martedì 18 settembre 2018

IV PREMIO CITTÀ DI SIENA

Carissimi lettori e lettrici
vi metto a conoscenza, con tutte le informazioni del bando, di un concorso riservato sia ad opere edite che inedite, di autori emergenti ed affermati: IV PREMIO CITTÀ DI SIENA.
Il concorso è proposto dall'associazione Scrittori Senesi e dalla casa editrice IL LECCIO, ha il patrocinio dal comune e dall'università di Siena, 
Scade il 31/12/2018. 
Proviamo? Allora vi mando  il mio solito in bocca alla penna...

IV PREMIO CITTA' DI SIENA.
a)    SEZIONE OPERE EDITE1)    Categoria Editoria indipendente Elba Book Festival. Opere ammesse: libro edito a carattere letterario (romanzo, novelle, testo teatrale di tipologia commedia, raccolta di racconti) in lingua italiana; libro edito di poesia in lingua italiana; libro edito di saggistica. La seguente sezione è riservata alle opere edite, pubblicate dagli editori iscritti e partecipanti all’Elba Book Festival 2018;2)    Categoria libera. Opere ammesse: libro edito a carattere letterario (romanzo, novelle, testo teatrale di tipologia commedia, raccolta di racconti) in lingua italiana; libro edito di poesia in lingua italiana; libro edito di saggistica da inviare in due copie. Iscrizione aperta a tutti gli autori ed editori nazionali e internazionali di opere in lingua italiana. b)    SEZIONE OPERE INEDITE (aperta a tutti gli autori, italiani e stranieri)1)    Categoria Romanzo inedito o raccolta di racconti inediti;2)    Categoria Raccolta di poesie;3)    Categoria narrativa per bambini di età compresa tra i 6 e gli 13 anni Premio “Fiorenza Mannucci”a)    SEZIONE OPERE EDITE Art-2 La sezione è divisa in due categorie.La prima categoria 1) è riservata alle opere presentate dagli editori iscritti all’Elba Book Festival 2017. Durante il festival che si svolge all’Isola d’Elba a luglio; saranno individuate cinque opere finaliste tra quelle iscritte dagli editori indipendenti presenti, che saranno ammesse di diritto alla IV edizione del Premio Letterario Città di Siena e concorreranno all’assegnazione del titolo nella propria categoria. L’iscrizione è gratuita.La seconda categoria 2) è aperta agli autori e agli editori nazionali e stranieri, per opere scritte in italiano o tradotte. Il tema è libero. Per l’iscrizione è alla categoria 2) necessario:– inviare due copie cartacee del libro che si intende scrivere a concorso, a Casa editrice Il Leccio via della Resistenza 117, Loc. Badesse, Monteriggioni (SI);– versare una quota di partecipazione per le spese di segretaria e organizzazione pari a 25,00 (venticinque/00) euro da versare tramite bonifico bancario: IBAN IT80Z0103014216000063145038 – Banca MPS Agenzia 12 Piazza Tolomei – Siena, beneficiario Editrice Il Leccio.Il pagamento dovrà indicare la causale Iscrizione IV Premio letterario Città di Siena e la categoria di appartenenza.Le opere pervenute saranno valutate dai membri del Gruppo Scrittori Senesi che indicheranno n. 5 (cinque) opere finaliste nella categoria 1) e 2);Il Gruppo assegnerà il Premio Città di Siena agli autori che si saranno particolarmente distinti nella propria categoria. Le opere dei membri del Gruppo Scrittori Senesi non possono essere presentate a concorso.b)    SEZIONE OPERE INEDITE Art-3 La partecipazione è aperta a tutti gli autori italiani o stranieri esordienti, emergenti o affermati, senza limiti di età, che hanno scritto un’opera in italiano mai pubblicata, anche premiata in altri concorsi, nelle categorie  1), 2), 3) e 4) a concorso. Sono esclusi i membri dell’Associazione culturale Gruppo Scrittori Senesi.Art-4 Per la partecipazione è dovuto un contributo per le spese di segretaria e organizzazione pari a 25,00 (venticinque/00) euro da versare tramite bonifico bancario: IBAN IT80Z0103014216000063145038 – Banca MPS Agenzia 12 Piazza Tolomei – Siena, beneficiario Editrice Il Leccio.Il pagamento dovrà indicare la causale Iscrizione IV Premio letterario Città di Siena e la categoria di appartenenza.Gli elaborati, senza limiti di lunghezza, anonimi e con indicazione del titolo dell’opera riportato sulla prima pagina, dovranno essere inviati in formato pdf alla Segreteria del premio, indirizzo e-mail premioletterariodisiena@gmail.com, entro e non oltre la data del 31/12/2018, con allegato un documento che attesti l’avvenuto pagamento e un file in cui siano riportati:– i dati del concorrente (nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail, codice fiscale o partita Iva);– titolo dell’opera;– sezione alla quale si concorre.Il concorrente dovrà, inoltre, dichiarare:– di essere l’autore dell’opera presentata;– che l’opera non è mai stata pubblicata in nessuna forma;L’autore dovrà autorizzare l’Associazione culturale Gruppo Scrittori Senesi e la casa editrice Il Leccio, all’utilizzo dei dati personali per le finalità del concorso.L’oggetto dell’e-mail dovrà riportare la dicitura Iscrizione IV Premio letterario Città di Siena e la categoria di appartenenza.Art-5 I lavori che giungeranno oltre il termine di cui all’art-4 non saranno tenuti in considerazione e l’Associazione culturale Gruppo Scrittori Senesi non si assume alcuna responsabilità circa la dispersione di informazioni per eventuali disguidi. Sarà cura dell’autore accertarsi del buon fine dell’avvenuta ricezione del materiale inviato.Art-6 È consentita la partecipazione a più sezioni. Per ogni opera presentata in più sezioni o nella medesima con un massimo di n. 2 (due) opere, è dovuto il contributo di cui all’art-4, nelle modalità descritte.
http://grupposcrittorisenesi.blogspot.com/

lunedì 17 settembre 2018

Ambrose di Fabio Carta


            

Ambrose

di
Fabio Carta

recensione di
Maria Lucia Ferlisi








CA, controllore Ausiliario, è uno spazionoide, discendente della razza umana, durante la preparazione terapeutica per affrontare nuove missioni, rimane vittima egli stesso, qualcosa è andato storto all'interno della sua corteccia. Il suo corpo è attaccato da un tumore e le metastasi invadono il suo corpo, è costretto quindi a vivere in una speciale tuta. Non potrà partecipare alla missione Nexus che doveva riportare la pace, e salvare il futuro del mondo, visto i dieci anni di guerra totale, nucleare e apocalittica che ha dimezzato l'umanità.

CA-209 è avvilito, lui che ha sempre combattuto in primo piano, adesso è chiuso in questa tuta che gli permettere soltanto di intrecciare guerre virtuali, si sente un fantoccio virtuale , un simulacro cibernetico, un clone.

Adesso si ritrova solo in questa galassia vuota, inavvicinabile in preda a allucinazioni e farmaci psicotropi. Il tumore non ha devastato solo il corpo, ma la sua coscienza, ha scoperto di averne una, non è più il mercenario di prima sempre in guerra, adesso avverte il gelo della morte.
Le cisti spugnose devastano il corpo, adesso sa di averlo. Tutto il tempo passato a venerare il sistema e le lotte intraprese per ristabilire un ordine nel mondo, adesso avverte tutto come fasullo. Il patto atlantico, i Jihadaisti e il libero mercato Orbitale..un alleanza tra  ladri.

Ca si sente come se avesse un gemello, una personalità sdoppiata, non può gestire il suo corpo è diretto virtualmente e percepisce l'inutilità della sua vita da eroe stanco.
Comincia a parlare con un'allucinazione, un suo alter ego con un nome: Ambrose, una rosa stillante ambra e  con lei riflette sul passato, le scelte fatte e sul futuro di questo mondo parallelo che non si arrende mai, sempre coinvolto in nuove guerre, in nuove alleanze in nuove armi di distruzione.

CA -209 è faccia a faccia con Ambrose, lo specchio della sua vita, colei che gli fa comprendere che il patriottismo è soltanto il rifugio delle canaglie.
Ca continua a controllare le armi automatiche dell'esotuta, attraverso l'intelligenza artificiale dell'esoscheletro, ma si sente come un mostro:
"mostro nero con gli occhi piccoli e maligni, lampeggianti d'azzurro"

Il romanzo fantascientifico di Fabio Carta non è di facile lettura, anche per gli amanti del genere.
Bisogna leggerlo con calma, avvolti dal silenzio, e lasciandoci trascinare dalla fantasia ed immaginare questo mostro spaziale con un corpo robotico, che ci ricorda tanto i robot giapponesi, ed una coscienza che avvolge Ca e noi lettori.


È una storia raffinata, per il genere che affronta, è anche un lungo viaggio non solo nel mondo galattico, ma  dentro noi stessi, alla ricerca di noi stessi. Un romanzo che ci sbatte in faccia l'incomunicabilità attraverso questo eroe stanco che rimane vittima delle intelligenze artificiali. Lui non è più nessuno, è solo un robot.

 Fabio Carta ci pone davanti ad una realtà che dei giorni nostri, prospettandolo in un futuro lontano dove si può vivere nel sistema solare, ma è come se ci dicesse, non lasciatevi ingannare, parlate, comunicate, ascoltate il vostro io e non lasciatevi manipolare:è la voce di Ambrose che parla a CA, ma il messaggio è rivolto a noi lettori. 

Il romanzo è composto da nove capitoli o episodi autoconclusivi, dove la magia e l'estrosa fantasia dell'autore si rivelano nella totalità. La scrittura elegante, raffinata, forbita ed elevata di Fabio Carta inserisce l'autore in un livello alto dei romanzi di fantascienza, sono certa che rimarrà nel tempo la sua scrittura, che definirei anche visiva, riesce a far volare la fantasia del lettore grazie all'aspetto descrittivo che usa e a trasmettere un senso di realtà a questo cosmo fantascientifico che ci racconta

La trama difficile, complicata, necessita di una rilettura per apprezzarla in pieno, ma non toglie nulla all'affascinante scrittura dell'autore ed alla trama.
Lo stile melanconico si adatta perfettamente al personaggio e ci conduce ad un finale inaspettato.
Un romanzo che riesce a risultare vero, nonostante il genere, e riesce a catturare anche chi non è abituato a leggere romanzi di fantascienza come me.

Scheda Libro
Titolo: Ambrose
Autore: Fabio Carta
Pagine: 212
Editore: Scatole Parlanti


Sinossi

Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo.
Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio.
L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.

Biografia

Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica “Penny Steampunk” (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.

lunedì 10 settembre 2018

Erika Maderna

Carissimi lettori e lettrici
la grande kermesse mantovana della letteratura è terminata ieri. Quest'anno sono stata a pochi incontri, lavorare e andare agli eventi non è facile, anche perché ad  ogni evento devi fare una fila estenuante, nonostante tu abbia già acquistato il biglietto. Puntualmente c'è una maglietta azzurra, volontario del festival, che fotografa la fila a dimostrazione di quanto importante e partecipativo sia stato l'evento, e non c'è nessuna volontà di farli numerati!

Ho partecipato ad un incontro che mi è piaciuto tantissimo: Quando le erbe erano divinità, il mondo vegetale tra mito, folclore e botanica, relatrice Erika Maderna
L'incontro è stato davvero interessante l'autrice, accompagnata da bellissime immagini,  ci ha condotto nel passato, quello greco dove le piante avevano un valore non solo curativo, ma accompagnavano i miti e gli archetipi del passato. Ho scoperto quanto le erbe abbiano avuto un ruolo importante nella storia passata, alcune erano considerate di un valore inestimabile e quasi venerate.

 Naturalmente le donne hanno avuto un ruolo importante nella cura delle erbe, come Circe, le sacerdotesse o le "streghe" che per l'uso delle erbe come metodo di guarigione sono state punite, torturate  e uccise dalla santa inquisizione, perché minavano il potere della guarigione attraverso la preghiera della Chiesa.

Erika Maderna ci riporta al  mito della madre terra che da la vita e la morte così come il ciclo della natura del mondo vegetale. 

Ha parlato di alcune erbe come la borragine, il tarassaco, la betonica, il papavero,  la malva ..
Ogni erba oltre al potere curativo e medicinale era legato ad un mito o a una dea,  e sono stati raccolti dall'autrice in vari libri scritti da lei.

Ad esempio il tarassaco, detto anche  dente di leone, si chiama in questo modo perché Teseo, la notte prima di affrontare il Minotauro per liberare Arianna, ha bevuto un infuso con questa erba e gli ha profuso la forza , il coraggio come un leone.
La malva, nota per il suo potere emolliente e lenitivo, nel passato era usata anche per verificare la verginità di una fanciulla, si faceva urinare la ragazza su un fiore di malva, se dopo tre giorni appassiva, non era pura...
Il papavero legato al mito di Proserpina...
La borragine, dal bellissimo fiore blu, era un infuso dato da bere ai guerrieri prima dei combattimenti per infondere coraggio..

Questo incontro mi ha incuriosita molto, non so se sono riuscita con queste due righe a incuriosire anche voi.
Maria Lucia

Sinossi:
Se gli uomini hanno dominato l'universo delle parole, le donne hanno avuto potere sul mondo delle cose. La vocazione femminile per la medicina ha una storia lunga e affascinante, che ci riporta alle radici delle civiltà. Le donne sono da sempre le custodi dei segreti delle erbe e delle piante officinali, e sono per natura e sensibilità inclini alla cura. Attraverso le pagine di questo libro scopriremo con un po' di stupore come la scienza medica sia stata soprattutto una fortezza della libertà di espressione femminile. In un certo senso un'anomalia della storia. Il libro si rivolge ad appassionati e curiosi della storia delle donne, oltre che a chiunque sia interessato ad approfondire il rapporto tra il femminile e la dimensione della cura, o questo particolare aspetto della storia della medicina e delle terapie naturali. Una scrittura semplice e comprensibile rende il testo fruibile ad un pubblico ampio e curioso

Sinossi:
In questo libro ci lasceremo condurre attraverso le leggende e gli archetipi dei fiori e delle erbe curative, scrutando dietro il codice botanico i valori sottesi. Nelle pieghe segrete di questo patrimonio di tradizioni troveremo piante straordinarie: quelle afrodisiache sacre ad Afrodite, quelle utili per le malattie delle donne, care a Era e Artemide; i veleni e i filtri preparati dalle maghe, le piante solari di Apollo e molte altre. Scopriremo che alcune erbe possono essere magiche, metafisiche o addirittura filosofiche. Ognuna di esse ha una storia da raccontare e qualche enigma da sottoporci.

venerdì 7 settembre 2018

Helen Humphreys

 Carissimi amici lettori e amiche lettrici
ieri al festival della letteratura ho seguito l'evento di un'autrice , scoperta da poco, ma che ho amato subito: Helen Humphreys. Presso la Basilica Palatina di Santa Barbara alle ore 17, puntualissima si è presentata ad un folto pubblico che l'attendeva, con lei l'intervistatrice Simonetta Bitasi, un mito per noi lettori di Mantova, bibliotecaria e conduttrice di gruppi di lettura per adulti e ragazzi, una divoratrice di libri. 

Un lungo applauso ha accolto l'autrice, una di noi, semplice e colta, indossava dei pantaloni neri e una camicia azzurro chiaro, capelli grigi e chili in più, in lei nessuna traccia di snobismo letterario, un sorriso cordiale e amichevole.
Mantova ha già accolto l'autrice nel passato, ieri ha presentato l'ultimo suo libro: Amuleto celeste, edito dalla playground.

Il romanzo è tutto da leggere senza molte anticipazioni, perché non si può riassumere, è la vita di una donna che ama vivere in solitudine, ci parla di lei che quasi gioca con il lettore, per portare il lettore a comprendere la verità. Che cos'è una storia allora, questa è la domanda che viene posta a chi si approccia al suo ultimo libro, che sembra quasi un gioco di scrittura condotto con l'inconsapevole aiuto del lettore, colui che prenderà in mano il suo romanzo.

 Il romanzo è suddiviso in due parti, nella prima l'autrice dialoga con un suo alter ego immaginario, una donna morta all'età di 86 anni ed era la più brava costruttrice di esche per la pesca di salmoni. Una parte toccante e quasi autobiografica. Nella seconda invece il romanzo si addentra ancora di più nella vita di questa donna Megan Boyd.


Le domande che il pubblico ha potuto rivolgerle sono state tante.

Abbiamo appreso che lei ama scrivere al mattino, solitariamente, immersa nel silenzio della sua casa, scrive di getto, termina il romanzo in due mesi, poi lo controllo, lo allarga lo rende elegante e poetico.
I suo sono versi veramente poetici, lei ha iniziato come poetessa, per poi passare ai romanzi, purtroppo non esistono traduzioni in italiano dei suoi libri di poesia.

Non ama molto le biblioteche, perché non c'è abbastanza silenzio, non ama molto scrivere in pubblico, allora le ricerche per i suoi romanzi, preferisce farli on line, solo qualche volta si reca sui posti che deve narrare per respirare l'atmosfera da trasmettere al lettore come per il romanzo La verità, soltanto la verità, ed è la storia d'amore tra Adéle, moglie dello scrittore Victor Hugo ed un giovane scrittore squattrinato.
La verità è anche  il suo motto, come per la protagonista Adéle.
Verità, si perché i personaggi devo essere veri, reali, perché il lettore è attento e percepisce quando i personaggi sono fasulli e lei non ama ingannare il lettore.

Cosa ama la nostra autrice oltre alla verità?
Ama Mantova ed il prosecco.
L'evento si è concluso con un brindisi tra i lettori e lei sorseggiando un bicchiere di fresco prosecco.
Io invece sono scappata via di corsa...ma dovevo andare a lavorare e niente prosecco!!




lunedì 3 settembre 2018

Centomila visualizzazioni

Carissimi amici ed amiche
il blog si avvia verso i tre anni di vita, è nato i primi del gennaio del 2016. 
Ero stata da poco operata al ginocchio, non sapevo come trascorrere il tempo,oltre alla lettura, così di punto in bianco ho iniziato a creare questo piccolo blog. 

Un luogo dove posso inserire i miei pensieri, commenti e recensioni. Come per un piccolo salvadanaio giorno dopo giorno ho postato, commentato, inserito poesie e racconti vostri e miei ed il blog aumentava di contenuti. La lettrice di carta  ha cominciato ad assumere una sua fisionomia. 
Un piccolo luogo virtuale, garbato e prezioso. 

Un punto d'incontro per autori emergenti, per conoscerli e farsi conoscere. Post dopo post questo piccolo punto ha cominciato a pulsare, ad essere letto ed apprezzato. È cresciuto con voi, con i vostri consensi, con le vostre richieste, voi follower o silenziosi lettori siete diventati la linfa vitale del blog.

La lettrice di carta ha spiegato le vele e sta fluttuando in questo mare virtuale, dove i libri faticano a muoversi tra le onde; se avessi scelto bellezza o cucina forse le sue vele avrebbero solcato velocemente il web, ma amo la lettura e non avrei potuto scegliere altro.

 Per questo adesso che ho raggiunto il traguardo di più di centomila visite, mi emoziono.

Non posso che ringraziarvi e abbracciarvi tutto perché avete reso questo piccolo luogo un momento letterario letto e condiviso.
A presto con altre recensioni e consigli.
Maria Lucia

mercoledì 29 agosto 2018

La memoria rende liberi di Liliana Segre e Enrico Mentana

La memoria rende liberi
di Liliana Segre e Enrico Mentana

recensione di
Maria Lucia Ferlisi

Ci sono testi difficili da recensire, perché sei consapevole che non sono storie romanzate, ma realtà atroci  e difficili da comprendere, ma sono esistite. Il libro di Liliana Segre parla della sua vita, ci apre la porta del cuore e della sua sofferenza, quella che aveva sepolto perché faceva troppo male ricordare. 

Per molti anni Lilianan è stata combattuta da questo segreto, di una parte della sua vita che non poteva ricordare, perché ogni volta è come rivivere quel passato di umiliazioni, stenti, privazioni e fame, tanta fame.

La sua infanzia è passata dalle leggi razziali e discriminanti contro gli ebrei, e lei ragazzina senza un perché si è vista negata la scuola, lei, a otto anni, non ha diritto a imparare a sapere. Non comprende, è troppo piccola per poterlo fare, pensa di aver sbagliato qualcosa di essere stata "cattiva". Dalle leggi razziali alle persecuzioni è stato un soffio..deve nascondersi, lei non esiste più, deve fuggire, ma viene arresta e portata ad Auschwitz. Separata dal padre, tanto amato,  che non vedrà più. 
in quel lager imparai a convivere con ratti e con tutti gli insetti di cui la baracca brulicava. cos'era un ratto o uno scarafaggio davanti all'orrore della ciminiera? 
Dietro i cancelli di quella città, che per anni resterà sconosciuta, Liliana conosce il male. Il male più atroce e banale che nessun essere umano può immaginare. Ma è stato così. In quei cancelli è stato commesso un crimine contro l'umanità. La banalità del male così ben spiegata nel  saggio di Hannah Arendt, è nata in questi cancelli. I sopravvissuti, per anni, sono rimasti in silenzio, per il dolore di quello che hanno visto.

 Liliana stessa non è stata capace subito di aprire il suo cuore e raccontare, come far capire il dolore, la fame,  il non sentirsi un essere umano ma un numero.
..Non dimenticherò mai quel tragitto perché passando in quel blocco vidi una serie di gabbie in cui erano rinchiuse donne usate come cavie per esperimenti scientifici. Come allo zoo. C'era di tutto: donne pelose come scimmie, scheletriche che urlavano come bestie Anche in quell'occasione, quando capii a cosa ero di fronte , mi dissi: "non posso guardare. Io non guardo! tanto non ci posso fare niente."... Primo levi scrisse che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa la demolizione di un uomo, e io per tutto l'anno che trascorsi a Auschwitz, non ne trovai nessuna che desse voce ai sentimenti di pena e di orrore che provavo.
Il terrore che ti rende cieco e inerme. La fame che divora le tue budella. La paura che ti assale in ogni istante della tua vita. La perdita della cognizione del tempo. Non sai più chi sei, dove sei, con chi sei. Non sei più nulla, nessuno, niente. Un numero che cammina nel nulla. Devi solo lottare per sopravvivere. Liliana è una sopravvissuta, per caso.
Io non sono affatto un'eroina, io sono sopravvissuta per caso, non ho mai fatto nessun gesto di essere orgogliosa, nessun atto di ribellione..anzi. ho sempre subito passivamente ciò che mi succedeva intorno. Mi sentivo annullata.

 Come casuale era la scelta di chi doveva morire, di chi era scelto per gli esperimenti, di chi doveva lavorare all'aperto o dentro. 
Lavorare all'aperto era un vero inferno: caricare le pietre, scaricare le pietre, a febbraio, in quel gelo.
Un libro che racconta il male nella sua bestialità con un tono leggero, pacato, composto. Un tono che permettere di comprendere e vedere con occhi e mente lucidi, perché così dobbiamo analizzare la storia. 

Il libro di Liliana Segre è una testimonianza, un documento storico. Un romanzo che deve entrare nelle scuole per insegnare che le discriminazioni nascondono solo la non conoscenza dell'altro. Lo scopo della testimonianza dell'autrice è questo: imparare a conoscere e vedere. Vedere sempre, prima che la storia faccia un passo indietro.

Scheda libro  Autore: Lilianan Segre, Enrico Mentana
titolo: La memoria rende liberi
casa editrice: Bur Rizzoli
Pagine: 227
Sinossi
Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere." Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e a suo padre i cancelli di Auschwitz. 
Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di un Paese appena uscito dalla guerra. Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d'eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il legame con l'adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera, il contrastato rapporto con l'identità ebraica, la depressione e la gioia ritrovata grazie all'amore del marito Alfredo e ai tre figli. 
Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del nostro secolo che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché "la chiave per comprendere le ragioni del male è l'indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore".



venerdì 24 agosto 2018

In offerta al 50% UN LEGGERO CALDO VENTO DI SCIROCCO



Carissimi amici ed amiche
oggi mi autopromuovo, su Ebay è in offerta, solo per oggi, al 50%, il mio romanzo,  Un leggero caldo vento di scirocco: non perdetevelo!!

"Maria Lucia Ferlisi racconta la storia di un’epoca, prospettando la condizione femminile nei primi decenni del Novecento in Sicilia.Tutti gli elementi della narrazione, personaggi e ambiente, assumono una forte caratterizzazione regionale.

E la scrittrice, pur scegliendo la forma del romanzo breve, non cede mai alla vaghezza e alla genericità, regalandoci una storia di costume."




giovedì 23 agosto 2018

Concorso GENERE PLURALE romanzi e racconti inediti a tema LGBT


Salve carissimi lettori e lettrici del blog
oggi vi segnalo un concorso  riservato a tutti coloro che amano e scrivono del genere letterario LGBT. 

La casa editrice Le Mezzelane ha indetto questo concorso con scadenza il 31/10/2018.

So che ho tante/i amici ed amiche che amano scrivere sull'amore arcobaleno, e consiglio loro di partecipare... Da parte mia un grande in bocca alla penna.. 

Ecco a voi tutte le informazioni utili :

