martedì 21 agosto 2018

Orfani bianchi di Antonio Manzini



Orfani bianchi
di 
Antonio Manzini
recensione di 
Maria Lucia Ferlisi



Mirta, moldava, lavora in Italia come badante a Roma.
Ha lasciato la sua terra, la povertà e la miseria in cui viveva. Ha lasciato anche il figlio adolescente Ilie che vive con la nonna materna, il padre non sa nemmeno dove sia.
Una vita dura, nonostante la giovane età è già stanca della vita. Il suo lavoro è prendersi cura di tutte quelle persone che pesano alle famiglie,  lei li assiste fino alla loro morte. Poi ancora in cerca di un altra persona da prendere in cura, nell'indifferenza dei familiari, come la signora Mazzanti, morta il giorno di Natale, ma la famiglia non ha rinunciato al pranzo di Natale.

Mirta vive nella miseria degli animi, nell'indifferenza verso gli anziani. Sentimenti sterili circondano la sua vita. Vive con altre donne straniere, in un piccolo appartamento, si ritrovano la sera, ma sono tutte stanche, non si parlano,  la maggior parte di loro lavora per una cooperativa, pochi soldi e tanto lavoro massacrante.

Ha soltanto un amico Pavel, innamorato di lei che sogna di darle una casa e l'amore.
I suoi contatti con il figlio undicenne sono fatti di mail piene d'amore e speranza, di un futuro migliore, anche quando è costretta a metterlo in un orfanotrofio, perché sua madre è morta per lo scoppio della caldaia. 
L'internat è un luogo che raccoglie orfani e figli di madri che lavorano all'estero, non è un bel luogo, ma almeno può mangiare e stare al caldo  e giocare con la play station con i giochi che gli manda.Lei gli scrive tante mail accorate, Ilie non risponde.
La notte dopo, il maglione di Mirta aveva già perso l'odore di Ilie. E lei era a Roma, in una stanza di merda, condivisa con una donna che non avrebbe mai conosciuto....

Con un gesto poco nobile, riesce ad ottenere un lavoro per seguire un'anziana la cui famiglia deve andare in vacanza, la paga è davvero alta. Lei si abbandona ai sogni di una vita migliore..ma....

Un romanzo commovente  sull'esistenza di queste badanti che arrivano nella nostra terra per seguire i familiari e condurli alla certa morte. La loro non è una vita facile, devono lavorare con persone con la demenza senile. Devono pulire sederi, togliere pipì ed escrementi. Devono stare attenti perché la loro pelle è delicata. Guadagnano poco e con quelli devono mantenere i loro  familiari rimasti in paese.

Un odore acre, amaro, avvolgeva tutta la stanza. La vecchia teneva gli occhi spalancati sul soffitto. Le mani lungo il corpo. "no". Mirta si avvicinò. L'odore era sempre più forte. Un misto di muffa, marcio e uova sode. Dovette chiudersi il naso. Corse in bagno mentre la lasagna risaliva l'esofago. Ebbe un conato, ma non rovesciò niente.....

Una vita triste, circondata da sporco e morte, devono combattere contro l'indifferenza dei familiari che sembrano aver dimenticato che quei familiari sono stati il loro padre o la loro madre.

Una storia d'abbandoni, le badanti lasciano gli affetti nei loro paesi d'origine, gli anziani che accudiscono sono stati abbandonati dai loro familiari. Un triste scambio.
L'autore senza falsi pietismi ci conduce in questo mondo poco conosciuto. Pensiamo che il lavoro di queste donne sia facile, senza problemi, ma non è così. 

Un romanzo che non solo punta il dito contro la mancanza di affetti, ma mette in risalto quanto la nostra comunicazione stia diventando sempre più debole, affidiamo le parole ad un asettico computer, la mail è veloce, e non implica nessun sentimento. Fredda, senza calore arriva dall'etere, ma non è abbastanza per rassicurare. 

Un romanzo che ci conduce nel mondo dei tanti orfani bianchi che popolano la Moldavia, bambini e adolescenti che crescono senza amore, senza affetti, soli, abbandonati per anni in un luogo lontano e sperduto del loro territorio, simile ad un carcere.
Un romanzo che fa riflettere attraverso la veritiera penna dello scrittore Antonio Manzini.



Scheda libro
Autore: Antonio Manzini
Titolo: Orfani Bianchi
Casa editrice: Chiarelettere
Pagine: 204

Sinossi
Mirta è una giovane donna moldava trapiantata a Roma in cerca di lavoro. Alle spalle si è lasciata un mondo di miseria e sofferenza, e soprattutto Ilie, il suo bambino, tutto quello che ha di bello e le dà sostegno in questa vita di nuovi sacrifici e umiliazioni. Per primo Nunzio, poi la signora Mazzanti, “che si era spenta una notte di dicembre, sotto Natale, ma la famiglia non aveva rinunciato all’albero ai regali e al panettone”, poi Olivia e adesso Eleonora. Tutte persone vinte dall’esistenza e dagli anni, spesso abbandonate dai loro stessi familiari. Ad accudirle c’è lei, Mirta, che non le conosce ma le accompagna alla morte condividendo con loro un’intimità fatta di cure e piccole attenzioni quotidiane.

Ecco quello che siamo, sembra dirci Manzini in questo romanzo sorprendente e rivelatore con al centro un personaggio femminile di grande forza e bellezza, in lotta contro un destino spietato, il suo, che non le dà tregua, e quello delle persone che deve accudire, sole e votate alla fine. “Nella disperazione siamo uguali” dice Eleonora, ricca e con alle spalle una vita di bellezza, a Mirta, protesa con tutte le energie di cui dispone a costruirsi un futuro di serenità per sé e per il figlio, nell'ultimo, intenso e contraddittorio rapporto fra due donne che, sole e in fondo al barile, finiscono per somigliarsi.
Dagli occhi e dalle parole di Mirta il ritratto di una società che sembra non conoscere più la tenerezza. Una storia contemporanea, commovente e vera, comune a tante famiglie italiane raccontata da Manzini con sapienza narrativa non senza una vena di grottesco e di ironia, quella che già conosciamo, e che riesce a strapparci, anche questa volta, il sorriso.

lunedì 20 agosto 2018

Garcia Lorca


Carissimi lettori e lettrici
il 19 agosto del 1936 moriva un grande poeta spagnolo: Garcia Lorca.

Vi posto  un mio piccolo contributo alla sua memoria, scritto nel 2016.
Buona lettura.



Garcia Lorca
nato il/6/1898 ed è morto assassinato con la fucilazione il 19/8/1936 a Vizinar in Spagna, il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Poeta e drammaturgo andaluso, si può considerare uno dei poeti massimi che la Spagna abbia avuto e che il mondo intero ha amato, non a caso qualcuno ha scritto che il suo omicidio è stato "un crimine contro l'umanità", un crimine commesso durante la dittatura franchista e per la sola colpa di scrivere versi e di essere omosessuale..

Durante la vita universitaria conobbe personaggi illustri con i quali cominciò una collaborazione culturale per cercare dare vita  e voce alla cultura spagnola emergente, conobbe Dalì, Neruda, Bunuel, Alberti. I suoi progetti finirono presto, durante il colpo di stato ad opera dei militari franchisti, fu catturato e fucilato.

Ma il potere franchista non ha certo fermato il potere più forte che si ritrova nelle sue poesie, che hanno varcato il confine della Spagna e reso immortale i versi di Garcia Lorca.

Le sue poesie sono intrise di una velata melanconia, i suoi versi sono simili al suono della chitarra, strumento tanto amato dal poeta, tanto da dedicargli una poesia.
La vera forza delle parole di Lorca è incisa in quella forza quasi sovrannaturale che viene definita El Duende, una forza che è quasi un connubio con le varie forze della natura e che la terra magicamente trasforma in versi o in musica, ed in questa forza vi sono racchiuse le storie del passato, i nostri avi, i nostri colori e sapori. I suoi versi contengono il passato della cultura spagnola ed è in questo che trova forza e vigore nella cultura araba e zingara che ne sono le vere radici e scorrono nel sangue dei poeti o intellettuali spagnoli come una linfa vitale che li rende immortale, come la cultura che
tramandando vestendola di nuove parole.

Nei versi di Lorca v'è è tutta l'Andalusia, vi è tutta la magia dei zigani, vi è il flamenco, vi sono i balli attorno al fuoco, vi sono le corride... ed è per questo che suona melodiosa, melanconica e forte. La forza del duende è questa, le radici che emergono prorompenti e capaci di soggiogare colui che le ascolta e trascinarlo in questo luogo atavico fatto di magia colori e suoni, e come in un vortice lo rapisce e lo rende amante, come in un amplesso, dei versi andalusi.

Le sue raccolte più famose sono: PRIMER ROMANCERO GITANO - POETA A NEW YORK - LAMENT FOR IGNACIO SANCHEZ - POEMA DEL CANTE JONDO, e altri.
Scrisse anche delle opere teatrali tra cui ricordiamo: NOZZE DI SANGUE - LA CASA DI BERNARDA ALBA - YERMA - DONNA ROSITA e altri









Ecco alcune sue poesie





LA CHITARRA

Incomincia il pianto
della chitarra.
Si rompono le coppe
dell'alba.
Incomincia il pianto
della chitarra.
È inutile
farla tacere.
È impossibile
farla tacere.
Piange monotona
come piange l'acqua,
come piange il vento
sulla neve.
È impossibile
farla tacere.
Piange per cose
lontane.
Arena del caldo Meridione
che chiede camelie bianche.
Piange freccia senza bersaglio
la sera senza domani
e il primo uccello morto
sul ramo.
Oh, chitarra,
cuore trafitto
da cinque spade.

Da Lamento per Ignacio Sánchez Mejías
Il cozzo e la morte
Alle cinque della sera.

Eran le cinque in punto della sera.
Un bambino portò il lenzuolo bianco
alle cinque della sera.
Una sporta di calce già pronta
alle cinque della sera.
Il resto era morte e solo morte
alle cinque della sera.
Il vento portò via i cotoni
alle cinque della sera.
E l'ossido seminò cristallo e nichel
alle cinque della sera.
Già combatton la colomba e il leopardo
alle cinque della sera.
E una coscia con un corno desolato
alle cinque della sera.
Cominciarono i suoni di bordone
alle cinque della sera.
Le campane d'arsenico e il fumo
alle cinque della sera.
Negli angoli gruppi di silenzio
alle cinque della sera.
Solo il toro ha il cuore in alto!
alle cinque della sera.
Quando venne il sudore di neve
alle cinque della sera,
quando l'arena si coperse di iodio
alle cinque della sera,
la morte pose le uova nella ferita
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Alle cinque in punto della sera.
Una bara con ruote è il letto
alle cinque della sera.
Ossa e flauti suonano nelle sue orecchie
alle cinque della sera.
Il toro già mugghiava dalla fronte
alle cinque della sera.
La stanza s'iridava d'agonia
alle cinque della sera.
Da lontano già viene la cancrena
alle cinque della sera.
Tromba di giglio per i verdi inguini
alle cinque della sera.
Le ferite bruciavan come soli
alle cinque della sera.
E la folla rompeva le finestre
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera!
Eran le cinque a tutti gli orologi!
Eran le cinque in ombra della sera!


Notturno

Ho tanta paura
delle foglie morte,
paura dei prati
gonfi di rugiada.
Vado a dormire;
se non mi sveglierai
lascerò al tuo fianco
il mio freddo cuore.
Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!
Ti cinsi collane
con gemme d’aurora.
Perché mi abbandoni
su questo cammino?
Se vai tanto lontana
il mio uccello piange
e la vigna verde
non darà vino.
Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!
Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t’avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si disfa il nido.
Che cosa suona
così lontano?

Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!
Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t’avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si disfa il nido.
Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amore mio!

venerdì 17 agosto 2018

Tre novità da leggere

Ciao mondo web di lettori e lettrici
siamo sul finire dell'estate, sono certa che molti di voi andranno ancora al mare, ma per chi come me si gode le ferie restando a casa il momento book-time è sempre aperto.

Ho sbirciato in alcune case editrici per vedere i nuovi arrivi da aggiungere alla mia lista. Tre romanzi che mi hanno incuriosito e presto inizio la lettura, il primo sarà: la pienezza della vita, una conferma saggio/filosofica di quella che è la mia scelta di vita, l'amore per le piccole cose, per i gesti quotidiani. Sono curiosa di leggerlo.

Queste le mie scelte, le vostre invece?

Il mare non si tocca di Fabio Genovese ED. Mondadori

Sinossi

Fabio ha sei anni, due genitori e una decina di nonni. Sì, perché è l'unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno - uomini impetuosi e pericolosamente eccentrici - se lo contendono per trascinarlo nelle loro mille imprese, tra caccia, pesca e altre attività assai poco fanciullesche. Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà per lui un concentrato di sorprese sconvolgenti: è incredibile, ma nel mondo esistono altri bambini della sua età, che hanno tanti amici e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi misteriosi dai nomi assurdi - nascondino, rubabandiera, moscacieca. Ma la scoperta più allarmante è che sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant'anni senza sposarsi impazziscono. I suoi tanti nonni strambi sono lì a testimoniarlo.
 Per fortuna accanto a lui c'è anche un padre affettuoso, che non parla mai ma con le mani sa aggiustare le cose rotte del mondo. E poi la mamma, intenzionata a proteggere Fabio dalle delusioni della vita, una nonna che comanda tutti e una ragazzina molto saggia che va in giro travestita da coccinella. Una famiglia caotica e gigantesca che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso la travolge. 
Giorno dopo giorno, dalle scuole elementari fino alle medie, il protagonista cerca di crescere nel precario equilibrio tra un mondo privato pieno di avventure e smisurato come l'immaginazione, e il mondo là fuori, stretto da troppe regole e dominato dalla legge del più forte. Tra inciampi clamorosi, amori improvvisi e incontri straordinari, in un percorso di formazione rocambolesco, commovente e stralunato, Fabio capirà che le nostre stranezze sono il tesoro che ci rende unici e intanto scoprirà la propria vocazione di narratore perdutamente innamorato della vita.

L'innocenza di Tommasina di Caterina Emili -  ED. E/O
Sinossi
Tommasina s’impicca. Perché? In quale parte profonda della sua anima si nascondeva tutta quell’infelicità? Oppure qualcuno l’ha obbligata a farlo? Per risolvere il mistero Cesara, la gigantesca zia della ragazza, chiede aiuto a Vittore Guerrieri, dal passato misterioso e dal presente divorato dal demone del gioco. Vittore ha un furgone, si sposta per l’Italia, con qualche tappa anche all’estero, per vendere prodotti pugliesi. È un lavoro che s’è inventato da quando ha deciso di trasferirsi a Ceglie Messapica. Lui, di origine umbra, s’è inventato una nuova vita pugliese. O almeno ci prova. E Cesara gli chiede aiuto, a lui che sa girare l’Italia, che può scoprire il passato di Tommasina quando faceva l’infermiera a Torino e poi a Perugia. 
E così Vittore, con il suo furgone carico d’olio, si trova invischiato in una trama oscura di violenza e vendetta, di altre morti misteriose che sconquassano di nuovo la sua esistenza che s’era appena riequilibrata.

La pienezza della vita di Wilhelm Schmid  - ED. Fazi
Sinossi
Viviamo in un’epoca in cui la promessa di una felicità permanente ha ormai rivelato i suoi limiti: tutte le presunte “formule per la felicità” hanno disatteso le aspettative dell’uomo contemporaneo, che troppo spesso si ritrova insoddisfatto proprio a causa della sua pretesa di essere felice a tutti i costi. In La pienezza della vita, raccolta di brevi riflessioni su un’idea differente di felicità, Schmid si rifà alla tradizione filosofica del frammento tanto cara a Montaigne. L’autore presenta cento frammenti, appunto, di una felicità ampia e concreta, derivante dalla complessità della vita, invitando il lettore ad apprezzarne la contraddittorietà fatta di gioia e angoscia, di speranza e delusione. Perché accettare le diverse sfumature di ogni momento, cogliendone i frammenti di felicità presente o passata, possibile o impossibile, sognata o perduta, è infatti l’unico mezzo che abbiamo per poter godere della pienezza della vita.
Nella nuova opera di Schmid, la visione filosofica già affrontata in Serenità e L’arte dell’equilibrio viene approfondita e ampliata con la vivacità e la leggerezza che caratterizzano il peculiare stile argomentativo del più apprezzato filosofo tedesco vivente.

Lo sguardo rivolto alle cose ordinarie – alzarsi dal letto la mattina, stare seduti su una sedia, infilarsi i calzini, mettere via una vecchia giacca – può offrire un’opportunità straordinaria. Le fatiche quotidiane, infatti, non si sottraggono alla verità, alla nostalgia, alla rabbia e all’irritazione.
E per quanto la sua vuotezza, gli eccessi che la caratterizzano, l’imprevedibilità e la contraddittorietà che la qualificano possano dare l’impressione che la vita sia assurda, i suoi frammenti potranno far emergere alcune connessioni in grado di dare senso a molte delle nostre esperienze.

martedì 14 agosto 2018

Premio Lord Byron Porto Venere golfo dei Poeti.


