martedì 8 ottobre 2019

“Un’adorabile sognatrice” di Jill Barnet




“Un’adorabile sognatrice”
 di 
Jill Barnet


Per le amiche che amano i romanzi rosa suggerisco il nuovo libro di Jill Barnett, dopo la ragazza incantevole eccovi “Un’adorabile sognatrice” secondo libro della mini serie “Magia Regency”.

La storia di una giovane adolescente  che s'innamora di Richard, l'uomo dei suoi sogni! Ma come ogni storia d'amore, non sarà facile per lei conquistarlo...



Scheda libro

Titolo -  UN'ADORABILE SOGNATRICE
Autrice - Jill Barnett
Casa Editrice - Babelcube Inc. 
Pagine - 268
Clicca per l'acquisto:

Sinossi

Inghilterra, 1815. Il Conte di Downe è tornato a casa in campagna per allontanarsi dalla vita dissoluta che conduce a Londra -  spinto dal bisogno di dimostrare che suo padre aveva ragione a dire che non è altro che un libertino senz’arte né parte. Ma in una tenuta confinante Letty Hornsby crede che il caro Richard sia il suo eroe, l’uomo dei suoi sogni, il suo grande amore. È innamorata di lui fin da quando era bambina, da quando a undici anni lo fece cadere in un fiume, il primo di svariati incontri altrettanto disastrosi. Ora che gli amici  del conte, il Duca di Belmore e il Visconte Seymour, lo hanno convinto a lasciare la città per disintossicarsi dagli stravizi (donne, alcol e gioco d’azzardo), Letty ha intenzione di approfittare dell’occasione per tessere il suo piano e salvare Richard da se stesso.


Richard si aspetta che una volta tornato a casa la sua vita sia noiosa e rilassante, ma dopo un incontro casuale con l’invadente Letty e il suo odioso cane, Gus, scopre che non c'è pace per canaglie come lui. Ben presto si ritrova prigioniero a bordo di una nave di contrabbandieri con una giovane donna infatuata che è una catastrofe ambulante... e con il suo stupido cane. Letty non perde occasione per cacciarli in un esilarante pasticcio dopo l’altro, fino a quando Richard si rende conto che potrebbe essere l’unica donna che può salvare la sua anima nera con una fede in lui tanto luminosa da spazzare via le ombre dal cuore più ottenebrato. Se riesce a sopravvivere...




Questo libro è il seguito di “Una ragazza incantevole” ed è la traduzione integrale di “Dreaming”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma parzialmente ridotta con il titolo “Il Cavaliere dei suo sogni”. Se avete amato Letty e Richard,  adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione.

lunedì 7 ottobre 2019

Marìa di Nadia Fusini



Marìa 
di 
Nadia Fusini

recensione di 
Maria Lucia Ferlisi


Marìa una donna dolce nell'aspetto e nel movimento, eppure ha commesso un delitto. Si  presenta nel commissariato per confessare il crimine commesso, tra lo stupore dell'appuntato di polizia  Santini, incaricato di redigere la confessione della donna. 
Ne rimane ammaliato e desidera sapere ogni cosa di quella donna, mesta e orgogliosa, semplice ma pervasa da una grande umanità. Racconta la sua storia da quando si è innamorata di Giovanni, violento e prevaricatore, ma lei lo segue pensa che la violenza sia dovuta al dolore che ha nell'animo e che esplode in questo modo,  anche nell'intimità è violento, ma lei ormai è legata a lui. Marìa ne subisce la violenza e le angherie, senza protestare come un fato da accettare...
Una storia forte, triste che tratteggia con consapevolezza la violenza che subisce Marìa, talmente reale che sembra una delle tante donne vittime di violenza che leggiamo sui giornali. 

La scrittura dell'autrice Nadia Fusini è perfetta, ci pone davanti alla protagonista e ne scandaglia in modo preciso e attento tutte le reazioni psicologiche che portano una donna ad arrivare a comprendere che di fronte al male della violenza di un uomo non ci sono molte soluzioni. La voce narrante ci aiuta a comprendere l'animo innocente di questa donna. 

Un romanzo da leggere per la caratterizzazione del personaggio di Marìa e per la bravura nell'aver affrontato questo tema delicato in maniera così realistica che ci sembra di essere all'interno di quel commissariato ad ascoltare anche noi la confessione di Marìa, impotenti, ma consapevoli di quanto sia dura per lei uscire da quella spirale di violenza di cui è stata vittima.

SCHEDA LIBRO
Titolo: Marìa
Autrice: Nadia Fusini
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 130
SINOSSI
«Sono venuta a confessare un delitto».  È una creatura docile e gentile a proferire questa frase terrificante. Si chiama María, ha la fissità di una statua e negli occhi una luce ardente, la stessa dell’isola da cui proviene. L’agente di polizia che in Questura redige la confessione, pur intuendone la pericolosa ambiguità, resta ammaliato e desidera immediatamente conoscere ogni cosa di lei – forse perché, a volte, orientarsi nella vita di una donna significa per un uomo avvicinarsi con ostinazione a se stesso.

 Fra l’aspirazione al divino e la condanna di avere un corpo, María racconta la sua storia. E rievoca quando rinunciò a tutto per andare a vivere con quello che sarebbe diventato suo marito e insieme il suo carceriere: le loro notti di amore accanito e la vergogna del giorno dopo, la gabbia della gelosia e il miracolo della libertà che non si compie mai. Ammette di essere finita nel labirinto di una passione tanto ineluttabile quanto assassina. Adesso sta scappando, alla ricerca del suo unico figlio. 

Nadia Fusini, dopo aver prestato la voce a Virginia Woolf ed Emily Dickinson, Mary Shelley, Katherine Mansfield e Sylvia Plath, disegna una figura di donna che resterà a lungo nella mente del lettore. Con appassionata intensità e nitido rigore, ci guida nei tormenti di una storia d’amore in cui verità e menzogna si spartiscono quel niente che il destino lascia nelle mani degli uomini. E delle donne.

sabato 5 ottobre 2019

Un inaspettato benefattore di Adele Ross


Un inaspettato benefattore 
di 
Adele Ross

Un romanzo dai toni delicati, romantici ed ironici, scritto dall'amica autrice e blogger Adele Ross.

Scheda Libro
Titolo: Un inaspettato benefattore
Autore: Adele Ross
Casa Editrice: Amazon
Pagine: 376


Per l'acquisto cliccate l'immagine. Grazie.

Sinossi

Jerusha è un'orfana che a diciotto anni ancora vive in istituto perché nessuno ha mai voluto adottarla.
È intelligente e dotata di un talento fuori dal comune per la parola scritta. Da sempre sola, al contrario delle sue coetanee, non vede la vita 
attraverso un paio di lenti rosa e romantiche ma nel suo reale cinismo e disincanto che ha sviluppato in lei un'ironia pungente e una sagacia al vetriolo.
Ormai arresa a dover lasciare l'orfanotrofio per superati limiti di età 
si prepara ad abbandonare il suo sogno più grande: quello di diventare una brillante giornalista.
Ma il destino le riserva una sorpresa inaspettata... o meglio un inaspettato benefattore 
che, improvvisamente, decide di prendersi in carico lei e la sua istruzione. 
Un solo obbligo: una volta a settimana inviare al misterioso benefattore, attraverso un indirizzo sconosciuto, 
una lettera sotto forma di articolo giornalistico con i progressi scolatici ed educativi raggiunti.
Un solo limite: mai cercare di scoprire chi sia in realtà l'inaspettato benefattore di cui Jerusha non conosce nemmeno il nome.
Una proposta strana ma impossibile da rifiutare. Ben presto, però, le lettere di Jerusha, 
che avrebbero dovuto essere a cadenza settimanale, 
aumentano sia di numero che di intensità cominciando a narrare tutti gli aspetti della sua vita, oltre ai progressi scolastici. Un rapporto epistolare che dura mesi ma che è a senso unico. Jerusha scrive ma non riceve mai nemmeno un cenno di risposta.
Così una sera, poco lucida per la stanchezza e la febbre alta, 
la ragazza invia una lettera al suo benefattore 
dai toni accusatori e polemici oltre che pregna di tristezza e frustrazione.
Una lettera che, lei si aspetta, come tutte le precedenti non avrà mai una risposta.
Invece, inaspettatamente, una risposta arriva...

AVVISO AI LETTORI. Questo romanzo è un omaggio alla scrittrice Jean Webster e, anche se la vicenda è frutto della fantasia dell'autrice, è doveroso avvisare che il libro è una rivisitazione di uno dei grandi successi di questa scrittrice, precisamente la storia è liberamente tratta da Daddy-Long-Legs (conosciuto in Italia con il titolo di Papà Gambalunga) di cui l'autrice ha volutamente mantenuto i nomi delle persone, dei luoghi e delle istituzioni oltre all’idea originale della trama anche se riadattata e modificata.

lunedì 30 settembre 2019

Consigli d'autunno

Carissime lettrici e lettori
oggi vi consiglio qualche nuova uscita tra le varie case editrici, prendete nota e se volete acquistateli direttamente dal blog...non posso che ringraziarvi anticipatamente.
Buone novità a tutti/e.

Il nuovo romanzo di Carla Maria Russo, autrice che trasmette emozioni attraverso le figure femminili vere e forti, come sanno essere le donne.

Il sequel del Racconto dell'Ancella, l'autrice dirà quale sarà il destino di Offred!

L'ultimo romanzo di Federica Bosco, la vita non rispetta mai le nostre previsioni e ci mette di fronte a scelte sbagliate...

Anna Vinci ci parla di Cosa Nostra attraverso la testimonianza di Gaspare Mutolo, braccio destro di Riina.

Un romanzo verità, scritto dall'autrice per spiegare il suo internamento forzato in una casa di riposo.

La scrittura precisa ed attenta di Michela Murgia che ci racconta storie di donne forte e "scomode".

Il nuovo romanzo di Erri De Luca, ambientato in un'aula di tribunale che vede il protagonista del romanzo impegnato a far comprendere la sua innocenza.

