martedì 18 giugno 2024

La donna che odiava i corsetti DI ELEONORA D'ERRICO


La donna che odiava  i corsetti
                        di 
             Eleonora D'Errico
Impressioni di Maria Lucia Ferlisi

Rosa Genoni nasce in Valtellina il 16 giugno del 1867, la famiglia è poverissima e la madre è impegnata nelle continue gravidanze, pertanto all'etàdi 10 anni viene mandata a Milano, dalla zia sarta, a lavorare in una sartoria come "piscinina". Impara ben presto i rudimenti delle sarte e contemporaneamente si iscrive a una scuola serale per conseguire la licenza elementare.

Fin da ragazzina s'interessa ai problemi sociali delle lavoratrici, entra in contatto con Anna Maria Mozzoni e anna Kuliscioff e si unisce alle loro battaglie nella lega promotrice degli interessi femminili.
Nel frattempo la sua capacità sartoriale aumenta e riesce ad entrare in una delle più prestigiose sartorie di Milano Haradt e Fils.

Ma le sue idee socialiste e umanitarie la portano ad un congresso a Parigi, come traduttrice, visto il suo francese perfetto. Capisce che se vuole diventare una sarta rinomata deve restare a Parigi e inizia a lavorare per una delle case sartoriali più importanti della città parigina Charles Worth.
L'amore per Milano dopo qualche anno la riporta indietro, dove cercherà di imporre uno stile tutto suo, contro l'imperante uso dei "corsetti" e della moda francese.

Non manca anche l'amore nella sua vita, l'avvocato Podreider, da cui ha una figlia Fanny, ma che può sposare solo alla morte della madre di lui. 
Alla fine riuscirà a creare un fantastico abito, senza corsetti e......

Avevo già conosciuto la storia di Rosa Genoni in un incontro al Festivaleletteraura di Mantova, qualche anno fa. Eravamo in pochi, la saletta piccola ci aveva dato modo di sentire la voce della nipote che stava cercando di rivalutare questa granade donna che ha creato uno stile Made in Italy, ha fondato una scuola, in cui lei stessa insegnava, e cercava di offrire non solo le capacità di imparare un mestiere ma anche una cultura.

Una donna che ha lottato per le donne e per la moda italiana.

Il romanzo di Eleonora D'Errico narra in modo scorrevole e fluido la storia della sarta Rosa Genoni, le cinquecento pagine scivolano veloci  e il lettore si ritrova a terminare il romanzo in un batter d'occhio.

La scrittura corre veloce insieme con la trama di questa donna energica e battagliera e la sua vita v'incanterà. 
una  vita al suo lavoro, alla voglia di aiutare le altre donne, consapevole delle condizioni precarie in cui vivevano e che lei aveva provato, conosceva la povertà.

L'autrice è riuscita a confezionare un romanzo perfetto ed  equilibrato nella parte romanzata e in quella storica, rende la protagonista un'eroina, perché lo è stata anche se il mondo degli uomini l'ha soffocata.

Oggi Eleonora  D'Errico ci presenta Rosa Genoni nella potenza rivoluzionaria del  ruolo che ha avuto e il suo meraviglioso abito, riportato in copertina, è l'espressione della potenza della moda italiana.

Fa conoscere la storia di questa donna che possiamo definire senza ombra di dubbio una portavoce del femminismo italiano.

Averla portata fuori dall'oblio è stato un atto splendido della nipote di Rosa Genoni e dell'autrice, anche lei si è innamorata della forza travolgente di Rosa.

A noi non  resta che leggere il  romanzo e essere orgogliose di questa piccola "piscinina" che ha reso grande la sartoria italiana nei primi passi.

Buona lettura

Valutazione: 💛💛💛💛💛+++++


SCHEDA LIBRO

AUTORE: ELEONORA D'ERRICO
TITOLO: LA DONNA CHE ODIAVA I CORSETTI
CASA EDITRICE: RIZZOLI
PAGINE: 544

TRAMA
La storia di Rosa Genoni, la donna che rivoluzionò la moda e inventò il Made in Italy. Rosa ha solo dieci anni quando lascia la sua famiglia a Tirano, sulle montagne della Valtellina, e va a Milano, per lavorare come piscinina nella sartoria della zia Emilia. È il 1877, e la città la travolge con il fermento di una metropoli nascente, l’illuminazione a gas, i tram a vapore, i caffè, la Scala. La vita di un’apprendista sarta è dura, i turni estenuanti, ma la bambina è sveglia, e dimostra subito un talento speciale per la moda. Così assorbe tutto, comprese le nuove idee di giustizia sociale e libertà, e diventa una giovane donna coraggiosa, oltre che una sarta raffinata e dalle idee innovative. Da Milano a Parigi, dove nascono gli abiti che tutto il mondo ama, il passo è breve, ed è proprio lontano da casa, sulle rive della Senna, che Rosa concepisce l’idea di una moda che non sia solo un’eccellente copia di quella d’Oltralpe, ma che risplenda di un’originalità tutta italiana, ispirata ai dipinti del Rinascimento e ai fiori delle sue Alpi. È così che inventa il concetto di “made in Italy”. Tra broccati e toilettes di seta, l’impegno di insegnante all’Umanitaria e l’amore – scandaloso all’epoca – per l’avvocato Podreider, la voce vivida di Rosa ci racconta la sua vita anticonformista e luminosa, le sue battaglie per liberare le donne dai corsetti e dai pregiudizi. Eleonora D’Errico ci restituisce il ritratto appassionato e vibrante di una sarta geniale, un personaggio chiave per la storia della moda italiana – consacrato dalla creazione dall’abito Tanagra – ma anche quella dell’emancipazione femminile. Il racconto di una vita unica che ha saputo vestire di glamour la rivoluzione.

Da wikipedia


  • Per una moda italiana : relazione al 1. congresso nazionale delle donne italiane in Roma (sezione letteratura ed arte) della signora Rosa Genoni delegata della Societa Umanitaria di Milano, tip. Balzaretti, 1908.
  • Articoli su pacifismo e socialismo, Ferrara, Luciana Tufani, 2019.
  • La storia della moda attraverso i secoli: dalla preistoria ai tempi odierni, Bergamo, Istituto italiano d'arti grafiche, 1925.
  • Cronache d'arte : Costume: la moda femminile dalle commemorazioni del 59 all'Esposizione d'arte di Venezia, in Vita d'arte : rivista mensile d'arte antica e moderna, n. 19, 1909, 351-358.

Riconoscimenti

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  • 1906 - Gran Premio della giuria per la sezione Arte Decorativa dell’Esposizione Internazionale di Milano[3]
  • Riposa in un'edicola del cimitero monumentale di Milano;[4] nel 2015 il comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel famedio dello stesso cimitero[5]



 

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Lettrice accanita, scrittrice irregolare, gestisco un blog, una pagina ed un gruppo sempre con lo stesso nome: La Lettrice di carta. Amo i personaggi femminili e maschili tormentati, quelli che hanno un passato duro da raccontare, ma da buona lettrice non disdegno altri generi letterari. Non credo che possa esserci un libro brutto, ogni romanzo troverà sempre il suo lettore a cui la storia piacerà. Il mio romanzo preferito: Storia di una capinera di G. Verga.