pistilli
recensione di 
Maria Lucia Ferlisi
Alessandro Cocco è un ragazzo che ancora non ha trovato una giusta collocazione nella vita, soprattutto quella lavorativa. Si barcamena con un lavoro di vendita porta a porta di vacanze esotiche, ed è diventato esperto nel collezionare porte chiuse. Colleziona anche incitazioni e improperi dai familiari che aspettano che si decida a trovare un lavoro vero.
Io invece, ero il classico tipo inconcludente, che aveva riempito di delusioni la vita dei propri cari e cercava di recuperare col suo essere accondiscendente.

Ha una fidanzata che conosce dai banchi di scuola ed ha il suo stesso nome Alessandra.
Durante uno dei suoi vani tentatici di venditore porta a porta di sogni vacanzieri, conosce Halina, una splendida escort dalle gambe snelle e muscolose, dai capelli biondo cenere con la quale inizia una piacevole amicizia. La sua vita monotona e precaria ha un sussulto. 
Ma  Halina, la bella escort, muore all'interno del suo appartamento, quello dove si sono conosciuti e dove lei riceveva i clienti.
Alessandro non comprende come possa essere successo, s'intrufola nell'appartamento durante l'intervento della polizia e della scientifica, spacciandosi per un operatore delle pompe funebri.
Scopre che la ragazza si è suicidata. Non accetta quella apparente verità. Avevano passato dei bei momenti insieme, le aveva confidato di avere un grande amore che presto l'avrebbe tolta da quella vita, per ricominciare da zero, insieme. Non può essere vero. Un tormento adesso affligge la sua mente, come un martello,  le immagini della ragazza s'intersecano con il suo corpo senza vita. Va anche al funerale di Halina vi sono poche persone, tre donne, forse escort, come lei e in un angolo buio della Chiesa vi è lui che saluta per l'ultima volta la sua amica.

Che mi dici? Novità? Come stai?»«Sai, sei la prima che me lo chiede. Come sto non so dirtelo, ho anche chiuso con la mia ragazza. Ho pensato che tornare alla routine del lavoro e dei miei interessi mi avrebbe aiutato, e devo dire che per un po’ è andata così, anche se spesso mi capita di guardare la vita come se fossi solo uno spettatore. Tu invece?»«Anch’io mi sono dedicata ai miei impegni, era il modo migliore per non pensare a questa brutta vicenda.»«Sai, ho riflettuto molto sul motivo per cui Halina possa aver compiuto un gesto così, ma credimi, non sono ancora riuscito a trarre una spiegazione. Possibile che non mi fossi accorto del suo stato? Ma sono davvero così incapace con le donne?»

Viene avvicinato da Suela, escort anche lei, tra loro si stabilisce un'amicizia e entrambi si scambiano ricordi e notizie della donna. Anche Suela si convince che non è stato un suicidio ma un omicidio vero e proprio. Alessandro mette da parte quel lavoro che non lo soddisfa e scopre una vena investigativa che da slancio e vitalità alla sua figura. Sul fronte amoroso è un disastro la sua relazione con la fidanzata storica entra in crisi.
Alessandro ha un cambiamento che da una sferzata alla sua monotona vita di precario, sa ricostruisce con cura e precisione il puzzle della vita e delle amicizie di Halina.
Alessandro è davvero bravo in questo nuovo ruolo, le sue doti comunicative sono disastrose, ma l'intuito e l'analisi dei vari elementi che raccoglie per la ricerca della verità, sono al pari di un abile detective.
Mi sono sempre domandato come facesse il ragazzo di Halina, ma solo ora mi rendo conto che lei sapeva cosa voleva. Ha sempre protetto la sua storia e il suo ragazzo da quella vita, non ha mai rivelato chi fosse, chiudendo la faccenda con il solito “è uno in vista, non posso dirti chi è, almeno finché non mi convince a scappare con lui”, detto con il sorriso stampato sulle labbra sempre lucide, come la fronte imperlata di sudore dopo una corsa. A quanto pare altrettanto aveva fatto anche con la nostra amicizia, tenendola nascosta anche alla sua amica Suela.

Cerca, scava, indaga e scopre lentamente verità e segreti nella vita di Halina, del suo amore segreto, ma anche dell'ambiente dei suoi frequentatori; ed ecco che lo scenario cambia, si ribalta e la verità esplode .... Calcio e coca si mescolano e ci mostrano un lato squallido della città in cui vive...

L'autore Alfonso Pistilli esordisce con un romanzo dal sapore poliziesco. La trama è lineare, ben costruita, mentre la scrittura pulita e precisa ci conduce nel mistero di un ambiente conosciuto, ma che offre a volte dei risvolti poco chiari.

 L'autore sa mescolare bene lo scenario per portarci alla soluzione differente da quella che potevamo immaginare, lo fa con calma, con lo stile dei vecchi poliziotti, basandosi sull'indagine ed interrogatori per comprendere la personalità dei personaggi che compongono la storia.
Scheda libro
Autore: Alfonso Pistilli
Titolo: L'ultimo sorriso
Casa editrice: PubGold

Sinossi
Tutti noi cerchiamo un sorriso in ogni angolo della vita, e talvolta lo troviamo laddove è impossibile. Alessandro Cocco, giovane venditore di vacanze a porta a porta, l’ha trovato in Halina, escort lituana trasferitasi a Bari, con la quale ha una profonda amicizia.   Quando, al telegiornale, Alessandro apprende della sua morte, non vuole crederci, soprattutto dopo essere venuto a sapere che per la Scientifica si è trattato di suicidio.   Conosceva davvero così poco la sua amica?   O c’è dell’altro
La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole