domenica 30 dicembre 2018

9259,7 KM DI GIUSTINO TRAVAGLINI


9259,7 KM
DI
GIUSTINO TRAVAGLINI

recensione di 
Maria Lucia Ferlisi



La prima missione è terminata. Il protagonista Cris ha bisogno di riposare e di ritornare nel suo ambiente, per questo si reca a Novgorod, va nella casa del nonno Leopoldo, in quella città che considerava la sua terra, il suo rifugio, dove aveva conosciuto sua nonna. Adesso è il suo rifugio, come se il luogo potesse far rivivere i suoi nonni., ma vi ritrova i vecchi ricordi dei luoghi. Deve curarsi la ferita alla spalla, risultato della sua prima missione,  ma anche la ferita più profonda: l'amore per Irina, di cui ha perso le tracce...

Adesso siamo  al KM 9259,7.

Cris ha ripreso il suo lavoro di amministrazione dell'azienda Oil&Gas Company, immerso nel silenzio di quelle grandi mura, in compagnia del suo maggiordomo tuttofare.
Il silenzio della casa dove sta riflettendo e soffrendo viene interrotto dal rumore metallico di eliche, un elicottero atterra e lo porta ancora alla base del Cremlino. Si è verificato un furto di tecnologia militare, si sospetta di Louis Kars, produttore di microchip quantistici, implicato con gruppi terroristici.
A Cris spetta il compito di smascherarlo. Si reca al Cremlino e tra porte blindate, lunghi corridoi e monitor arriva al cospetto del colonnello Pietro Gregorovich, suo vecchio amico che l'aveva introdotto nel suo primo caso di spionaggio.

Ma non è l'unica sorpresa, ritrova Irina e con lei dovrà smascherare  il traditore, dopo un adeguato addestramento che lo consacrerà una vera spia.
Le sarebbe saltato addosso per prenderla, lo sentiva. I suoi istinti selvaggi e sessuali si erano impadroniti di lui. 75 metri. La pulsione si faceva sempre più forte, più forte. Il sangue salì al cervello e le vene del collo gli si gonfiarono. 50 metri. Oramai era più animale che uomo. Irina continuava a fissarlo. Voleva baciarla e spogliarla all’istante: non importava cosa sarebbe successo dopo ma era in procinto farlo. Staccò le mani dalla maniglia e stava per toccarla come tante volte era successo mesi fa a Doha e a Kish Island prima: il solo pensiero lo colmava di una gioia selvaggia inebriandolo e rendendolo schiavo al contempo ma lo colmava, lo riempiva.
Dopo tanto tempo, tanta solitudine nella sua casa di Novgorod finalmente realizzava il desiderio che aveva cercato di scacciare per tanto tempo ma invece era tornato prepotente-mente a possederlo, incatenarlo. Le poggiò la mano sulla spalla accarezzandole il viso e sfiorandole i capelli. Pur non guardandosi allo specchio sentiva di avere gli occhi iniettati di sangue. Raggiuntole il volto con le dita, inaspettatamente Irina gli prese il pollice e lo mise in bocca come un neonato fa con il ciuccio. Erano entrati in una dimensione tutta loro e il resto che li circondava non esisteva. L’uno era mancato all’altro molto più di quanto si aspettavano. Un filo interrotto era appena stato riannodato e questa volta niente o nessuno lo avrebbe potuto rom-pere. La simbiosi spezzatasi al ritorno a Mosca dall’Italia era finalmente rinata come un albero che, perse le foglie in autunno e spoglio d’inverno, in primavera fiorisce recuperando la sua bellezza. Quel momento era la loro primavera.
Parte la missione tra studio, addestramento e amore, ma questo non lo distoglie dall'incarico che dovrà affrontare e sta minuziosamente preparando con Irina, ancora una volta....L'incarico non è facile , Kars è spietato e bisognerà capire il suo  ruolo in questo intrigo internazionale.

L'autore Giustino Travaglini ha maturato la scrittura, in questo secondo romanzo da prova di netto miglioramento e la storia si dipana nei meandri degli intrighi internazionali con maggiore destrezza ed abilità.
 Il ritmo è incalzante, la scrittura chiara e la trama avvincente.

Scheda libro
Autore: Giustino Travaglini
Titolo: KM 9259,7
Casa editrice: Link
Pagine 352

Sinossi:
"9259,7 km" è il secondo libro della saga di spionaggio creata da Travaglini. Chris, dopo essere tornato dalla sua missione di Doha (descritta nel primo libro della saga), si rifugia, ferito, nella sua casa di Novgorod. Da tempo non ha più notizie dell'FSB (i servizi di sicurezza russi) e si sente tradito e abbandonato. Gli unici a fargli compagnia sono Nikolai, il suo fidato tuttofare, ex militare dei reparti speciali e Boris, il giardiniere. Ma un giorno, il fuoco per l'avventura si ravviva quando Pietro, il suo amico che lo aveva reclutato per il Qatar, torna a farsi vivo, proponendogli una seconda missione. Recatosi, insieme ad alcuni agenti della CIA, al quartier generale dell'FSB in città, apprende una terribile verità. Richiamato in servizio, non si tirerà indietro, partirà per un'altra avventura. Il viaggio continua. Da Mosca a Novgorod, la transiberiana è pronta a portarvi in un mondo magico. Mettetevi comodi. Si riparte.

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Lettrice accanita, scrittrice irregolare, gestisco un blog, una pagina ed un gruppo sempre con lo stesso nome: La Lettrice di carta. Amo i personaggi femminili e maschili tormentati, quelli che hanno un passato duro da raccontare, ma da buona lettrice non disdegno altri generi letterari. Non credo che possa esserci un libro brutto, ogni romanzo troverà sempre il suo lettore a cui la storia piacerà. Il mio romanzo preferito: Storia di una capinera di G. Verga.