Concorso GENERE PLURALE
romanzi e racconti inediti a tema LGBT

Art. 1 – PROMOTORI – Le Mezzelane Casa Editrice, in collaborazione con la Libreria Antigone di Milano istituisce un concorso letterario per romanzi editi e inetidi, e racconti inediti, fotografie e corti a tema LGBT dal titolo “Genere Plurale”. A insindacabile giudizio della giuria potranno essere scelti singoli racconti che verranno raccolti in un’apposita antologia.
Art. 2 – PARTECIPANTI – Il concorso è aperto a tutti i soggetti che abbiano compiuto i 18 anni d’età residenti in Italia e all’estero.
Art. 3 – QUOTA D’ISCRIZIONE – La partecipazione al concorso è gratuita.
Art. 4 – ELABORATI – I partecipanti potranno presentare un massimo di due elaborati, scritti in lingua italiana.
Art. 4 bis – SEZIONI – Ogni partecipante potrà scegliere tra le seguenti sezioni:
Sez. A – Racconto inedito: la lunghezza dei racconti dovrà essere compresa tra un minimo di 10 cartelle editoriali e un massimo di 15 cartelle; carattere Times New Roman, corpo 12, no Pdf.
Sez. B – Romanzo inedito: la lunghezza dei romanzi non dovrà superare le 200 cartelle editoriali (con un minimo di 120 cartelle); carattere Times New Roman, corpo 12, no Pdf.
Sez. C – Romanzo edito: il romanzo dovrà essere in lingua italiana, nessun limite di lunghezza; il romanzo non deve essere stato pubblicato con una casa editrice a pagamento o con print on demand; il file dovrà pervenire in pdf o in epub.
Sez. D – Fotografia: l’immagine, a colori o in B/N dovrà essere inviata in formato JPG in alta risoluzione.
Sez. E – Corti: i filmati dovranno pervenire in un file AVI, o simile; la durata del video non deve superare i 18 minuti.
Art. 5 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE – I testi, i video, le immagini, dovranno essere inviati alla casella di posta elettronica concorsi@concorsi.lemezzelane.eu indicando in oggetto “Genere Plurale”. I testi non dovranno in alcun punto recare indicazione del nome dell’autore o altro riferimento che consenta il riconoscimento di quest’ultimo, pena l’esclusione dal concorso. Il nome dell’autore con i relativi dati personali dovrà essere indicato a parte sul modulo di partecipazione, che sarà scaricabile sul sito della casa editrice o reperibile presso la libreria Antigone.
Art. 6 – SCADENZA – I testi dovranno pervenire alla casella di posta elettronica sopra citata entro e non oltre le ore 24 del giorno 30/10/2018. I testi pervenuti successivamente non verranno presi in considerazione.
Art. 7 – VALUTAZIONE – Tutti i lavori saranno sottoposti al giudizio di una giuria nominata dai promotori del concorso. La giuria determinerà una classifica basandosi sulla propria sensibilità artistica e umana, in considerazione della qualità dello scritto, dei valori dei contenuti, della forma espositiva e delle emozioni suscitate. Il giudizio della giuria sarà inappellabile e insindacabile. I vincitori saranno informati secondo le modalità indicate da ciascun partecipante nel modulo di partecipazione.
Art. 8 – PREMIAZIONE – La proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi avrà luogo presso la Libreria Antigone di Milano in data da destinarsi (presumibilmente gennaio 2019).
Art. 9 – PREMI – I primi tre classificati delle sezioni A e B saranno premiati con la pubblicazione del romanzo (o della raccolta di racconti) e con una targa. Tale pubblicazione non comporterà alcun onere per l’autore e comprenderà copertina ed editing professionali. Per le altre sezioni è previsto l’intervento di alcuni sponsor. I premi dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori, o, in caso di forzato impedimento da comunicare e giustificare preventivamente alla segreteria organizzativa, da persona da loro designata.
Art. 10 – DIRITTI D’AUTORE – Gli autori dei romanzi che saranno selezionati avranno un regolare contratto editoriale, per effetto del quale l’Editore si impegna a pagare le provvigioni maturate dalla vendita. I racconti selezionati, invece, potrebbero essere inseriti in un’antologia di Autori Vari. In questo caso l’Autore si impegna a cedere l’autorizzazione alla pubblicazione e a non aver nulla a pretendere dalla vendita dell’antologia. In entrambi i casi l’Editore non chiederà agli autori l’obbligo di acquisto copie.
Art. 11 – PUBBLICITÀ – Il concorso e il suo esito saranno opportunamente pubblicizzati attraverso la stampa e altri media.
Art. 12 – ALTRE NORME – La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal concorso letterario.
Per informazioni rivolgersi a: Le Mezzelane Casa editrice tel 3403405449
Libreria Antigone tel 022043655
Il modulo di partecipazione può essere richiesto inviando una mail a concorsi@concorsi.lemezzelane.eu

martedì 21 agosto 2018

Orfani bianchi di Antonio Manzini



Orfani bianchi
di 
Antonio Manzini
recensione di 
Maria Lucia Ferlisi



Mirta, moldava, lavora in Italia come badante a Roma.
Ha lasciato la sua terra, la povertà e la miseria in cui viveva. Ha lasciato anche il figlio adolescente Ilie che vive con la nonna materna, il padre non sa nemmeno dove sia.
Una vita dura, nonostante la giovane età è già stanca della vita. Il suo lavoro è prendersi cura di tutte quelle persone che pesano alle famiglie,  lei li assiste fino alla loro morte. Poi ancora in cerca di un altra persona da prendere in cura, nell'indifferenza dei familiari, come la signora Mazzanti, morta il giorno di Natale, ma la famiglia non ha rinunciato al pranzo di Natale.

Mirta vive nella miseria degli animi, nell'indifferenza verso gli anziani. Sentimenti sterili circondano la sua vita. Vive con altre donne straniere, in un piccolo appartamento, si ritrovano la sera, ma sono tutte stanche, non si parlano,  la maggior parte di loro lavora per una cooperativa, pochi soldi e tanto lavoro massacrante.