Carissimi amici ed amiche del blog
per chi tra voi ama scrivere, ecco un concorso che spazia dalla poesia alla narrativa sia edita che inedita.
Perché non proviamo? Non si sa mai che portiamo a casa un premio...

In bocca alla penna allora scrittori e scrittrici poeti e poetesse.

PREMIO INTERNAZIONALE di POESIA e NARRATIVA
“LORD BYRON PORTO VENERE GOLFO DEI POETI”

 Scadenza 30 settembre - Premiazione 4 novembre - I Edizione 2018

Organizzatore Associazione Culturale “PORTUS VENERIS“
 con il patrocinio di
REGIONE LIGURIA - PROVINCIA DELLA SPEZIA - COMUNE DI PORTO VENERE
in collaborazione con l' Associazione
 “DICKENS FELLOWSHIP” Filiale italiana

 REGOLAMENTO
1 - Il concorso è aperto ad autori italiani e stranieri.
2 – Il concorso si articola in cinque sezioni.
POESIA INEDITA: dovranno pervenire 3 poesie in lingua italiana, inedite, dattiloscritte in 4 copie ciascuna. I
fogli dovranno essere assemblati a tre a tre in modo da formare quattro fascicoli di tre poesie; su uno di detti fascicoli
dovranno essere indicate le generalità del poeta, la data di nascita, l'indirizzo, il recapito telefonico e l'e-mail; un breve
curriculum ed eventuali premi conseguiti, oppure se studenti scuole medie superiori/inferiori indicare l'Istituto
scolastico di appartenenza (Premio Lord Byron giovani poeti).
POESIA INEDITA IN LINGUA INGLESE: dovranno pervenire 3 poesie, inedite, dattiloscritte in 3 copie
ciascuna. I fogli dovranno essere assemblati a tre a tre in modo da formare tre fascicoli di tre poesie; su uno di detti
fascicoli dovranno essere indicate le generalità del poeta, la data di nascita, l'indirizzo, il recapito telefonico e l'e-mail;
un breve curriculum ed eventuali premi conseguiti.
POESIA EDITA: dovrà pervenire un libro di poesie edito, pubblicato negli ultimi 5 anni, in 3 copie. Su una di esse
dovranno essere indicate le generalità del poeta, la data di nascita, l'indirizzo, il recapito telefonico ed eventuale e-mail.
Ove non indicato sul volume, è gradito un breve curriculum con eventuali premi conseguiti.
NARRATIVA INEDITA: dovrà pervenire un racconto breve, di massimo cinque pagine dattiloscritte formato
A4, in 4 copie. Su una di esse dovranno essere indicate le generalità dell’autore, la data di nascita, l’indirizzo, il
recapito telefonico ed eventuale e-mail; un breve curriculum con eventuali premi conseguiti.
NARRATIVA EDITA: dovrà pervenire un’opera edita pubblicata negli ultimi cinque anni, in 2 copie cartaceo,
oppure on line alla mail ass.portusveneris@libero.it. Per il contributo delle opere inviate on line chiamare il 338
3017820. Su una di esse dovranno essere indicate le generalità dello scrittore, la data di nascita, l’indirizzo, il
recapito telefonico ed eventuale e-mail; ove non indicato sul volume è gradito un breve curriculum con eventuali
premi conseguiti.
3 - Viene richiesto, a parziale copertura delle spese organizzative, un contributo di Euro 20 per ogni tipo di
partecipazione, (per i giovani poeti delle scuole medie superiori/inferiori la partecipazione é gratuita) tramite
bonifico su PostePay IBAN IT 37S0760105138270746070756, intestato a Lorenzo Masi, causale Premio “Lord Byron
Porto Venere Golfo dei Poeti”, oppure su carta POSTEPAY EVOLUTION n. 5333 1710 4756 5516 - destinatario CF
MSALNZ53L31C413F (semplice pagamento effettuabile anche presso le Tabaccherie o Uffici Postali), la ricevuta
del versamento dovrà essere inserita in busta chiusa nel plico delle opere inviate facendo particolare attenzione alla
perfetta chiusura del plico stesso.4 - Le opere dovranno essere inviate presso “ASSOCIAZIONE CULTURALE PORTUS VENERIS” Via G.
Canedoli n. 4 - 19025 LE GRAZIE PORTO VENERE (SP) entro il 30 – 09 – 2018 (farà fede il timbro postale).
5 - La premiazione avrà luogo domenica 4 novembre 2018 presso la Sala Consiliare del Comune di Porto Venere
(Patrimonio dell'Umanità UNESCO) Via Garibaldi n. 9 con inizio alle ore 15,00. Comodissimo da raggiungere