Per le mie lettrici romantiche consiglio l'ultimo di Anna Premoli


Buona lettura a tutti/e


venerdì 27 settembre 2019

L'isola scomparsa di Patrizia Lo Bue




L'ISOLA SCOMPARSA
DI 
PATRIZIA LO BUE
recensione di
Maria Lucia Ferlisi


Erano circa le nove e trenta quando un brontolio cupo che sembrava avesse origine nelle profondità  del sottosuolo, svegliò molte persone che già dormivano, mentre la terra iniziò a tremare e a scuotere tutto.
Siso ha solo 12 e vive a Sciacca,  piccolo paese affacciato sul mare,  insieme con gli altri abitanti, quasi tutti pescatori sta assistendo ad un evento naturale che nessuno sa spiegare. Ed è proprio  da questo evento che nasce in Siso la voglia di continuare a studiare, vuole capire e comprendere come avvengono certi fenomeni...
 Un giorno capirò tutto questo, e studierò la natura, visiterò posti lontani – diceva estasiato Siso, con gli occhi che gli brillavano

Un racconto breve scritto da Patrizia Lo Bue piacevole da leggere che ci mette in mostra la meraviglia  della natura contrapposta alla meraviglia di chi l'osserva con il candore e lo stupore tipico dell'adolescenza. Un racconto che nasce  dall'interesse dell'autrice su questa isola "Ferdinandèa" che nel 1831 emerse tra le coste di Sciacca e Pantelleria. con la figura di Siso l'autrice ci riporta indietro nel passato tra immaginazione e realtà


Scheda libro
Autore: Lo Bue Patrizia
Titolo: L'isola scomparsa
Casa Editrice:  Elison Publishing 

Per chi vuole saperne di più sul vulcano clicchi sul link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_Ferdinandea

            Sinossi
Anno1831. Al largo di Sciacca, cittadina affacciata sul Mediterraneo, emerge un isolotto, la bocca di un grande vulcano sottomarino in attività eruttiva, nominato in seguito Isola Ferdinandéa. Il fenomeno spettacolare, preceduto da fenomeni sismici, risveglia nei cittadini, che assistono sconvolti, paure ancestrali e memorie secolari di punizioni divine per i peccati commessi, ma richiama anche l’attenzione di studiosi, ai primi passi delle indagini scientifiche di tali manifestazioni. Non poteva mancare anche una disputa diplomatica tra le potenze europee, sempre in cerca di affermare il loro impero coloniale e un potere sempre più grande nel Mare Mediterraneo.Il grandioso avvenimento scatena in Siso, uno straordinario ragazzino del luogo, il desiderio e l’interesse di capire il fenomeno di cui è stato spettatore, ormai deciso a dare risposte e spiegazioni scientifiche verso ciò che che appare oscuro e spaventoso. Tale decisione modifica anche il corso della sua vita e lo porta a studiare e a dedicarsi con passione alla ricerca scientifica, rinunciando con dolore ad un nascente e tenero amore verso la dolce Rosaria che pur ricambiandolo, lo lascia andare via. 

mercoledì 25 settembre 2019

CHRISTOPHER LEGRADY APOCALISSE, 2000 ANNI DOPO

CHRISTOPHER LEGRADY
APOCALISSE, 2000 ANNI DOPO
Il mondo come lo conosceva era giunto alla fine.
Sì, la loro specie sarebbe sopravvissuta, ma si chiese se ne valesse la pena.
Siamo in un futuro  apocalittico dove il mondo è ancora diviso in due e si continua a lottare per paura dell'altro, uomini contro uomini, potenti senza scrupoli contro chi lotta per sopravvivere e restare in quel mondo senza annullare gli altri, in un sogno ipotetico di convivenza tra popoli
«Per l’ennesima volta Max, io ti capisco. Vorrei fare qualcosa, ma se facciamo questo, andiamo contro ciò che siamo, contro il nostro modo di essere. Noi lottiamo solo per sopravvivere».

Da una parte ci sono nove stati con nove sindaci nelle città nuove rifondate negli stati uniti, dall'altra parte ci sono sommersi nell'oscurità diversi gruppi che cercano di resistere contro la caccia spietata condotta contro loro con un esercito robotico.

Gli altri esseri sono tanti, Cinerei, Erborei, Acquatici e Nocturni, e resistono e lottano e rimediano tante vittorie, tali da preoccupare i vari sindaci,  costretti a richiamare il generale Mckenzie, noto distruttore senza pietà, forse.
I cinerei come lui, li distruggevano subendo poche ferite o nessuna, anche se ogni tanto ricevevano qualche colpo grave quando i nemici erano numerosi. Gli acquatici erano un po’ meno forti e avevano qualche difficoltà in più, ma riuscivano comunque a distruggere gli avversari. La loro arma segreta erano le mascelle e i denti. Quando ne facevano uso per strappare parti del corpo erano micidiali.
In fine c’erano gli erborei. Non erano forti, non sapevano volare e non avevano delle potenti mascelle, ma erano lo stesso pericolosi. Sfruttando la loro capacità di far crescere le piante a loro piacimento, appoggiavano le mani a terra e facevano spuntare tralci e radici dei generi più svariati che stritolavano i robot o li rallentavano permettendo agli altri di finirli. Inoltre potevano far crescere le piante su se stessi. Era forse la loro caratteristica più bizzarra e nemmeno essi stessi comprendevano appieno tale capacità, ma sapevano usarla bene.
Raech, Ashlee, Max, Jessie, Tommy, Cloe e Sarah sono tra i membri di quest'oscurità che lottano costantemente contro i Robot inviati per distruggerli, ma lo loro intelligenza umana, sottovalutata, risulta sempre vincente. 

Ma un nuovo pericolo sta per abbattersi su di loro, i primi a farne le spese sono gli erborei, i meno forti, il loro villaggio è il primo a cadere, e l'unica sopravvissuta racconto di nuovi robot, e l'uso del fuoco per decimarli.
«Tutto ha cominciato a esploderci intorno, tutte le case, gli alberi, tutto esplodeva e bruciava, c’erano grida ovunque. E lì, dove dovevano esserci i bambini..» cominciò a singhiozzare. «C’erano solo corpi, legna e terra in una massa confusa che bruciava».
Sono costretti ad abbandonare i loro villaggi, e spostarsi a sud, perché il nemico giunge dal nord e si preannuncia feroce e distruttivo.Il gruppo di soldati è capitanato da un veterano degli scontri contro "gli ostili": Rey Johnson, conosce alla perfezione il nemico, i loro punti forte di cui il viso ne porta le cicatrici e i loro punti deboli, gli occhi e la bocca, i punti dove devono essere colpiti.