Ha soltanto un amico Pavel, innamorato di lei che sogna di darle una casa e l'amore.
I suoi contatti con il figlio undicenne sono fatti di mail piene d'amore e speranza, di un futuro migliore, anche quando è costretta a metterlo in un orfanotrofio, perché sua madre è morta per lo scoppio della caldaia. 
L'internat è un luogo che raccoglie orfani e figli di madri che lavorano all'estero, non è un bel luogo, ma almeno può mangiare e stare al caldo  e giocare con la play station con i giochi che gli manda.Lei gli scrive tante mail accorate, Ilie non risponde.
La notte dopo, il maglione di Mirta aveva già perso l'odore di Ilie. E lei era a Roma, in una stanza di merda, condivisa con una donna che non avrebbe mai conosciuto....

Con un gesto poco nobile, riesce ad ottenere un lavoro per seguire un'anziana la cui famiglia deve andare in vacanza, la paga è davvero alta. Lei si abbandona ai sogni di una vita migliore..ma....

Un romanzo commovente  sull'esistenza di queste badanti che arrivano nella nostra terra per seguire i familiari e condurli alla certa morte. La loro non è una vita facile, devono lavorare con persone con la demenza senile. Devono pulire sederi, togliere pipì ed escrementi. Devono stare attenti perché la loro pelle è delicata. Guadagnano poco e con quelli devono mantenere i loro  familiari rimasti in paese.

Un odore acre, amaro, avvolgeva tutta la stanza. La vecchia teneva gli occhi spalancati sul soffitto. Le mani lungo il corpo. "no". Mirta si avvicinò. L'odore era sempre più forte. Un misto di muffa, marcio e uova sode. Dovette chiudersi il naso. Corse in bagno mentre la lasagna risaliva l'esofago. Ebbe un conato, ma non rovesciò niente.....

Una vita triste, circondata da sporco e morte, devono combattere contro l'indifferenza dei familiari che sembrano aver dimenticato che quei familiari sono stati il loro padre o la loro madre.

Una storia d'abbandoni, le badanti lasciano gli affetti nei loro paesi d'origine, gli anziani che accudiscono sono stati abbandonati dai loro familiari. Un triste scambio.
L'autore senza falsi pietismi ci conduce in questo mondo poco conosciuto. Pensiamo che il lavoro di queste donne sia facile, senza problemi, ma non è così. 

Un romanzo che non solo punta il dito contro la mancanza di affetti, ma mette in risalto quanto la nostra comunicazione stia diventando sempre più debole, affidiamo le parole ad un asettico computer, la mail è veloce, e non implica nessun sentimento. Fredda, senza calore arriva dall'etere, ma non è abbastanza per rassicurare. 

Un romanzo che ci conduce nel mondo dei tanti orfani bianchi che popolano la Moldavia, bambini e adolescenti che crescono senza amore, senza affetti, soli, abbandonati per anni in un luogo lontano e sperduto del loro territorio, simile ad un carcere.
Un romanzo che fa riflettere attraverso la veritiera penna dello scrittore Antonio Manzini.



Scheda libro
Autore: Antonio Manzini
Titolo: Orfani Bianchi
Casa editrice: Chiarelettere
Pagine: 204

Sinossi
Mirta è una giovane donna moldava trapiantata a Roma in cerca di lavoro. Alle spalle si è lasciata un mondo di miseria e sofferenza, e soprattutto Ilie, il suo bambino, tutto quello che ha di bello e le dà sostegno in questa vita di nuovi sacrifici e umiliazioni. Per primo Nunzio, poi la signora Mazzanti, “che si era spenta una notte di dicembre, sotto Natale, ma la famiglia non aveva rinunciato all’albero ai regali e al panettone”, poi Olivia e adesso Eleonora. Tutte persone vinte dall’esistenza e dagli anni, spesso abbandonate dai loro stessi familiari. Ad accudirle c’è lei, Mirta, che non le conosce ma le accompagna alla morte condividendo con loro un’intimità fatta di cure e piccole attenzioni quotidiane.

Ecco quello che siamo, sembra dirci Manzini in questo romanzo sorprendente e rivelatore con al centro un personaggio femminile di grande forza e bellezza, in lotta contro un destino spietato, il suo, che non le dà tregua, e quello delle persone che deve accudire, sole e votate alla fine. “Nella disperazione siamo uguali” dice Eleonora, ricca e con alle spalle una vita di bellezza, a Mirta, protesa con tutte le energie di cui dispone a costruirsi un futuro di serenità per sé e per il figlio, nell'ultimo, intenso e contraddittorio rapporto fra due donne che, sole e in fondo al barile, finiscono per somigliarsi.
Dagli occhi e dalle parole di Mirta il ritratto di una società che sembra non conoscere più la tenerezza. Una storia contemporanea, commovente e vera, comune a tante famiglie italiane raccontata da Manzini con sapienza narrativa non senza una vena di grottesco e di ironia, quella che già conosciamo, e che riesce a strapparci, anche questa volta, il sorriso.

lunedì 20 agosto 2018

Garcia Lorca


Carissimi lettori e lettrici
il 19 agosto del 1936 moriva un grande poeta spagnolo: Garcia Lorca.

Vi posto  un mio piccolo contributo alla sua memoria, scritto nel 2016.
Buona lettura.