mediante Bus navetta con frequenza 10 minuti.
6 - I nomi dei vincitori saranno comunicati agli interessati tramite e-mail o lettera, ma la graduatoria verrà resa nota
soltanto durante la cerimonia di premiazione.
7 - I premi consisteranno, per ogni sezione, al primo classificato euro 400, al secondo euro 200 al terzo euro 100. Per
la sezione in lingua inglese poesia inedita e Giovani Poeti un'opera in marmo portoro caratteristico delle famose cave
di Porto Venere.
Saranno assegnati premi speciali della Giiuria e Menzioni di merito a discrezione del Comitato organizzatore e della
Giuria. Quest’ultima si riserva di assegnare altri Premi Tematici.
8 – Per i giovani poeti delle scuole medie Superiori/Inferiori (Sezione Poesia Inedita),
è previsto il il Premio giovani poeti “Lord Byron Porto Venere Golfo dei Poeti”. In memoria del Poeta Luigi 
Valente PORTUNATO.
È altresì previsto il “PREMIO PORTO VENERE ALLA CARRIERA” assegnato dal COMUNE DI PORTO 
VENERE per l’approfondimento e la divulgazione della cultura nel mondo.
9 - Nel corso della cerimonia di premiazione, alla quale sono invitati tutti i concorrenti, le opere vincitrici saranno
lette da ALESSANDRO QUASIMODO, figlio del Nobel Salvatore, illustre scrittore, attore e regista.
Il ristorante ELETTRA in Calata Doria Porto Venere, proporrà un menù,dedicato per il giorno della premiazione (su
prenotazione tel. 0187 792215 – 338 3017820). Al pranzo conviviale saranno presenti i componenti della Giuria,
rappresentanti istituzionali, concorrenti., vincitori, parenti ed amici.
10 - La Giuria sarà così composta:
 Presidente di Giuria Alessandro QUASIMODO Comunicatore di POESIA
 Vice Presidente Marina PRATICI Ambasciatrice della Cultura nel Mondo -
Critico Letterario, Scrittrice, Poetessa.
Marzia DATI Presidente “Fellowship Charles Dickens Italia” -
Esperta di Arte e Cultura Russa
 Biancamaria RIZZARDI Prof. Ordinario Università di i Pisa in 
 letteratura inglese e dei paesi di lingua inglese.
 Rita IACOMINO Poetessa e Scrittrice.
 Lorenzo MASI Direzione Artistica - già Assessore alla Cultura
 del Comune di Porto Venere – Operatore culturale.
Il giudizio della giuria sarà insindacabile e non modificabile.
11 - La partecipazione al concorso implica l'accettazione di tutte le norme del presente bando. Gli elaborati non in
regola saranno esclusi dal concorso.
12 - Le poesie e i testi inviati non saranno restituiti. I premi dovranno essere ritirati a cura dei vincitori o da persone
delegate.
13 - I partecipanti assumono la responsabilità dell'originalità delle opere e del loro contenuto. La partecipazione al
Concorso implica la tacita autorizzazione al trattamento dei dati personali per i soli fini del Concorso stesso e delle
future edizioni, nonché l'accettazione della divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito sui quotidiani e
sulle riviste culturali.
14 - Il verbale della giuria sarà diffuso tramite stampa e tv locali e inserito su: Concorsi Letterari Club Autori - FB Premio
letterario Lord Byron Porto Venere Golfo dei Poeti.

Lorenzo Masi Direttore Artistico cell. 338 3017820 – mail: masilorenzo2002@libero.it
 ass.portusveneris@libero.it

PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE «DONNA» XXXVI Edizione

  PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE «DONNA»  XXXVI Edizione   PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE «DONNA» XXXVI Edizione    Il C.I.F. Centro It...

Informazioni personali

La mia foto
Lettrice accanita, scrittrice irregolare, gestisco un blog, una pagina ed un gruppo sempre con lo stesso nome: La Lettrice di carta. Amo i personaggi femminili e maschili tormentati, quelli che hanno un passato duro da raccontare, ma da buona lettrice non disdegno altri generi letterari. Non credo che possa esserci un libro brutto, ogni romanzo troverà sempre il suo lettore a cui la storia piacerà. Il mio romanzo preferito: Storia di una capinera di G. Verga.