L'esercito si prepara alla guerra quella che si preannuncia definitiva per l'estirpazione degli ostili. Quale sarà il risultato di questo scontro, chi vincerà? Chi sarà a restare come l'unico popolo abitante su questa terra?
Non ci resta che leggere il romanzo di Christopher Legrady.

Premetto che non amo leggere i romanzi distopici e affini come genere. 

Tuttavia devo riconoscere che il romanzo fantapolitico di Christopher Legrady ti prende da subito, sarà la scrittura chiara, precisa e descrittiva nei vari particolari che mette in moto la fantasia e le pagine volano veloci nella lettura del suo romanzo. 

La trama è condotta bene sia nel ritmo che nella successione degli eventi, ed i personaggi ben descritti. 
L'autore è alla prima prova e devo dire che l'ha superata molto bene!

SCHEDA LIBRO
Titolo: Apocalisse, 2000 anni dopo
Autore:CHRISTOPHER LEGRADY
Casa Editrice:Europa Edizioni
Pagine:598



SINOSSI
Il cielo è limpido e luminoso, Raech ed Ashlee della specie dei cinerei, stanno volando sopra la foresta. L'improvvisa carenza di animali e la scoperta di un attacco degli umani a un loro villaggio, li mette in allarme. Forti e impavidi decideranno insieme ad altri cinque amici di specie diverse di scoprire cosa sta succedendo. Raech, Ashlee, Jessie, Elizabeth, Tommy, Max e Sarah scopriranno villaggi distrutti e nuovi robot creati dagli umani. Lotteranno contro belve feroci. L'autore ci trasporta in un mondo straziato a metà: da un lato la foresta verde e lussureggiante abitata dai cinerei, dagli erborei, dagli acquatici e dai nocturni e dall'altro la foresta di pietra e metallo degli umani. Un romanzo di genere, un viaggio alla scoperta di se stessi, oscuro e rivelatore. Un'opera visionaria in cui si affronta soprattutto un grande tema: la paura dell'altro, del diverso. "Si chiese come facessero gli umani a vivere isolandosi dal mondo in quel modo: allontanavano tutto e tutti con la violenza, per poi barricarsi dietro a quelle alte mura. L'unica cosa per cui c'era spazio erano essi stessi."

martedì 24 settembre 2019

EXITUS DI SALVATORE ENRICO ANSELMI


Un altro giovane autore si è rivolto alla lettrice di carta per segnalare il romanzo: Salvatore Enrico Anselmi.

Il titolo del libro: EXITUS, un romanzo storico ed introspettivo, vi consiglio di leggere bene la sinossi e la biografia dell'autore.

Se notate è uno storico dell'arte ed appassionato di storia, quindi non correte il rischio di trovare delle incongruenze temporali nel suo lavoro! 


EXITUS
DI 
SALVATORE ENRICO ANSELMI






Exitus, la svolta, la virata degli eventi verso una direzione imprevista. Un rapido riassestarsi della condizione dei personaggi, un mutare del loro controllo sulla propria vita. Secondo un tenace ordine sotteso, si sovrappongono gli intrecci di una trilogia in cui emergono chiaroscuri che si fanno elementi unificatori delle vicende tratteggiate. Ne sono protagonisti uomini grandi e miseri – alle prese con la loro gracilità etica, i loro conflitti interiori, le macerazioni del cuore – le cui storie sono accomunate da unexitus, da un epilogo che diviene anche spiraglio e viatico per un repentino, non annunciato, approdo.


Salvatore Enrico Anselmi, storico e critico d’arte, alle attività di ricerca affianca la scrittura, con particolare dedizione per la narrativa d’introspezione. Alcuni dei suoi racconti e testi poetici sono stati pubblicati in Rapsodia. A magazine of art and literature. Cura inoltre la rubrica “Marginalia - cascami d’arte e letteratura” per Yawp: giornale di letterature e filosofie.

lunedì 23 settembre 2019

Un posto sicuro di Cristiano Pedrini



Carissimi amici ed amiche ecco un amico scrittore  che sin dall'inizio  ha scelto il mio blog per presentare i suoi romanzi.

Questa volta si presenta con un romanzo storico e sociale dove primeggia lo scontro tra due classi sociali contrapposte, non l'ho ancora letto ma mi fido della sua firma!


Un posto sicuro di Cristiano Pedrini

TITOLO: Un posto sicuro
 AUTORE: Cristiano Pedrini
 EDITORE: Queen Edizioni
 GENERE: Romanzo storico
 PREZZO: e-book € 1,99 cartaceo € 9,90
 PAGINE: 280

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SINOSSI

Inghilterra 1863, nobiltà e povertà sono separate da un nettissimo e chiaro confine.

Il nobile Terence Arundell gestisce, suo malgrado, il grande opificio di famiglia, ereditiere di una ricchezza che tuttavia non gli inaridisce il cuore. Ben presto, infatti, Terence si rende conto di poter fare del bene con tutto quello che ha e il destino pone sul suo cammino Jamie, giovanissimo orfano destinato a essere venduto in un bordello.

Grazie all’aiuto di Edward, suo fedele maggiordomo, Terence ospita il tredicenne nella sua magione e ben presto il ragazzino impetuoso e sarcastico lo metterà a dura prova.
Per Jamie trovarsi immerso nella splendida cornice di Trerice Manor significherà avere ogni giorno davanti agli occhi una classe sociale alla quale non appartiene, che non lo vuole, ma che soprattutto gli ha sempre fatto del male. Sarà difficile confrontarsi, comprendersi e accettarsi per il nobile e il ragazzino. 

Nonostante ciò, i due si affezioneranno l’uno all’altro, legati da qualcosa di più grande che non è solo accettazione delle diversità, ma anche umano affetto e la ricerca di qualcosa che li renda completi, come individui e come uomini, sullo sfondo di una società che avanza rapidamente verso il progresso.


BIOGRAFIA AUTORE
Cristiano Pedrini bibliotecario dal 1998 nella provincia di Bergamo, giornalista pubblicista. Dopo numerose  esperienze nel campo del volontariato sociale e culturale, è stato direttore artistico della Fiera del Libro dell’Isola  Bergamasca dal 2006 al 2010 e del Cineteatro “Giuseppe Verdi” dal 2006 ad oggi.
I primi ricordi sul “piacere dello scrivere” appartengono alla scuola elementare dove attendeva con impazienza l’ora del tema in classe! Dopo una lunga pausa nell'estate del 2014 ha riscoperto, intatta la passione dello scrivere ritrovando se  stesso.
Ha pubblicato Klein Blue (Aletheia Editore), Le regole di Hibiki (Fdbooks), L’ombra del principe (Triskell) e diversi  altri titoli pubblicati in Self.

venerdì 20 settembre 2019

Concorso Nazionale di Poesia a tema libero “Fiori d’Inverno”.

Amiche ed amici poeti
ecco per voi un concorso ad hoc, tirate fuori dal cassetto le vostre poesie migliori e partecipate...Un grande in bocca alla penna a tutt* voi.



Concorso Nazionale di Poesia a tema libero “Fiori d’Inverno”
REGOLAMENTO
1)    Ciascun concorrente potrà partecipare con un massimo di 3 poesie in lingua italiana, di lunghezza non superiore a 30 versi.   Saranno accettate, a pari titolo, opere inedite o già pubblicate e/o presentate con qualsiasi risultato presso altri premi letterari (a eccezione, naturalmente, di quelle presentate nelle precedenti edizioni di questo Concorso).
2)    Ciascuna poesia dovrà essere dattiloscritta in 5 copie, non spillate insieme, e una sola di tali copie dovrà recare in calce i dati dell’Autore (Cognome, Nome, indirizzo completo e n° telefonico completo di prefisso; per poter comunicare tempestivamente l’esito del concorso, è gradito l’eventuale indirizzo e-mail );  il concorrente dovrà anche indicare la propria data di nascita qualora intenda competere nella Sezione Giovani Autori (v. Articolo 6) o desideri concorrere anche all’assegnazione dei premi speciali della Giuria e dell’Organizzazione.
3)  Gli elaborati dovranno essere spediti all’Associazione Culturale “Dobrá Voda” – presso Ditta LOMI – via dell’Indipendenza, 15 – 57126 Livorno entro e non oltre sabato 28 settembre 2019(farà fede il timbro postale).   Per facilitare il lavoro della Segreteria del Premio, ringraziando anticipatamente per la cortese collaborazione, si prega di inviare il proprio materiale senza attendere l’imminenza della data di scadenza.
La quota di partecipazione – a titolo di contributo alle spese organizzative – è fissata in € 15,00 (Euro quindici/centesimi zero), indipendentemente dal numero di opere inviate.
La somma relativa alla quota di partecipazione dovrà essere corrisposta a mezzo assegno non trasferibile di conto corrente bancario o assegno circolare N.T. intestato a Associazione Culturale DOBRA VODA Livorno, da inviarsi nella busta con gli elaborati, oppure a mezzo bonifico bancario intestato a: Associazione Culturale DOBRA VODA Livorno (IBAN: IT65 I050 3413 9010 0000 0001 429).   In caso di versamento a mezzo bonifico, unire agli elaborati una fotocopia della ricevuta.   Si raccomanda di non aggiungere altre indicazioni all’intestazione indicata.
4)  Allo scopo di incoraggiare l’interesse dei giovani per l’arte, la quota di partecipazione per coloro che concorreranno nella sezione Giovani Autori (v. Articolo 6)  è ridotta a € 10,00 (Euro dieci/centesimi zero). I concorrenti residenti all’estero saranno considerati nostri Invitati e quindi la loro quota di partecipazione sarà offerta da questa Organizzazione (per l’invio delle opere, preghiamo contattarci a mezzo e-mail – v. Articolo 10 ).
5)  Il giudizio della Giuria che sarà preposta all’elaborazione delle graduatorie di merito è inappellabile.
Ciascun partecipante riceverà copia del verbale redatto dalla Giuria, contenente l’elenco dei componenti la stessa e la graduatoria dei premiati.
Tutti i concorrenti sono, fin da ora, calorosamente invitati a partecipare alla cerimonia dellapremiazione, che si svolgerà sabato 16 novembre alle ore 17.00 presso la Sala – g.c. – al primo piano interno della Libreria “la Feltrinelli” – Livorno  via Di Franco, 12 – nel centro storico, traversa di via Cairoli (tra piazza Cavour e piazza Grande).
6)  La Giuria selezionerà i concorrenti e le opere ammessi alla finale;  quindi delibererà una Classifica Generale dei partecipanti e una Classifica Giovani Autori, riservata ai concorrenti di età inferiore a 20 anni compiuti (nati dal 16/11/1999);  i concorrenti premiati nella Sezione Giovani Autori dovranno presentare, in occasione della premiazione (v. Articolo 7), un documento di identità valido.
Saranno assegnati premi (coppe e targhe personalizzate, con attestato) dal 1° al 10° qualificato nella classifica generale e dal 1° al 5° qualificato nella classifica Giovani Autori, nonché (targa personalizzata con attestato) agli Autori Segnalati;  la Giuria e gli Organizzatori si riservano la facoltà di assegnare ulteriori riconoscimenti, secondo criteri che essi riterranno opportuno fissare.
7)  I premi saranno consegnati ai vincitori – direttamente o per mezzo di persona delegata per scritto dall’interessato – durante la cerimonia della premiazione.   E’ possibile richiedere la spedizione del premio al proprio domicilio, dietro pagamento della somma corrispondente alle spese di spedizione, entro e non oltre dieci giorni dalla data della premiazione (farà fede il timbro postale);  non saranno eseguite spedizioni in contrassegno.
I premi non ritirati e/o non reclamati entro il termine stabilito diverranno disponibili per l’Associazione organizzatrice.
8)  L’atto dell’iscrizione al Concorso costituisce, de facto e incondizionatamente, accettazione del presente Regolamento, nonché autorizzazione al trattamento (ex D.Lgs. n°196/2003) dei dati personali comunicati.  A quest’ultimo proposito, l’Associazione organizzatrice dichiara (ai sensi dell’art. 13 del citato D.Lgs.) che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato alla gestione del premio, nonché all’invio dei bandi delle edizioni successive e di comunicazioni relative ad analoghe iniziative culturali;  dichiara inoltre che (ai sensi dell’art. 7) l’autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l’aggiornamento dei propri dati mediante comunicazione scritta alla Presidenza dell’Associazione.
9)  Ciascun Autore è responsabile ad ogni titolo del contenuto dei propri elaborati.
Il materiale inviato non verrà restituito, ma distrutto dall’Organizzazione a fine concorso.
L’inosservanza delle norme che compongono il presente Regolamento comporta l’esclusione dal Concorso e – in tal caso – il materiale inviato sarà distrutto, senza niente dovere.
10) Per contattare l’Organizzazione – per qualsiasi informazione sul presente Concorso – è possibile telefonare al n° 340/9381787 (dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19.30) o inviare una mail adobravodaliv@gmail.com.

martedì 17 settembre 2019

Gli occhi invisibili del destino di Silvia Casini


Gli occhi invisibili del destino
di
Silvia Casini



La magica scrittura di Silvia Casini si snoda tra misteri, morti, sospetti e intrighi sotto il cielo fatato e fatale di Roma in un libro che evoca atmosfere esoteriche alla Dan Brown (Angeli e Demoni) impreziosendole con la ricerca dell'unica fonte universale di salvezza: l'amore con la A maiuscola.
(Giancarlo Caselli, editore della Golem Edizioni)

Eilis Rush ha occhi molto particolari: verdi, striati di grigio, giallo e blu notte, ma soprattutto nascondono un segreto. Lei è una giovane studentessa diciassettenne che, dopo un incidente automobilistico, dove i suoi genitori hanno perso la vita, dall’America è venuta a vivere a Roma. Va a stare da sua zia Clara che gestisce il negozio esoterico “Filincanto”.

Eilis ha un’amnesia parziale a causa del trauma subito e non riesce a ricordare molti dettagli del suo passato, in compenso ha strane e inquietanti percezioni, così sua zia la porta da uno psichiatra. In sala d’attesa, Eilis legge su un giornale che a piazza Barberini, nella fontana del Tritone, è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Inizia così una strana e straordinaria avventura che la vede collaborare con Luca Marra, giovane poliziotto, per scoprire cosa si cela dietro una misteriosa serie di delitti dalle connotazioni esoteriche e, al tempo stesso, conoscere la verità sulla propria storia, sulla morte dei suoi genitori, sulle sue strane visioni e, magari, imbattersi nell’amore. Vero.

Biografia dell'autrice

Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, Silvia Casini ha ricoperto il ruolo di project manager presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini di Gillo Pontecorvo e Sandro Silvestri. Si è occupata di relazioni internazionali e della promozione dei film italiani all’estero. In seguito,si è specializzata in marketing strategico e ha iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv nel settore del product placement e del co-marketing. Attualmente è consulente per Echo Group s.r.l. nell’ambito del product placement, del co-marketing e del media scouting. Negli anni, ha collaborato con diverse testate giornalistiche e siti web, come Youmovies.it, DirettaNews.it, CheDonna.it, UniversoMamma.it, PianetaDonna.it, Girlpower.it, PianetaMamma.it, Tevere Notizie, Empire Magazine Italia, Vox Roma, Pink Italia Magazine, ecc. Ha pubblicato Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno (Edda Edizioni), L’appendifiabe(Nadia Camandona editore), Tutto in una notte (Libro/mania - DEeAgostini/Newton Compton), Di magia e di vento (Antonio Tombolini editore), Il gusto speziato dell'amore(Leggereditore), L'astro narrante (Fanucci) e Gli occhi invisibili del destino (Golem edizioni). Ha fondato Upside Down Magazine assieme a un gruppo di scrittrici italiane, dove si occupa di recensioni filmiche e letterarie.

sabato 14 settembre 2019

Omaggio a Vasco Corradelli

Omaggio a Vasco Corradelli
a cura di Gianfranco Ferlisi


inaugurazione 
sabato 14 settembre 2019, alle ore 18:00
Casa del Mantegna via Acerbi 47, Mantova  
Ingresso Libero
Orari:
da mercoledì a domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19


La Casa del Mantegna propone dal 14 settembre al 13 ottobre 2019 un importante e completo percorso attraverso le opere di Vasco Corradelli, artista di San Benedetto Po, "pittore fra i più veri e fertili del secondo dopoguerra mantovano", come lo definisce il curatore in un ricco saggio critico che accompagna il catalogo. L'itinerario della mostra si snoda nelle Quattro stagioni dell'opera creativa di Corradelli, in una felice e inaspettata incursione nelle vicende e nell'evoluzione artistica di questo pittore mantovano, di cui si scopriranno non solo "la ricerca di forme e tematiche legate all'universo dell'arte, ma anche le scelte umili e antiche della tradizione e del rinnovamento, i sogni e la forza della poesia e della letteratura."
Le quattro stagioni di Vasco Corradelli partono da Roma, dove il giovanissimo artista studia all'Accademia di Belle Arti, frequentando "la meglio gioventù" e sperimentando, in una sorta di iniziale realismo del quotidiano, una materia pittorica densa e tormentata. Le sue esperienze giovanili sono interrotte dalla chiamata alle armi e da dodici lunghi anni di trasferte militari finché, nel tardo 1944, si ritrova, finalmente libero, ancora a Roma, a riprendere l'attività pittorica. È il periodo in cui, nelle opere di Corradelli, la semplicità e l'armonia della tradizione classica appaiono reinventate, come in una risposta alle difficoltà dei tempi: luce, colori, penetrazione psicologica, paesaggio prendono vita, la dimensione estetica si associa a quella dell'interiorità e dell'originalità.
Poi, nel 1946, Corradelli torna da Roma alla sua casa di San Benedetto Po, dove ritrova una grande famiglia artistica, una sorta di cenacolo padano, fervido dei dibattiti dei suoi protagonisti, da Antonio Ruggero Giorgi a Umberto Bellintani, da Giovanni Bernardelli a Ermanno Pittigliani, da Giuseppe Gorni a Lanfranco. Ora per Corradelli la vita e la pittura cambiano: l' immagine tende ad illudere e alludere, andando oltre  il margine che intercorre tra la realtà e la rappresentazione e la sua pittura sembra volersi sottrarre alle categorie di più facile comprensibilità, procurando uno smarrimento interpretativo da parte dello spettatore. La sua declinazione artistica resta comunque lontana da ogni tentativo di neo impressionismo: si dedica all'interpretazione della natura e del paesaggio come un'espressione culturale, in cui si trasferisce visivamente una intera comunità, esaltazione della bellezza e della fatica del vivere. Tra pittura e pensiero i soggetti dell'artista cominciano a parlare anche il linguaggio delle inquietudini e del dolore, e Corradelli scopre la possibilità di esprimersi attraverso la dimensione fantastico - onirica, intesse un dialogo con i grandi personaggi della poesia, da Leopardi a Garcia Lorca. Il nuovo linguaggio che emerge è carico di visionarietà, capace di dare forma a uno sconcertante disagio emotivo, mutano, rapidamente, forme e colori. È ben testimoniata in mostra la grazia sospesa e manierata e l'angoscia espressiva di quella intensa stagione.

Negli anni '70 l'opera di Vasco, tecnicamente sempre più maturo, oltrepassava provincialismo e le secche strapaesane della cultura locale. Colature liquide, semplificazione delle forme, inediti usi del colore, espressionistici stupori: tutti strumenti, legati ad interrogativi sull'inutilità del bipolarismo figurazione/astrazione, che gli fanno scoprire ricerche importanti. È in questo speciale sentire che affonda l'iconografia dei suoi Cristi e delle sue Madonne(del 1970 è la Madonna Vergine Maria), con cui Corradelli riesce a varcare le consuetudini del ritratto, come bene si osserva in mostra.
Ed è ormai tempo di un nuovo ciclo di opere, quelle della festa della mietitura di cui, in mostra, si trova una significativa selezione. È un tema antico in cui il pittore può coniugare la dorata materia del frumento, il profilo del paesaggio all'orizzonte e il dialogo dei contadini con la fertilità della terra, come se cercasse di calarsi nella concretezza di una ritualità contadina
Nell'ultima sezione la materia appare più che mai una pittura intrisa di luce. L'artista sembra ora incantarsi ad ogni colpo di spatola, cercando costantemente di carpire il disegno delle forme, i toni e le trasparenze della luce attraverso gli impasti che raggruma sulla tela: qui non c'è posto per un linguaggio che non sia quello legato alle solide fondamenta figurative. Lo sguardo dell'artista si lascia sedurre, tra cielo, terra, acqua e vita, dall'affiorare dei ricordi.
Tutte le opere in mostra disegnano dunque, finalmente con completezza, il mondo espressivo di un artista a cui la critica ha dedicato finora scarse occasioni espositive: la Casa del Mantegna, coadiuvata da un impegno encomiabile del Comune di San Benedetto, colma ora con questo "Omaggio a Corradelli" un deplorevole quasi - silenzio. 

Nota: Il contenuto riportato è un invito ricevuto per la diffusione di questa interessante mostra.

BIOGRAFIA

Vasco Corradelli nasce il 10/ 07/1912 a San Benedetto Po (MN). Sin da giovanissimo dimostra una passione precoce per la pittura e il disegno. Le sue prime opere che raffigurano i paesaggi del Po sono infatti testimonianza di un grande talento e vengono eseguite tra gli 8e i 13 anni. Nel 1929/30,viene mandato dai suoi genitori a Roma presso dei parenti dove frequenterà l’accademia di belle arti. In questo periodo approfondisce soprattutto lo studio della figura,oltre ad accostare in forma professionale la pittura. Dal 1932 parte militare,deve quindi abbandonare gli studi presso l’accademia. Terminato il militare si susseguono purtroppo periodi poco felici, poiché viene più volte richiamato, prima per la guerra in Iugoslavia, successivamente verrà mandato in Libia per la guerra d’Africa e alla fine dal 1940 sarà impegnato in Sicilia nella Seconda Guerra Mondiale. Vasco Corradelli viene fatto prigioniero dall’esercito Americano in Sicilia nel 1943;con gli alleati risale tutta l’Italia meridionale mentre i Tedeschi si ritirano. Durante questo periodo di prigionia allaccia rapporti di amicizia con diversi militari e graduati del battaglione, specialmente con gli italoamericani, che quando si rendono conto del suo talento nell’arte della pittura non gli fanno mai mancare: tele, pennelli, e tubetti di colore in buona quantità. Lo invitano persino ad andare in America con loro, ma lui aveva in mente la sua terra, la pianura del Po; non avrebbe mai accettato di starne lontano per sempre. Si fa stimare ed apprezzare tanto che viene lodato su un giornale degli Stati Uniti, per i numerosi ritratti fatti a militari americani e ai loro cari, che Corradelli ritraeva dalle fotografie che essi molto gentilmente sottoponevano alla sua attenzione. Quando Roma è liberata nel Giugno del 1944 egli viene rilasciato in città, dove si ferma ospite presso dei parenti per quasi due anni. In quel periodo trova lavoro in un laboratorio di restauro e frequenta una scuola d’arte privata. Partecipa alla mostra di pittura e restauro presso la sede dell’Ordine dei Cavalieri di Malta della città di Roma, dove riscuote lusinghieri consensi e risulta premiato per la sua opera. In questo periodo si sposa a Roma con Adriana Litta, quindi ritorna a San Benedetto Po nel Maggio del 1946. Le difficoltà che il destino gli ha riservato come i 13 anni di vita, proprio i migliori, quelli della gioventù, sacrificati a causa delle guerre, in seguito la necessità di dedicarsi ad un’occupazione che gli permettesse di mantenere la famiglia, ( non poteva certo farlo con la pittura) lo hanno costretto a lunghi periodi di inattività artistica, tuttavia la sua grande passione per la pittura non si è mai spenta, appena la situazione lo ha consentito egli ha sempre ripreso il filo di quel suo intimo discorso con la pittura e l’ arte e lo ha continuato a modo suo sino alla fine dei suoi giorni, con estrema coerenza e sincerità. Guardava con grande ammirazione ai grandi pittori di quel epoca e del passato, come Picasso, Dalì, Wan Gogh, Caravaggio, Michelangelo e altri ancora. 

Amava molto il nostro grande fiume, con le sue golene, le sue lanche le sue spiagge, i boschi i campi di grano e gli animali che vi si trovano. Si recava spesso in questi luoghi dove vi praticava anche la caccia,tema che troviamo in alcuni dei suoi quadri, ma soprattutto vi si recava per il piacere che gli dava solo il contemplare tutto ciò che fa parte di questo ambiente. La caccia che praticava con lunghe camminate lungo le rive del Po, per lui diventava soprattutto un momento di piacevole contemplazione di tutto il paesaggio del grande fiume, tanto che molte volte in queste occasioni si soffermava a disegnare schizzi di paesaggi del Po, che hanno in seguito dato origine a diversi quadri. Vasco Corradelli conosceva e frequentava con amicizia vari artisti quali il maestro Antonio Ruggero Giorgi, il pittore Giovanni Bernardelli, il poeta Umberto Bellintani, il pittore Ermanno Pittigliani, il pittore e scultore Giuseppe Gorni, con i quali si erano creati rapporti di reciproca stima e apprezzamento. Hanno infatti parlato di lui con accenti critici positivi, il maestro Antonio Ruggero Giorgi, il poeta Umberto Bellintani e altri tra questi personaggi del mondo dell’ arte sanbenedettina mantovana e italiana. ( Le memorie ci riportano che in occasione di una mostra in paese,il poeta Bellintani aveva manifestato grande apprezzamento e ammirazione per il quadro 
”Ritratto di ragazzo” del 1944, che gli piaceva particolarmente diceva lui; per l’espressività del soggetto , la bellezza dei toni usati e per la scioltezza della pennellata!). 

Dal 1985 per ragioni di lavoro, Corradelli con la famiglia si trasferisce a Grazie di Curtatone. A San Benedetto è artista stimato tanto che,dal 23 Dicembre al 6 gennaio 1991 l’Assessorato alla Cultura del Comune di San Benedetto Po promuove una nuova mostra personale allestita nel Chiostro dei Secolari. Muore a Mantova il 13 Agosto 1993. Aveva ultimato solo da pochi mesi tre splendide nature morte con paesaggio, un soggetto che da tanti anni non era più presente nel suo repertorio.