Garcia Lorca
nato il/6/1898 ed è morto assassinato con la fucilazione il 19/8/1936 a Vizinar in Spagna, il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Poeta e drammaturgo andaluso, si può considerare uno dei poeti massimi che la Spagna abbia avuto e che il mondo intero ha amato, non a caso qualcuno ha scritto che il suo omicidio è stato "un crimine contro l'umanità", un crimine commesso durante la dittatura franchista e per la sola colpa di scrivere versi e di essere omosessuale..

Durante la vita universitaria conobbe personaggi illustri con i quali cominciò una collaborazione culturale per cercare dare vita  e voce alla cultura spagnola emergente, conobbe Dalì, Neruda, Bunuel, Alberti. I suoi progetti finirono presto, durante il colpo di stato ad opera dei militari franchisti, fu catturato e fucilato.

Ma il potere franchista non ha certo fermato il potere più forte che si ritrova nelle sue poesie, che hanno varcato il confine della Spagna e reso immortale i versi di Garcia Lorca.

Le sue poesie sono intrise di una velata melanconia, i suoi versi sono simili al suono della chitarra, strumento tanto amato dal poeta, tanto da dedicargli una poesia.
La vera forza delle parole di Lorca è incisa in quella forza quasi sovrannaturale che viene definita El Duende, una forza che è quasi un connubio con le varie forze della natura e che la terra magicamente trasforma in versi o in musica, ed in questa forza vi sono racchiuse le storie del passato, i nostri avi, i nostri colori e sapori. I suoi versi contengono il passato della cultura spagnola ed è in questo che trova forza e vigore nella cultura araba e zingara che ne sono le vere radici e scorrono nel sangue dei poeti o intellettuali spagnoli come una linfa vitale che li rende immortale, come la cultura che
tramandando vestendola di nuove parole.

Nei versi di Lorca v'è è tutta l'Andalusia, vi è tutta la magia dei zigani, vi è il flamenco, vi sono i balli attorno al fuoco, vi sono le corride... ed è per questo che suona melodiosa, melanconica e forte. La forza del duende è questa, le radici che emergono prorompenti e capaci di soggiogare colui che le ascolta e trascinarlo in questo luogo atavico fatto di magia colori e suoni, e come in un vortice lo rapisce e lo rende amante, come in un amplesso, dei versi andalusi.

Le sue raccolte più famose sono: PRIMER ROMANCERO GITANO - POETA A NEW YORK - LAMENT FOR IGNACIO SANCHEZ - POEMA DEL CANTE JONDO, e altri.
Scrisse anche delle opere teatrali tra cui ricordiamo: NOZZE DI SANGUE - LA CASA DI BERNARDA ALBA - YERMA - DONNA ROSITA e altri









Ecco alcune sue poesie





LA CHITARRA

Incomincia il pianto
della chitarra.
Si rompono le coppe
dell'alba.
Incomincia il pianto
della chitarra.
È inutile
farla tacere.
È impossibile
farla tacere.
Piange monotona
come piange l'acqua,
come piange il vento
sulla neve.
È impossibile
farla tacere.
Piange per cose
lontane.
Arena del caldo Meridione
che chiede camelie bianche.
Piange freccia senza bersaglio
la sera senza domani
e il primo uccello morto
sul ramo.
Oh, chitarra,
cuore trafitto
da cinque spade.

Da Lamento per Ignacio Sánchez Mejías
Il cozzo e la morte
Alle cinque della sera.

Eran le cinque in punto della sera.
Un bambino portò il lenzuolo bianco
alle cinque della sera.
Una sporta di calce già pronta
alle cinque della sera.
Il resto era morte e solo morte
alle cinque della sera.
Il vento portò via i cotoni
alle cinque della sera.
E l'ossido seminò cristallo e nichel
alle cinque della sera.
Già combatton la colomba e il leopardo
alle cinque della sera.
E una coscia con un corno desolato
alle cinque della sera.
Cominciarono i suoni di bordone
alle cinque della sera.
Le campane d'arsenico e il fumo
alle cinque della sera.
Negli angoli gruppi di silenzio
alle cinque della sera.
Solo il toro ha il cuore in alto!
alle cinque della sera.
Quando venne il sudore di neve
alle cinque della sera,
quando l'arena si coperse di iodio
alle cinque della sera,
la morte pose le uova nella ferita
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Alle cinque in punto della sera.
Una bara con ruote è il letto
alle cinque della sera.
Ossa e flauti suonano nelle sue orecchie
alle cinque della sera.
Il toro già mugghiava dalla fronte
alle cinque della sera.
La stanza s'iridava d'agonia
alle cinque della sera.
Da lontano già viene la cancrena
alle cinque della sera.
Tromba di giglio per i verdi inguini
alle cinque della sera.
Le ferite bruciavan come soli
alle cinque della sera.
E la folla rompeva le finestre
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera!
Eran le cinque a tutti gli orologi!
Eran le cinque in ombra della sera!


Notturno

Ho tanta paura
delle foglie morte,
paura dei prati
gonfi di rugiada.
Vado a dormire;
se non mi sveglierai
lascerò al tuo fianco
il mio freddo cuore.
Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!
Ti cinsi collane
con gemme d’aurora.
Perché mi abbandoni
su questo cammino?
Se vai tanto lontana
il mio uccello piange
e la vigna verde
non darà vino.
Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!
Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t’avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si disfa il nido.
Che cosa suona
così lontano?

Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!
Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t’avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si disfa il nido.
Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amore mio!
La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole